APERTAMENTE di Angelo Annicchiarico* – Davide contro Golia
Ancora una volta, la storia accarezza le anime dei viventi. Davide e Golia: i vessati cittadini di Grottaglie contro il Comune e l’avvocato di Via Montenapoleone, in un’assurda e triste querelle sociale che ha condotto i “davidiani”, muniti di fede e coraggio, a scontrarsi contro il temibile gigante.
Euro Ventiseimiladuecentosessantaquattro/16, è questa la parcella che l’avvocato Luca Geninatti Satè, con studio in Milano alla Via Montenapoleone civico 8

(DeterminaConferimentoIncaricoavvocato) percepirà nel patrocinare il Comune di Grottaglie contro i proprietari dei terreni ricadenti nel Comparto C.
Un’azione legale, già incardinata nelle stanze del Tribunale di Taranto, a cui i vessati cittadini grottagliesi affidano le loro speranze e, di più, la tutela dei loro sacrosanti diritti, per tentar di porre fine ad una pagina sinistra della storia della città delle ceramiche.
L’esoso tributo richiesto dal Comune di Grottaglie per quei terreni, di pochissimo valore, sta conducendo alla rovina diverse centinaia di famiglie della città, ma tutto tace e, così, non resta altro che affidarsi alla Dea Giustizia, che bendata dovrà dirimere la faccenda secondo i suoi attenti passi dell’ex aequo et bono.
Infatti, si ricorderà che l’Ente Comunale grottagliese per i terreni del “Comparto” applica un valore d’Imu, al metro quadro, maggiorato di ben quattro volte rispetto a quanto indicato dall’Agenzia dell’Entrate. Un esempio per tutti, nel caso del Comparto C 5 la differenza è lapalissiana: l’Ente Comunale applica un incomprensibile valore pari a 100,00 € rispetto a quello indicato dall’Agenzia pari ad € 25,00 al metro quadro e generando così un’insensata sovrastima.

Ora, al di là dell’incredibile aspetto tributario, gravissimo è il non aver mai attuato una delibera di subcomparti e tanto da generare un vero e proprio danno da decremento di valore del terreno del Comparto.
Così, quei terreni avvinghiati da lacune e incongruenze urbanistiche tali da impedirne l’edificazione e rendendoli di fatto invendibili rappresenterebbero almeno secondo la logica dell’Ente delle terre rare e fruttifere, ma se così fosse allora, perché il Comune non avvia delle pratiche di pignoramento immobiliare proprio su quei beni? Tutt’altro, non solo se ne guada bene dall’avviare una tale pratica esecutiva, ma i pignoramenti vengo effettuati direttamente sui conti correnti di quegli sventurati cittadini, che, tra l’altro appartengono, con tutte le difficoltà dell’oggi, al ceto medio.
Così, in questo scenario non si è potuto far altro se non intraprendere il giudizio, in attesa di conoscere la strategia del Comune.
Un giudizio coraggioso e incardinato nelle aule del Tribunale in sede Civile, al fine di ottenere una sentenza favorevole sia di condanna generica per l’inadempimento dell’Ente Comunale nel suo non aver mai trovato una soluzione di sottocomparti, che per la correlata perdita di chance nell’esser stati privati circa la possibilità d’edificare.
Sia perdonata l’estrema sintesi delle 54 pagine dell’atto introduttivo del giudizio, ma tanto basti per far comprendere il fuoco delle questioni squisitamente giuridiche. Di certo, ogni pagina, ogni parola e tutti gli aspetti del diritto sono state attentamente valutate dai colleghi di questa spedizione: gli avv.ti Ciro Pasquale Lenti e Cosimo Calvi, che non hanno, per certo, bisogno di presentazione.
Torniamo a noi, in data 31.10.2023, con la determina n. 1989, l’Ente ha provveduto a nominare l’Avvocato Satè per “curare” la difesa comunale.
Fa strano, suscita un certo effetto, conoscere che l’avvocato or detto abbia il suo Studio in Milano alla Via Montenapoleone – dalla piccola Grottaglie alla Via Montenapoleone – viene in mente il gioco del Monopoli dove tutti i giocatori tremano nel passarci sopra e si spera che il fato muova i dadi a proprio favore, ma è ancor di più drammatico il rendersi conto di come ci sia un completo e reale scollamento tra i cittadini e il Palazzo di Città.
L’interrogativo sorge spontaneo: era necessario giungere a tanto?
Mi spiego, se un cospicuo numero di cittadini lamenta un estremo disagio in merito ad una contorta questione di natura esattoriale, ci sarà una ragione? Se tutti sono consapevoli che quei terreni non valgono nulla, perché applicare una super tassazione? E ancora, se l’Agenzia delle Entrate ha calcolato un valore al mq2 pari ad 1/4 di quello applicato dal Comune di Grottaglie non è giustificato difendere le proprie ragioni?
Di tutto ciò, il vero interrogativo da one million dollar question è: l’Ente Comunale ha fatto tutto ciò che poteva esser fatto?
Sia come sia, il paradosso è che, adesso, il Comune di Grottaglie dovrà sborsare la somma di € 26.264,16 da parcella dell’avvocato Satè, per difendersi dai vessati cittadini, che a loro volta si sono rivolti a degli Avvocati, che ricordiamolo in via gratuita difendono questa battaglia, per agire contro il Comune. Insomma, l’Ente comunale che si torce e contorce per pagare, coi soldi dei contribuenti, un Avvocato per difendersi dai cittadini stessi. Non sarà una provocazione osservare che le spese “milanesi” le stiamo pagando noi cittadini di Grottaglie.
Ad ogni modo, inizia questa campagna legale in quel di Via Marche, con la prima udienza fissata per il 16.01.2024.
In questa lunga guerra, numerose sono state le battaglie/manifestazioni promosse dal Presidente del Comitato Comparti C e legale del giudizio de quo, l’Avvocato Ciro Lenti, si è passati da presenziare in aula consiliare a striscioni disseminati qua e là per Grottaglie, al fine di sensibilizzare tutta la cittadinanza per questa triste pagina. Un’impresa riuscita, considerato che ormai la questione Comparto C di Grottaglie ha un’eco nazionale, giunta in Parlamento e persino in televisione.
Ora, concentrando il focus della vicenda nell’incredibile “braccio di ferro” tra i vessati cittadini e l’Amministrazione Comunale, mi chiedo il come sia stato possibile giungere a tanto? È possibile che non ci sia un’altra possibilità se non quella di un lungo e fratricida giudizio innanzi ad un Tribunale?
Sorge spontaneo chiedersi se la politica, in forza dei suoi rappresentanti, avesse potuto e forse dovuto far di più. Ciò, non solo in riferimento ad una mera battaglia di posizionamento tra minoranza e maggioranza, ma nel rispetto di quel senso civico che anima le Istituzioni.
Concludo con un adagio che mi è caro: la “verità ama nascondersi”, scrisse Eraclito.
Forse è arrivato il momento di comprendere davvero lo stato dei fatti e se l’unica via percorribile è quella di Via Marche, allora attenderemo, fiduciosi, l’esito del giudizio.
Angelo Annicchiarico
Avvocato

