Che “OPEN DAY” dei passaporti non si trasformi in un “CLOSED DAY” del nostro Paese

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Il Ministero dell’Interno, dopo il termine del periodo di emergenza sanitaria da Covid-19, per soddisfare le esigenze dei cittadini ha previsto per il 6 agosto p.v. un’apertura straordinaria degli uffici passaporti, al fine di consentire una rinnovata voglia di movimento anche verso destinazioni estere. La meritevole iniziativa, denominata “OPEN DAY”, contrasta però con le disastrose condizioni degli uffici di polizia.

Nella giornata del 26 luglio u.s. abbiamo denunciato pubblicamente il fallimento della politica migratoria e le condizioni nelle quali i nostri colleghi sono costretti ad operare all’interno dell’ HOTSPOT di Taranto. Detti servizi, soprattutto in estate, sono incompatibili con qualsiasi elementare forma di protezione e benessere del personale. Dal punto di vista igienico/sanitario la situazione è ad alto rischio. Per questi ed altri motivi abbiamo chiesto la chiusura dell’hotspot almeno fino al suo completo adeguamento alle più elementari norme di sicurezza ed igienico/sanitarie. Abbiamo inoltre richiesto protocolli scritti di intervento in riferimento alla destinazione del centro immigrati, nonché di trasferire/aggregare alla questura di Taranto congruo personale da destinare esclusivamente ai servizi finalizzati alla gestione della sicurezza dell’Hotspot. Durante la manifestazione sindacale ed il relativo volantinaggio alla cittadinanza abbiamo “invitato” sia il Prefetto che il Sindaco di Taranto ad una visita nell’hotspot.

La risposta delle due Autorità non è arrivata, mentre il Ministero ha risposto con l’invio a Taranto, prima di una nave con 438 immigrati e, poi, con l’arrivo previsto per oggi di altra nave con 659 stranieri. Pertanto, mentre viene lanciato “Open Day” dei passaporti, i colleghi dello stesso ufficio passaporti vengono impiegati nelle turnazioni presso l’hotspot, creando sofferenza nella gestione delle istanze e nel relativo rilascio dei passaporti. Uffici strategici per le attività di polizia vengono svuotati per giorni per l’impiego dei colleghi nei servizi di gestione degli sbarchi e per la vigilanza al centro immigrati. Poliziotti con specifiche professionalità vengono distolti dalle loro attività e regolarmente impiegati presso l’hotspot.

La mancanza di personale e l’utilizzo massiccio di operatori di polizia nella gestione del fallimento della politica migratoria e del sistema di accoglienza stanno oramai creando serie criticità nel controllo del territorio e nelle attività proprie di competenza della Questura. Questo causa malcontento tra il personale e scoramento per un servizio che appare inutile agli occhi di tutti i poliziotti. Svuotamenti e riempimenti dell’hotspot stanno minando la determinazione del personale di polizia. Vogliamo tornare a presidiare il territorio, essere i tutori della legalità, i difensori dei cittadini e non dei burattini nelle mani di politici incompetenti.

Vogliamo riaprire e rendere efficienti e celeri i servizi ai cittadini affinché la nostra sia concretezza reale e non di facciata. Le divise devono tornare a presidiare il territorio essere presenti in tutte le città ed i quartieri della nostra Italia. Certo, con i se e con i ma non si fa la storia, ma forse si possono salvare vite umane. Se quelle due povere sorelle travolte da un treno a Riccione avessero visto in quella stazione delle divise, forse, forse, non avrebbero attraversato quei maledetti binari.

Speriamo che un “OPEN DAY” dei passaporti non si trasformi in un “CLOSED DAY” del nostro Paese.

Pasquale Magazzino
Segretario Provinciale

 


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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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