La creta tra sacro e profano

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Artefatti di Puglia, Atlante dell’Artigianato Artistico e tradizionale pugliese, presentazione del volume presso il Castello Episcopio

 

A Grottaglie, sabato 21 maggio alle ore 18.30 nell’ambito di Buongiorno Ceramica, riprende il viaggio nella Puglia inedita che, a causa della pandemia, aveva subito una brusca battuta d’arresto. Un viaggio fascinoso in quella Puglia che non si rassegna alla banalità della serialità ma continua ad abbeverarsi alla tradizione e che guarda al passato non come un retaggio di cose vecchie e desuete, utili a nostalgiche rimembranze, ma quale fonte d’ispirazione, bagaglio insostituibile di abilità tecniche ed estetiche di modelli, reali e intellettuali, per comprendere fino in fondo l’anima di una regione che sorprende e ancora ammalia, se si ha voglia di scoprirne l’essenza intima e quasi mistica.

La Puglia, delle botteghe artigiane che continuano talvolta in scampoli riposti del suo lungo territorio, a produrre come in passato, perpetuando gesti, forme, e modelli depositati, sempre in un fare tramandato di generazione in generazione. È la Puglia – o le “Puglie”? – che l’editore Claudio Grenzi, in un immane lavoro di ricerca e coordinamento, ha messo insieme in Artefatti di Puglia, Atlante dell’artigianato artistico tradizionale.

È la Puglia che dalle frivole leggerezze della cartapesta, arrendevole sotto le mani esperte dei maestri leccesi, si incaponisce nelle sculture in pietra di Apricena, Trani, Cursi e di un romanico che ancora riemerge dai nostrani lapicidi contemporanei, dalle solenni sculture di pietra.

Un progetto sostenuto dalla Regione Puglia all’interno dell’Avviso pubblico riguardante le Attività culturali (Patto per la Puglia-FSC 2014-2020) da cui prendono forma guide e itinerari del bello davvero singolari quanto straordinari, che si possono comodamente sfogliare ma che invitano ad andare sui luoghi, da Grottaglie a Gravina, da Cutrofiano a Rutigliano senza trascurare la tradizione della maiolica di Laterza la cui produzione corrente attinge a piene mani dai repertori del XVII e XVIII secolo. E poi gli ori, popolari, del Gargano, anelli, collane, bracciali, spille tanto più bassi nel “titolo” del prezioso metallo, tanto più raffinati nelle forme. È la terra dominata dal “real” santuario di San Michele a latere del quale si sviluppò l’attività protetta dagli Aragonesi, e per certi aspetti ancora viva, dei “sammichelari”, produttori di statue dell’Arcangelo, nella pietra tenera del luogo simile all’ alabastro, che una volta benedette i pellegrini portavano via per i propri santuari domestici.

All’interno del volume Santini e fischietti di Puglia, la creta tra sacro e profano scritto da Emanuele Cazzolla, Francesco di Palo, Simone Mirto e Massimiliano Trulli viene dedicato ampio spazio alle produzioni grottagliesi di santini in terracotta e fischietti. Per questa ultima produzione viene dedicato un approfondimento alla Famiglia Mastro di Grottaglie, che ha rappresentato un punto di riferimento per la produzione di fischietti in terracotta nella Città delle Ceramiche, senza trascurare anche gli altri artigiani locali che si sono dedicati in misura minore a questa tipologia di produzione.

Le statuette votive raccolte nel volume abbracciano invece una fetta significativa della moltitudine di santi venerati in Puglia: tra patroni, compatroni e protettori. Una sorta di paradiso domestico a cui gli uomini e le donne facevano affidamento per proteggersi dalle malattie fisiche e spirituali, dalle calamità naturali e per propiziarsi i futuri raccolti.  Le statuette dei santi in terracotta facevano, infatti, parte di un dialogo costante nella vita di ogni giorno tra l’uomo e il sacro ed erano spesso collocate nelle nicchie in tufo ricavate nelle mura domestiche, adornate da fiori e candele. I santini in terracotta venivano realizzati a mano e dipinti a freddo dai ceramisti grottagliesi nelle loro case private, venduti poi in occasione delle feste patronali nei paesi di tutta la Puglia.

La multietnicità dei santi venerati è una particolarità della regione, perché vede uno accanto all’altro l’irlandese Cataldo, gli armeni Biagio e Gregorio, i “turchi” Cosma e Damiano, gli egiziani Ciro e Bersanofio, i francesi Rocco e Leonardo, gli spagnoli Vincenzo Ferrer e Domenico Guzman, i tedeschi Corrado ed Emidio, il londinese Tommaso Becket e il libanese Teodoro D’Amasea.

Tra gli obiettivi del progetto “Artefatti di Puglia” c’è il desiderio di avvicinare i visitatori della nostra regione alle realtà artigianali ancora vive nei luoghi più periferici della Puglia. I risultati della ricerca concorrono inoltre alla formazione di giovani creativi e artigiani, con l’intento di sollecitare la conoscenza degli esiti di antichi saperi, processo indispensabile al percorso progettuale.

Alla presentazione del volume interverranno il Sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, l’Assessore alla Cultura e Turismo Antonio Vinci, la Responsabile al Settore Cultura e Turismo Daniela De Vincentis oltre all’editore Claudio Grenzi, il coautore Simone Mirto ed i ceramisti Marcello Mastro e Mimmo Vestita.

 

 

 

 


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Redazione Oraquadra

La redazione.

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