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APERTAMENTE di Geronimo De Leonardis – A Grottaglie ancora soldi pubblici per andare contro i proprietari dei terreni (Comparti C)

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E ci risiamo… Per l’ennesima volta, ma molto ennesima, si consuma nella nostra Grottaglie l’epilogo di un triste film che ci accompagna ormai da anni.

Lontano da quelle luci della ribalta che nella nostra città si accendono solo per rendere visibili eventi spesso dalla dubbia utilità o premi che sanno di beffa per noi cittadini (vedi il Riciclone vetrato) o annunci di ipotetici lavori di cui veniamo informati 35 secondi dopo che si è “intercettato il bando Regionale” la Giunta comunale ha approvato l’ennesima delibera per ricorrere in Cassazione contro una sentenza di secondo grado favorevole ai nostri concittadini dei Comparti C.

È successo il 7 Luglio scorso con la delibera numero 159/22 votata all’unanimità dalla Giunta comunale. Così come recita la relazione che accompagna la delibera tutto si è svolto secondo copione: dopo sentenza favorevole ai Cittadini dei Comparti C, il solito funzionario interpella il solito avvocato che formula il solito giudizio positivo circa la possibilità di ricorrere contro la sentenza proponendo il solito preventivo che viene proposto alla giunta che, sempre secondo quel copione che si ripete da anni, approva all’unanimità. Questa volta l’importo approvato per il solito avvocato ammonta a 4689,46€.

Breve inciso: la bellezza del lavoro di un avvocato è che ti pagano anche se perdi una causa ma la cosa ancora più interessante è che anche se hai perso, può accadere che lo stesso cliente ti richiami (e ti paghi nuovamente) per ricorrere contro la sentenza di una causa che tu stesso, in qualità di difensore, hai precedentemente perso. A bombazzaaaa, direbbe qualcuno. Fine inciso.

Lascia davvero pensare come nella nostra città non si riesca a porre fine a questa triste vicenda che sta letteralmente affossando diverse decine di famiglie che hanno la sola ‘colpa’ di avere un loro terreno rientrante in quei Comparti C compresi in un piano regolatore approvato decine di anni fa ma sui quali non è ancora possibile costruire per l’assenza di piani attuativi ma per i quali il Comune chiede da anni importi IMU stratosferici alla stregua di terreni immediatamente edificabili.

Solo da qualche anno i proprietari di quei terreni hanno ricevuto dal Comune uno ‘sconto’ rispetto ai valori precedenti ma, paradossalmente, quello sconto non è retroattivo ovvero risulta essere ininfluente sui contenziosi ancora in essere malgrado quello stesso sconto costituisca la prova provata che gli importi oggi oggetto di contenzioso scaturivano da una sopravvalutazione di quei terreni. Sopravvalutazione senza la quale mai avrebbe potuto essere giustificato lo ‘sconto’ applicato solo negli ultimi anni.
Sostanzialmente, applicando quello ‘sconto’ il Comune ha ammesso una sopravvalutazione di quei terreni ma, malgrado ciò, porta avanti un contenzioso che mira, per gli anni precedenti, ad ottenere il pagamento dell’IMU in base ai valori che egli stesso ha ammesso (attraverso lo ‘sconto’ applicato) essere sovrastimati. Nota per il lettore: se credete di non aver capito bene il discorso, rileggete pure. Vi renderete conto che, per quanto la faccenda possa sembrare da teatro dell’assurdo, avevate capito bene.

Anche attraverso lo ‘sconto’ applicato dal Comune da tre anni a questa parte, però, quei terreni continuano ad essere sovrastimati di oltre il doppio rispetto ai valori indicati dall’Agenzia delle Entrate così come riportato in una approfondita relazione di cui il nostro Comune non ha mai voluto tener conto sebbene da esso stesso richiesta.

Il risultato è la presenza di una autentica ‘rete’ che imprigiona i proprietari di quei terreni che, oltre che essere inedificabili, risultano anche essere invendibili proprio in virtù degli improponibili importi IMU annuali pretesi dal Comune di Grottaglie (oltre che per la loro attuale inedificabilità). Allo stato attuale, quindi, per l’inspiegabile condotta protratta dall’Amministrazione Comunale, non c’è alcun modo per quelle famiglie di allentare quel cappio che inesorabilmente continua a stringersi intorno al loro collo attraverso gli esosi importi IMU pregressi e quelli che di anno in anno il Comune continua a chiedergli. E, quando quei nostri concittadini, provano ad ‘allentare quel cappio’ ricorrendo, a LORO SPESE, nelle sedi giudiziarie, l’Amministrazione Comunale provvede, a NOSTRE SPESE, a ‘ritenderlo’ dando mandato al solito avvocato per appellarsi a quelle sentenze che vedono il Comune soccombere.

Davvero non si riesce a capire perché l’Amministrazione comunale non si chieda dove mai potrà condurre il reiterare di questo incomprensibile modo di fare.
Si vogliono forse svilire quei nostri concittadini sino a portarli al fallimento economico? Sarebbe forse questa la ‘vittoria’ per chi invece dovrebbe preoccuparsi di tutelarli? E, che senso ha utilizzare denaro della comunità per pagare un avvocato incaricato per avversare cittadini di quella stessa comunità  ben sapendo che si è di fronte ad una chiara situazione di ingiustizia amministrativa?
E che di ingiustizia amministrativa si tratta non è il teorico di turno a dirlo bensì l’Agenzia delle Entrate.
Ah, per la cronaca, gli importi richiesti ogni anno dal Comune che, ovviamente dipendono dall’estensione del terreno, variano per ognuno dei proprietari da 5-600€ annui circa sino a circa 10.000€ annui per coloro che posseggono un terreno di 1 ettaro. Non servono scienziati per capire che una famiglia a cui chiedi tutti quei soldi ogni anno sarà prima costretta ad indebitarsi per poi finire alla fame. È solo questione di tempo.

Possibile che un’amministrazione comunale possa essere così ottusa da non capire che ogni volta che si approva una delibera di quel tipo, attraverso cui si danno, al solito avvocato, soldi della nostra comunità per avversare membri della nostra stessa comunità che chiedono solo di pagare il giusto si sta, di fatto, certificando una sorta di inadeguatezza nella buona e saggia amministrazione della città?

I fatti dicono che dopo sei anni dall’avvento dell’Amministrazione dell’attuale Sindaco non si è stati in grado di risolvere una situazione così evidentemente ingiusta e grottesca pur, si immagina, nella consapevolezza di poter arrivare ad affossare decine di famiglie di quella comunità che si dice di rappresentare. Chi rappresenta una comunità ha il dovere di difenderla e tutelarla così come ha anche il dovere di risolvere le ingiustizie e le criticità ereditate da precedenti amministrazioni. È così che funziona perché il “maestra ha cominciato lui” è indegno per chiunque si sia proposto in qualità di rappresentante di quella comunità. Ormai da anni ci si riempie la bocca con la “rigenerazione urbana” quando forse ci si dovrebbe occupare anche un pò di “rigenerazione umana”.

Forse sarebbe il caso di chiedersi se più di qualcuno al palazzo non abbia sbagliato mestiere. O forse solo uno. Perché è quello il dubbio che si consolida ogni volta che ci si chiede “ma cosa succede ai nostri rappresentanti appena mettono piede in Comune?”


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Redazione Oraquadra

La redazione.

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