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Deficit Sanità Puglia, FdI: come ripianare il debito di 450 milione non può essere deciso fra pochi intimi

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Emiliano, Piemontese e Palese vengano in aula  in un Consiglio monotematico

“Quando si decide come ripianare un debito nella Sanità che ammonta a ben 450milioni di euro, pensare di farlo in un <cenacolo a tre> (presidente Emiliano e gli assessori Piemontese e Palese) è un insulto alla trasparenza e alla democrazia. L’annuncio che non saranno aumentate l’IRPEF e l’IRAP sa tanto di spot elettorale. Dire ai pugliesi: non vi aumentiamo le tasse, ma il deficit sarà coperto con il bilancio autonomo è offendere la loro intelligenza. Come se i soldi del bilancio autonomo fossero di Emiliano-Piemontese-Palese e non sempre dei pugliesi! E’ il caso di ricordare al trio delle meraviglie una massima di Margareth ThatcherNon esistono soldi pubblici, esistono solo i soldi dei contribuenti», questo significa che saranno tagliati servizi, almeno per circa 200 milioni. Perché non dobbiamo dimenticare che quest’anno la Puglia ha avuto un aumento del fondo sanitario per 260 milioni, che sarebbero dovuti servire per migliorare l’offerta sanitaria e, invece, serviranno per ripianare l’enorme buco…

“Tutto questo non può essere discusso e deciso solo fra «intimi» è giusto, trasparente e democratico che della famigerata delibera 412 del 28 marzo scorso vi sia una discussione collegiale e quale assise migliore di quella del Consiglio regionale? Dove i consiglieri rappresentano anche i territori che risentiranno fortemente della «tagliola» messa su ogni spesa delle ASL, infatti, da quello che ci sembra di capire ogni direttore generale dovrà di volta in volta farsi autorizzare ogni spesa, comprese quelle di prima necessità come possono essere i dispositivi ortopedici o medicali. Ora, francamente, tutto questo appare come un commissariamento dei DG. Se la spesa viene accentrata a Bari nell’Assessorato e Dipartimento alla Sanità vuol dire indirettamente che la «colpa» del deficit è dei vertici delle sei ASL. Se è così, lo vengano a dire in aula in una seduta monotematica del Consiglio.”


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Redazione Oraquadra

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