Teatro Fusco, quattro progetti culturali per la Giornata della Memoria

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L’Assessore Marti: «Attraverso l’arte riusciamo a cogliere l’importanza della nostra libertà»

 

Il ricordo che si fa riflessione sugli errori della storia. In occasione della Giornata della Memoria, la commemorazione di quel 27 gennaio del 1945 in cui le truppe sovietiche fecero il loro ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, il Teatro Fusco e l’amministrazione comunale, con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese e con la collaborazione del CREST Taranto, hanno messo a punto quattro progetti culturali in cui coniugare l’arte al racconto della shoah e delle persecuzioni nazifasciste. Quattro declinazioni diverse dello stesso tema, con l’intenzione sia di coinvolgere chi ha vissuto la guerra e le sue conseguenze, sia di sensibilizzare le nuove generazioni al ricordo di quelle atrocità che non dovrebbero più aver posto tra i libri di storia. Il programma di queste attività è stato presentato stamattina nel foyer dell’arena tarantina di via Giovinazzi in una speciale conferenza stampa.

«Oggi la democrazia ci fa apparire quasi come scontata la nostra libertà – ha dichiarato l’Assessore comunale alla Cultura e Spettacolo, Fabiano Marti – ma non dobbiamo dimenticare queste orribili parentesi storiche e un crimine contro l’umanità come l’Olocausto. Iniziative come quelle messe in campo insieme al Teatro comunale Fusco per questa Giornata della Memoria servono proprio a tenere vivi in noi sia il ricordo di ciò che è avvenuto ma anche la volontà di dare valore al nostro essere dei liberi cittadini, attraverso la sinergia tra Comune, teatro, biblioteca, associazioni e scuole».

«Il teatro non è solo un luogo di intrattenimento, specialmente in queste occasioni può essere un’arena di riflessione – il commento di Michelangelo Busco, Direttore del Teatro comunale Fusco –. La nostra sensibilità ci ha spinto a dar vita a questo programma ricco di attività emozionanti, per esempio la Serata Colorata del 26 parlerà del campo di concentramento di Ferramonti, un lager tutto italiano a pochi passi da qui. Avremo il piacere di avere in sala anche alcune persone che sono passate da questo campo nei pressi di Cosenza, una testimonianza vivente di una delle pagine più buie della nostra storia, ma avremo anche dei bambini di Ferramonti per un progetto scolastico. Questo spettacolo l’anno prossimo sarà, con tutta probabilità, suonato anche all’interno del campo stesso, un omaggio a tutte le persone che nei campi di concentramento hanno perso la vita. Attività come quelle presentate oggi fanno capire quanto sia importante la cultura e come riesca a veicolare emozioni e sofferenze e a trasmetterle amplificate agli spettatori. La Giornata della Memoria ci deve invitare all’ascolto, solo così riusciremo a non tornare sui nostri passi».

Si comincia giovedì 26 gennaio alle ore 21.00 con la “Serata Colorata”, un appuntamento unico con la straordinaria voce narrante di Peppe Servillo, dedicata alla memoria dei prigionieri di Ferramonti, uno dei quasi cinquanta campi di concentramento italiani della Seconda Guerra mondiale, all’interno del quale transitarono tra il 1940 e il 1943 oltre 3.000 ebrei stranieri, ma anche avversari politici, cittadini di stati nemici, slavi, apolidi e indesiderati. Una struttura dove, nonostante la prigionia, le scarse condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di cibo, gli internati venivano trattati con relativo rispetto, senza violenze. Nel campo cosentino furono internati numerosi musicisti che a guerra finita avrebbero trovato la fama (su tutti il trombettista Oscar Klein, il direttore d’orchestra Lav Mirski, i pianisti Sigbert Steinfeld e Kurt Sonnenfeld, il cantante Paolo Gorin e il compositore Isko Thaler), e per loro fu possibile portare avanti numerose attività artistiche e sinfoniche, come concerti e spettacoli. Li chiamavano “Serate Colorate”. Sul palco, a dar vita a quegli spartiti e appunti sopravvissuti alla guerra, oltre a Servillo ci saranno le voci di Greta Panettieri e Giuseppe Navigli, il piano di Paolo Sessa, la fisarmonica di Vince Abbracciante, il contrabbasso di Giuseppe Bassi, il clarinetto e il sax di Andrea Campanella e la tromba di Alberto Di Leone.

Il 27 gennaio, nell’Agorà della Biblioteca Acclavio, cinque classi dell’Istituto Augusto Righi parteciperanno a un reading di passi sulla shoah, per l’occasione saranno anche proiettati video e immagini con testimonianze di persone sopravvissute all’Olocausto.

