Oliveti Terra di Bari nella compagine societaria di Sorgenia Biopower

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TERLIZZI –  La OP Oliveti Terra di Bari, una delle più importanti e rappresentative realtà olivicole d’Italia e della Puglia, conferma il proprio ingresso nel capitale di Sorgenia Biopower, la società che nei mesi scorsi ha presentato alla Regione Puglia la richiesta di autorizzazione per la realizzazione e la gestione dell’impianto di biometano agricolo.

“Abbiamo accolto con entusiasmo l’emissione dell’autorizzazione unica ambientale dell’impianto da parte del Comune di Terlizzi, della Città Metropolitana di Bari e di tutti gli enti competenti, segno di un progetto ritenuto compatibile e virtuoso dal punto di vista ambientale”.

“La nostra organizzazione di Produttori Olivicoli – spiegano dalla segreteria tecnica della OP – Organizzazione dei Produttori Olivicoli – ha mostrato sin dall’inizio un grande interesse nei confronti dell’iniziativa che si inserisce in un contesto di sistema di filiera integrata e contribuisce a risolvere l’annosa problematica relativa allo smaltimento della sansa, che si ottiene dalla lavorazione delle olive e che oggi rappresenta un rischio e un costo ambientale ed economico per le imprese, convalidando il processo di economia circolare a cui la OP sta lavorando sin da tempo.

La OP – Oliveti Terra di Bari, infatti, sta acquisendo quote societarie della società Sorgenia Biopower e diventerà uno tra i principali fornitori di biomassa dell’impianto assieme alle altre realtà olearie terlizzesi, specificatamente tutti i frantoi presenti sul territorio; la nostra partecipazione garantirà una collaborazione proficua con l’azienda, con il comune obiettivo di favorire lo sviluppo e il benessere per l’intera comunità terlizzese e per tutta la filiera olivicola barese”.

“L’impianto previsto in agro di Terlizzi, lontano dal centro abitato, è utile perché rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare ma è anche urgente – continua l’Organizzazione dei Produttori Olivicoli – perché provvederà a raccogliere la sansa prodotta dai frantoi, evitandone così lo sversamento nei campi, e trasformarla in biometano liquefatto (alternativo al gas russo) e ammendante agricolo naturale, recuperando anche le emissioni di CO2 da destinare ad attività industriali e agroalimentari”.

“Ci auguriamo che la Regione colga il valore di questo investimento sul territorio e che ne favorisca una rapida realizzazione”, concludono dalla segreteria tecnica dell’organizzazione dei produttori olivicoli”.


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Redazione Oraquadra

La redazione.

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