IL BUONGIORNO DI PINA COLITTAPRIMO PIANOWellness

Il Buongiorno di Pina Colitta. Politica dei piccoli passi: cambiamento e conforto insieme. Seconda parte (zona confort)

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Uscire dalla zona comfort non è facile, intanto bisognerebbe definire la cosiddetta zona comfort, che potrebbe essere intesa come una zona fisica, nella quale avviene e si sviluppa una personale routine, con un continuo ripetersi di comportamenti e situazioni, che sono molto familiari per non correre il rischio di sbagliare o fallire.

In tal senso uscire da una zona comfort non è facile, si sta troppo comodi!

Eppure è possibile, e si potrebbe iniziare a pensare di fare qualcosa che non si è mai fatto con la politica dei piccoli passi.

Per alcuni, ligi al dovere, potrebbe essere quella di prendersi una giornata esclusivamente per se stessi e di non andare a lavorare. Per altri potrebbe essere iscriversi a quel corso, oppure andare a prendere un aperitivo dall’altra parte della città, rinunciando al bar a cui si è legati nel quale si va per comodità e abitudine.

Uscire da una zona comfort vuol dire, comunque, abituarsi ad affrontare delle situazioni che, solitamente, potrebbero portarci disagio anche perché ciò che crea quella determinata sensazione rappresenta proprio il limite.

In tal caso bisogna capire i motivi e soprattutto guardare direttamente ciò che ci infastidisce per alimentare una personale autostima.

Chi vive una realtà di autoprotezione è difficile che possa chiedere aiuto o possa chiedere la collaborazione di qualcuno che ci è vicino ed invece è proprio chiedere aiuto uno step importante per uscire dalla zona comfort perché alcuni limiti e alcune paure portano all’immobilismo all’essere bloccati. Confrontarsi con qualcuno che non ha il nostro quotidiano, che non è il proprio limite, potrebbe essere la strada giusta per comprendere il suo modo di essere, in quanto diverso, e potrebbe rappresentare la spinta necessaria per andare avanti ed affrontare il problema. Anche essere disposti a dare aiuto a chi ci ha dato aiuto, può essere una maniera per vincere le proprie paure.

In ogni caso bisognerebbe entrare nell’ottica che, senza le cadute famose non ci potrebbe essere mai una crescita funzionale. Chi cade in un fallimento ha due alternative, o quella di rimanere a terra e, quindi, piangersi addosso, oppure quella di reagire e dimostrare a se stessi che non si è persa la famosa guerra, ma una battaglia di essa.

“La comodità: è questa la chiave dell’abitudine. L’abitudine è comoda perché accorcia il tragitto tra noi e una decisione da prendere e ci dà l’illusione di semplificare la vita. Per questa strada, finiamo per ragionare sempre più allo stesso modo, facendo lavorare la nostra mente in ambiti sempre più ristretti e ripetendo senza accorgerci le stesse frasi fatte
(Raffaele Morelli)


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