Non si leggeranno solo i libri presenti all’interno della biblioteca ma anche gli articoli di quotidiani e giornali risalenti al dopoguerra, conservati nell’emeroteca della struttura, in particolare quelli pubblicati su HA Keillah, rivista del Gruppo di Studi Ebraici di Torino.

Presentato inoltre il laboratorio teatrale “E che sia Memoria per tutti”, che il CREST Taranto ha attivato nell’ambito delle attività programmate dal Soroptimist, con la partecipazione dell’Istituto Archimede e della sua dirigente scolastica Patrizia Capobianco. Si parte dalla lettura del testo “I dieci. Per non dimenticare”, tratto dal libro “I dieci”, scritto da Franco Cuomo all’indomani della promulgazione del Manifesto della razza del 1938. Quattro gli incontri avviati con i ragazzi, in cui sono stati approfonditi i fenomeni di discriminazione che ancora oggi persistono (razziale, sessuale, religiosa ecc.), che spesso partono da luoghi comuni e stereotipi quasi innocui ma che ben presto possono sfiorare in tragedie come bullismo e cyberbullismo, mobbing. Un fil rouge, dunque, lungo ben 85 anni, per far comprendere come, anche da semplici convinzioni e credenze, si sia arrivati agli orrori dell’Olocausto. La conclusione del laboratorio si terrà nella mattinata del 27 gennaio nell’Aula Magna dell’Archimede.

«Vediamo la shoah come un qualcosa di lontano da noi – ha commentato Silvana Melli, Presidente del Soroptimist Taranto –, ma in realtà se è successo una volta può succedere ancora. La Giornata della Memoria non dev’essere solo un mero ricordare gli eventi passati, bensì un input per tutte le nuove forme di violenza a cui assistiamo oggigiorno. L’obiettivo che devono perseguire attività come questa è proprio quello di sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto dell’altro, all’abbattimento di quel muro di pregiudizi che spesso ci costruiamo attorno e che rischia, alle volte, di diventare estremamente pericoloso».

Sempre il 27 gennaio, alle ore 21.00, il sipario del Teatro Fusco si alzerà sulla rappresentazione “Dal filo spinato all’eternità”, spettacolo proposto dall’associazione Cé tteatre in cui vengono cristallizzate le storie di donne al tempo delle deportazioni. Il dramma, liberamente ispirato all’opera “Cenere e Cielo” di Grazia Frisina, racconta delle varie forme di dolore che le donne hanno patito nei campi di concentramento, in una guerra decisa dagli uomini ma che uccideva tutti. Sul palco si alterneranno Barbara Agrusta, Sofia Annese, Gabriella Bonino, Giulia Capuzzimati, Valentina Caramia, Maria Rosaria Carbotti, Cristina Carnazza, Anna Rita Castronuovo, Rosa Colucci, Anna Convertini, Mariella De Benedettis, Tiziana Del Giudice, Rita Dell’Aere, Dora Fedele, Gaia Fumarola, Antonietta Greco, Francesca Internò, Dolores Larocca, Mary Larocca, Raffaella Magazzino, Lucia Marangi, Nada Scatigna, Liliana Serio, Graziana Stallo, Laura Tagliente, Marina Torsello, Enzo Bruno, Luca De Lucreziis, Diego Fasulo, Luciano Paciulli, Marcello Ricci e i piccoli Gioele Colucci, Chiara Fischetti, Cristina Liuzzi, Federica Liuzzi, Giulio Pisciotta e Gabriele Serio. La regia è a cura di Tina Lacatena, Luciano De Leonardis e Concetta Vitale. Questo evento è stato reso possibile dall’impegno del Comune di Crispiano, e da una collaborazione fruttuosa con l’amministrazione ionica.

«Abbiamo capito l’importanza di fare rete – le parole di Aurora Bagnalasta, Assessora alla Cultura e Spettacolo del Comune di Crispiano –, e l’abbiamo fatto in una giornata speciale come quella della Memoria, dove le varie amministrazioni sono chiamate a rinnovare quel prezioso ricordo affinché le pagine buie della storia non vengano a ripetersi. Questo spettacolo analizza il tema dell’Olocausto dal punto di vista femminile, una prospettiva nuova a cui guardare per comprendere appieno la sofferenza a cui sono stati sottoposti i prigionieri di Auschwitz e degli altri campi. Ringrazio il Comune di Taranto per aver accolto questo nostro progetto».

Per la serata del 26 gennaio ci sono ancora biglietti disponibili, è possibile rivolgersi al numero 0999949349. Per accrediti stampa si prega di fare richiesta entro e non oltre mercoledì 25 gennaio al seguente numero: 3208221720.

 


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Redazione Oraquadra

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