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Ecco la mappa delle discariche abusive, nel versante orientale della provincia jonica che danneggiano il turismo

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Una località per definirsi turistica necessita di due elementi imprescindibili: la bellezza del posto e la sua pulizia. Vi sono anche altri elementi di primaria importanza come organizzazione, servizi, sicurezza, ma va da sé che un posto bello ma sporco ed inquinato non potrà mai generare quella tanto ricercata economia turistica che tutti vogliono, ma che in pochi hanno la capacità di costruire e soprattutto mantenere.

Purtroppo questo è ciò che accade in molti dei nostri comuni costieri, ma non solo. Posti meravigliosi, prima che fossero raggiunti dall’incuria e dal disinteresse. Con il Gruppo Alto Salento del Movimento 5 Stelle, abbiamo avviato nei comuni orientali della provincia (Pulsano, Lizzano, Leporano, Faggiano, San Giorgio ionico e Carosino) un censimento delle discariche abusive e, più in generale, degli sfregi al territorio compiuti da individui con scarso senso civico, talvolta accompagnato dalla ricerca di facili guadagni.

L’obiettivo è quello di costituire un “Registro delle discariche abusive”, delle deturpazioni e degli sfregi del territorio, da porre all’attenzione delle amministrazioni locali e non solo. Un fenomeno che riguarda spesso anche le isole amministrative della città capoluogo, zone scarsamente controllate e meta perfetta per commettere, indisturbati, i peggiori reati ambientali.

Grazie al supporto dei cittadini attivi sul territorio che con le loro segnalazioni stanno consentendo di realizzare una mappa interattiva, stiamo constatando che il fenomeno è molto più vasto di quello che si pensasse” ha dichiarato Emiliano D’Amato che aggiunge “date le scarse risorse a disposizione delle amministrazioni comunali, sarà certamente necessario individuare progetti co-finanziati a livello regionale e nazionale, approfittando anche del PNRR. Non c’è turismo, infatti,  senza amore e cura del territorio”.

Gli obiettivi sono contrastare a muso duro (con denunce e multe salatissime) chi commette reati ambientali, utilizzando le moderne tecnologie – come droni e reti di sensori e telecamere – sia per la deterrenza che per le indagini delle Autorità preposte. Parallelamente sarà necessario ripulire quanto prima le discariche a cielo aperto presenti nei territori, facendo seguire questo lavoro a una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, perché le risorse spese per bonificare un’area deturpata potrebbero essere impiegate per costruire un nuovo parco giochi o dare un servizio aggiuntivo alla popolazione oppure un ulteriore sussidio a chi ne ha di bisogno.

E’ necessario prendere coscienza che i danni creati dal comportamento di pochi generano ricadute negative sull’intera collettività e un costo sociale che va oltre la semplice bonifica della discarica di turno, perché quel territorio avrà bisogno di anni per tornare alle sue origini. Questo prezzo è inaccettabile, tanto più per noi pugliesi che ambiamo al turismo come una delle fonti primarie di sostentamento ed economia.

Occorre quindi – conclude Emiliano D’Amato – costituire un coordinamento fra i Comuni, stimolando altresì la creazione di un apposito registro condiviso negli uffici delle Polizie Municipali, per i controlli effettuati nei territori su reati ambientali e contro il patrimonio, spesso messi colpevolmente in secondo piano.

 

La mappa delle discariche è disponibile al seguente link:

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1INPz6uNQN0FQoQc4l9PeRrW3rHQwOFRh&usp=sharing

 


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Redazione Oraquadra

La redazione.

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