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Agricoltura, Pac – programmazione agricola comune, Erasmo da Rotterdam non avrebbe saputo fare meglio

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FOLLIA GRETINA. La norma che obbliga gli agricoltori a coltivare, non coltivare e a farlo come decidono a Bruxelles, ove, si spera ancora per pochi mesi, imperversano folli (pseudo) ambientalisti è follia pura, cattiveria nei confronti degli agricoltori italiani, dannosa per l’approvvigionamento di cibo,   e Dio sa di quanto cibo il mondo ha bisogno. Restiamo con i piedi sulla Terra, anzi, nella terra.  Analizziamo qualche punto, quelli che più ci interessano.

Cavatelli di grano duro al pomodoro fresco

GRANO DURO : io ho coltivato l’anno scorso grano duro, eccellenza della produzione della Puglia, indispensabile per la produzione della pasta, voce fondamentale nella formazione dell’export nazionale. Ebbene, quest’anno non potrò più seminare grano duro. Insieme a me migliaia di aziende della Puglia. Una perdita secca per agricoltori e contoterzisti ( coloro che hanno macchine agricole, trattori e mietitrebbiatrici). Meno grave per i pastifici che potranno incrementare la importazione di grano duro dal Canada, grano al glifosato (veleno che  la multinazionale Monsanto vende con il nome commerciale di Roundup).  Cresceranno ulteriormente le importazioni di grano canadese in Italia. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi Divulga, nei primi due mesi di quest’anno le importazioni di frumento duro dal Canada sono cresciute del 747 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. Si è passati da 33 mila tonnellate a più di 286 mila tonnellate. Gli arrivi di grano duro provenienti dal Canada nei soli primi due mesi di quest’anno hanno raggiunto il 47 per cento del complessivo importato durante tutto il 2022. In soli due mesi quasi 300 mila tonnellate sono arrivate in Italia dal Nord America, dove l’uso libero dell’erbicida fa temere per le conseguenze sulla catena alimentare.

Cosimo Lombardi duranti la mietitura di suoi campi di grano

Ma questo i falsi ambientalisti di Bruxelles non lo dicono. Il glifosato è nocivo? Certamente. È cancerogeno?  Forse. In laboratorio il glifosato provoca danni genetici e stress ossidativo, ma negli studi negli esseri umani la cancerogenicità non è stata ancora dimostrata con assoluta certezza. La IARC – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro  di Lione –  lo ha inserito nella categoria dei “probabili cancerogeni”. In particolare, gli studi epidemiologici sulla possibile attività del glifosato negli esseri umani hanno segnalato un possibile aumento del rischio di sviluppare linfomi non-Hodgkin tra gli agricoltori esposti professionalmente a questa sostanza.

In bocca al lupo ai consumatori. Io un ettaro di grano duro, in maniera clandestina, di contrabbando, lo pianterò. Mangerò pasta fatta in casa e ci faremo anche il pane, ma il glifosato come condimento non è previsto nella mia dieta.

MAIS – agricoltori ed allevatori  del nord Italia.

Secondo l’Ismea già adesso importiamo troppo mais, la situazione è critica. L’esame del grado di autoapprovvigionamento, dato dal rapporto tra la produzione agricola e i consumi, evidenzia un risultato particolarmente critico per mais, produzione per le quali negli ultimi venti anni sono cresciute in maniera molto consistente le importazioni. Nel caso del mais, infatti, si è passati dalla sostanziale autosufficienza dei primi anni 2000 a poco più del 40% nel 2022. Un tasso spaventoso, se si pensa che nel 2021, con un tasso al 50% abbiamo bruciato, in termini di bilancia commerciale, il valore dell’export dei nostri pregiati insaccati e formaggi dop. La follia raggiunge l’apice quando leggiamo che nella PAC è previsto un contributo a chi attua l’inerbimento delle colture, anche arboree, ovvero anche negli uliveti, con buona pace della sputacchina che ama gli uliveti inerbiti. E se faccio crescere essenze mellifere, ci sono anche più soldi. Evviva. l’Ecoschema 5 offre un pagamento da 500 euro  ad ettaro se si inerbisce una parte dei campi con essenze di valore apistico. La copertura, che ha l’obiettivo di fornire nutrimento alle api e agli altri insetti pronubi, non deve essere sfalciata dalla germinazione fino alla fine della fioritura. Inoltre non è possibile utilizzare erbicidi e altri prodotti fitosanitari fino al completamento della fioritura. Dopo si? Non è dato sapere. La copertura vegetale deve rimanere al suolo dal 15 settembre al 15 maggio dell’anno successivo, quindi anche durante il periodo autunno invernale.

Demenziale, infine  è la norma Bcaa 8: obbligo di destinare il 4% della Sau (superficie agraria utilizzabile ) aziendale a terreno incolto. Ricordiamoci che  l’Italia  è un Paese deficitario su molti fronti per quando riguarda il cibo: produce appena il 36% del grano tenero che le serve, il 40% del mais, il 51% della carne bovina, il 56% del grano duro per la pasta, il 73% dell’orzo, il 63% della carne di maiale e i salumi, il 49% della carne di capra e pecora mentre per latte e formaggi si arriva all’84% di autoapprovvigionamento.

Per fortuna questo parlamento europeo è in scadenza e se Dio vuole, in primavera ci libereremo di questa attuale maggioranza e potremo tornare con i piedi a terra e a lavorare la nostra terra, con responsabilità ma anche con autodeterminazione.

Ho scoperto che PAC è sinonimo di Elogio della follia, in latino Moriae encomium ovvero  in greco Μωρίας ἐγκώμιον.  

Erasmo da Rotterdam  non avrebbe saputo fare meglio.

Dott. Cosimo Lombardi

 


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Redazione Oraquadra

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