Nella fabbrica dei satelliti

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I rappresentanti di 20 agenzie spaziali dei Paesi dell’America latina e caraibica hanno visitato lo stabilimento della Sitael a Mola di Bari su iniziativa di Iila e dell’Agenzia spaziale italiana

Pierluigi Pirrelli

Il managing director di Sitael, Pierluigi Pirrelli, ha spiegato agli ospiti  le attività che si svolgono nello stabilimento e le varie fasi di assemblaggio dei satelliti che vengono sottoposti alle sollecitazioni di una pedana vibrante

Il presidente del Dta, Giuseppe Acierno, ha spiegato il lavoro svolto dal Distretto tecnologico aerospaziale nel costruire dal basso una rete con grandi e piccole aziende, università e centro di ricerca. Il ruolo di Grottaglie come aeroporto test bed per il volo dei droni, il riconoscimento di spazioporto e le attività di ricerca sviluppate insieme al Comune di Bari per quanto riguarda la mobilità aerea urbana creano nuove opportunità di sviluppo  per il settore

Su invito dell’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana) e con il supporto del Ministero degli esteri, sono giunti  in  Puglia i vertici delle agenzie spaziali (o degli enti equivalenti) di 20 Paesi latino-americani e caraibici. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana (Asi), ha coinvolto una delegazione composta da dirigenti di Iila e Asi e da rappresentanti di: Alce (Agencia Latinoamericana y Caribeña del Espacio), Argentina, Bolivia, Brasile, Cuba, Cile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Haiti, Honduras, Nicaragua, Panama, Paraguay, Uruguay, Perù, Repubblica Dominicana, Venezuela. La tappa pugliese ha avuto come meta la sede dello stabilimento di Mola di Bari della Sitael, azienda presieduta da Chiara Petosa, del gruppo Angel.

Giuseppe Acierno, presidente del Distretto tecnologico aerospaziale (Dta) pugliese ha illustrato agli ospiti il ruolo svolto negli anni, sin dalla nascita avvenuta nel 2009,

Giuseppe Acierno

“da una società nata dal basso, esempio di aggregazione tra grandi e piccole aziende, università e centri   di ricerca”. Acierno ha ricordato che i distretti o cluster sono strumenti delle politiche europee e in questo contesto il Distretto aerospaziale pugliese, che rappresenta il 15 per cento della capacità produttiva nazionale del settore, con circa 7.500 addetti, è stato capace di costruire un sistema sempre pronto a nuove sfide”. A tal proposito ha ricordato, con particolare riferimento alle sfide dell’utilizzo dello spazio, “il riconoscimento di Grottaglie come aeroporto test bed per l’utilizzo dei droni  e di spazioporto, il primo in Italia, che garantisce al nostro Paese una porta di acceso allo spazio”. Ha spiegato che sono in corso una serie di attività per allargare il campo di specializzazione collegato allo spazioporto di Grottaglie. E ha aggiunto le soluzioni sulla mobilità aerea urbana che si sperimentano a Bari, una città che è entrata nella rete europea dove si svolgono tali attività di controllo del territorio dal punto di vista ambientale e della sicurezza oltre che di sperimentazione di droni per il trasporto di merci e persone in ambito urbano.

Cristoforo Abbatista di Planetek (azienda di Bari)  e Felice Vitulano di  Exprivia (con sede a Barletta e uffici e attività in tutto il mondo) hanno illustrato  le attività legate all’utilizzo di dati forniti dai satelliti e il contributo che essi garantiscono nel campo dell’agricoltura e nelle attività di protezione civile.

Pierluigi Pirrelli, managing director di Sital, ha illustrato le attività del gruppo Angel, con investimenti in tutto il mondo e una forza lavoro di 300 unità con straordinarie competenze, e ha guidato la delegazione dei rappresentanti delle agenzie spaziali dell’America Latina nello stabilimento di Mola di Bari, che è di fatto “la fabbrica dei satelliti”, la prima nel Sud Italia e nella Puglia. Pirrelli ha ricordato agli ospiti  che nella fabbrica dei satelliti vengono effettuate le attività di assemblaggio e che esse sono svolte in modo manuale, poiché è necessaria la massima precisione. Ha aggiunto che nei satelliti vengono integrati pannelli solari prodotti da Leonardo in Toscana e che i satelliti sono sottoposti alle sollecitazioni di una piattaforma vibrante, non perché nello spazio vi siano vibrazioni, ma perché le vibrazioni sono fortissime  nella fase in cui i satelliti  sono messi in orbita attraverso l’utilizzo di lanciatori. Il manager di Sitael ha sottolineato che le attività della fabbrica dei satelliti si svolgono in condizioni da evitare contaminazioni. Perché un granello di polvere su una lente montata su un satellite mette in discussione per tutta la vita la qualità  delle immagini di quel satellite senza alcuna possibilità che si possa intervenire per risolvere il problema.


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Redazione Oraquadra

La redazione.

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