Peluso (CGIL): “Basta con le litanie. Si lavori a un modello che rispetti il lavoro”

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Basta con la litania sulla transizione, sul nuovo modello di sviluppo basato su cultura e turismo, quando questo rischia di poggiare le proprie gambe sulle spalle dei lavoratori, su sfruttamento, mancato riconoscimento dei diritti e delle competenze o precariato.

Così il segretario generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, che interviene sulla recente questione che riguarda la chiusura domenicale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, a causa di carenza del personale, ma che riguarda più diffusamente due settori considerati strategici anche dalla stessa organizzazione sindacale.

La comunicazione trasparente arrivata attraverso i social dello stesso MArTA squarcia il velo di ipocrisia attorno a chi parla di cultura senza mai affrontare seriamente la questione che riguarda i lavoratori del settore: una percentuale minima di occupati a pieno titolo nella nazione che pure vanta la percentuale più alta di offerta culturale del mondo – commenta Peluso – un paradosso che nel Museo di Taranto è tangibile nell’equazione tra le preziose collezioni archeologiche, una gestione illuminata, e un concorso per il personale mai portato a compimento dal Ministero.

Ma il Museo è solo la punta più estrema di un iceberg che sotto il filo del percepibile lascia sommerso un mondo pieno di ombre – dice ancora il segretario della CGIL di Taranto – se è vero, come è vero, che troppo frequentemente sentiamo parlare ad esempio della carenza di personale nel settore del turismo ma meno frequentemente di contratti dumping, di condizioni di sfruttamento che non sono neanche lontanamente paragonabili ad una idea sana e vera dello sviluppo.

Crediamo – continua Peluso – che proprio da questi due settori possa arrivare una boccata d’ossigeno per il mondo del lavoro tarantino e più genericamente per la sua economia, pertanto sarebbe il caso di cominciare a difendere davvero il nostro patrimonio, il MArTA, così come l’Archivio di Stato, i luoghi di ricerca, i centri di cultura, i luoghi della produzione culturale con azioni concrete e possibili, mettendo insieme istituzioni, associazioni di categoria e parti sociali e non come sempre più spesso avviene ritagliandosi piccoli orticelli rivendicativi a partire dalle associazioni datoriali che oltre a sapere prendere devono saper dare, in termini di formazione,  prospettiva occupazionale stabile e qualificata, rispetto dei diritti dei lavoratori.

Per quanto riguarda la CGIL riconosciamo che l’immagine della città, della sua offerta culturale e turistica passi anche dal buon lavoro – conclude Peluso – e su questo siamo disposti ad operare costruendo quel modello di sviluppo sostenibile di cui tutti sentiamo il bisogno e a cui ad esempio lo stesso Ministero della Cultura è chiamato a dare risposte.

Paolo Peluso
Segretario Generale CGIL Taranto

 


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Redazione Oraquadra

La redazione.

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