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Torretta Mare: domenica 23 vernissage al Surf Café di “E/STATE IN ARTE”: conosciamo gli artisti

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TARANTO – Oggi conosciamo meglio gli artisti protagonisti della mostra d’arte contemporanea “E/state in Arte”, prima edizione dell’esposizione di arti visive all’interno del Surf Café che si inaugurerà domenica 23 luglio, ore 20.30, Litoranea salentina S.P. 122, località Torretta Mare (Torre Sgarrata). Ideato e curato da Sabrina Del Piano, con la gentile collaborazione di Giuseppe Lupo e Danilo Lupo.

Loredana Ballo, Teresa vanesia, olio su tela 30 x 40, particolare

Loredana Ballo: iconica ironica. E’ un’artista di formazione accademica che con le forme a lei congeniali, quelle del corpo femminile, esprime la sua vena autoironica e a tratti dissacrante con un mezzo super classico: la pittura ad olio su tela. Con l’uso sapiente di velature e contrasti cromatici pone l’accento sulla ricerca della perfezione e dell’armonia che l’elemento femminile contiene in sé come dono di natura. Ne risulta un’opera modernissima, quasi pop, da alte tirature.

Pierpaolo Piangiolino, L’attesa, tecnica mista, 40 x 60, particolare

Pierpaolo Piangiolino: geometria silente. Ove fosse arduo il collegamento tra la Valle d’Itria – soggetto prediletto in queste opere dal Nostro – con la sua pietra viva e la litoranea luogo della mostra, possiamo affidarci alla geologia: le ultime propaggini dei calcari del Cretaceo e delle calcareniti quaternarie, ovvero la materia prima di cui sono fatte quasi tutte le costruzioni di tutti i centri storici della Puglia,  le ritroviamo qui affioranti a pochi chilometri dalla costa. I paleoterrazzi di Lizzano e Faggiano ne sono un esempio, e Piangiolino si lascia ispirare dalla pietra che dà forma ai nuclei abitativi dei nostri borghi, rappresentandoli con la magia del sussurro. I personaggi si muovono lentamente, poche ombre suggeriscono una luce filtrata da nubi leggere anche se il cielo è celeste,  il rigore delle linee architettoniche e gli spazi aperti semideserti invitano alla ricerca di suoni domestici lontani, come se da un momento all’altro una di quelle finestre si aprisse per sverlarne il custodito all’interno.

La scultura merita un discorso a sé perché a cominciare dal colore della materia prima la forma si presenta come dinamica, vivace,  calda. Ci parla di un mondo che sembra lontano dal nostro ma che è presente nella memoria di ognuno di noi come suggestione fiabesca forte, riconoscibile, attuale.

Laura Ratti, Trulli al tramonto, olio su tela, 50 x 100, particolare

Laura Ratti: delicata nostalgia. Laura Ratti ha una vena decorativa molto spiccata; i suoi olii potrebbero essere anche acquerelli o tempere perché, benché vivaci nei cromatismi, dicono di una leggerezza quasi trasparente. La cura dei dettagli e l’aderenza al vero rivelano un occhio attento e premuroso da parte dell’autrice, anche se le ambientazioni e le immagini rappresentate arrivano tutte dal suo intimo che attraverso la pittura lei esprime.
È un illusorio realismo che invece al contrario offre allo spettatore una visione carezzevole e nostalgica di un indefinito passato di delicatezza quotidiana, piccoli gesti, premure e serenità, carezze dello spirito.

Sabrina Uzzi, senza titolo, tecnica mista, 40 x 40, particolare

Sabrina Uzzi: anima rock. La debuttante Sabrina  offre alla vista dei più il suo graffiante bisogno di espressione con materiali dall’apparenza rigida e statica ma che lei assembla e combina con risultati davvero interessanti, rimanendo nella gamma delle tinte fredde o rarefatte, delle superfici levigate, dello spessore minimo ma danzante delle catene d’acciaio che assembla con eccellente senso della misura. Sembra che Sabrina Uzzi esprima la ricerca di se stessa, o come scriveva Pessoa di “un altro sé”, in un dinamismo modernissimo e ipergrafico che fa pensare ai grandi tabelloni pubblicitari nelle metropoli.

Pino Lacava, Alto veliero, tecnica mista, 35 x 45, particolare

Pino Lacava: il fuoriclasse. Lacava cavalca l’onda artistica da oltre 50 anni; in quest’occasione approda al porto della poesia scritta lasciandosi ispirare dai versi del premio Nobel Salvatore Quasimodo trasferendo sul foglio con tratto veloce e nervoso e con la prevalenza dei colori primari una poesia graffiante, intensa, moderna. Il supporto cartaceo e l’elaborazione digitale conferiscono leggerezza all’opera ma anche forte intensità espressiva, un erotismo mai volgare, una novità costante.

 

 


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Sabrina Del Piano

Archeologa preistorica, dottore di ricerca in geomorfologia e dinamica ambientale, esperta in analisi dei paesaggi. Operatore culturale, ideatrice di eventi culturali, editoriali ed artistici. Expert in prehistoric archaeology, geomorphology and landscapes analysis. Cultural operator and art events organizer

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