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Ageladas, il maestro dei maestri della scultura greca che lavorò anche per i tarantini.

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Tutti conosciamo i tre più grandi scultori del mondo antico, Fidia, Policleto e Mirone, ma pochi conoscono Ageladas, il loro grande maestro, colui dal quale questi appresero gli insegnamenti che poi hanno tramandato ai loro allievi. Ma chi era Ageladas e quando visse?

Ageladas scultore e bronzista greco antico visse tra il 520 e il 450 a.C. ed operò a Delfi e nel Peloponneso. Conosciuto già nel mondo antico come il maestro dei maestri poiché formò i più grandi maestri della scultura, fondò una scuola di bronzisti che ha lasciato un segno indelebile nella storia del mondo. La sua fama ed abilità scultorea è tale che lo storico dell’arte Paolo Moreno ha avanzato l’ipotesi che fra gli autori dei Bronzi di Riace ci fosse proprio lui. Ad ogni modo le opere di Ageladas, ci sono note solo tramite fonti letterarie e monete. La più importante è la testimonianza di Pausania che ci ricorda le statue bronzee di alcuni vincitori a Olimpia negli ultimi due decenni del VI secolo a.C.. Molto interessante è sapere che Ageladas ha lavorato anche per la Taranto spartana. A tal proposito Pausania ci riferisce della realizzazione da parte del maestro di un donario bronzeo dei tarantini collocato a Delfi, eseguito certamente prima del 474 a.C. (Paus., X, 10.6). Un opera che doveva essere straordinaria a vedersi, un vero e proprio complesso scultoreo. Il ricco donario tutto in bronzo e con statue a grandezza naturale, fu fatto costruire dai tarantini per celebrare la loro vittoria sui messapi. Questo ex voto maestoso raffigurava dei cavalli e delle donne prigioniere, vale a dire il bottino di guerra dei tarantini e si trovava sulla via sacra. Pausania ci racconta che insieme ad Onata di Egina egli realizzò anche un secondo donario sempre commissionato dai Tarantini. Anche questo gruppo scultoreo doveva essere incredibilmente bello sempre con statue a grandezza naturale. Era stato commissario dai tarantini per celebrare la vittoria sugli japigi dopo la bruciante sconfitta del 474 a.c. Erodoto e Pausania ci dicono che era collocato vicino al monumento che celebrava la storica vittoria di Plateia della lega Greca contro i Persiani. Il gruppo scultoreo raffigurava Opis, re degli Japigi, alleati dei Peucezi contro i Tarantini, disteso per terra attorniato da Falanto e Taras. Intorno a questo alcuni opliti e cavalieri ed un delfino. Una testimonianza della opulenza della città jonica in grado di commissionare gruppi scultorei in bronzo così elaborati e costosi collocati presso l oracolo di Delfi. Ma Ageladas non lavorò solo per i tarantini, ma anche per i messeni. È nota attraverso una moneta antica la realizzazione della statua di culto detta Zeus Ithomaios eseguita per i Messeni profughi a Naupatto (Paus., iv, 33, 2), datata intorno al 456 a.C., e riprodotta su una moneta di Messene. Tantissime sono poi le statue per gli atleti olimpici,  dei ed eroi mitologici molte delle quali così famose da essere riprodotte come immagine identificativa della città sulle monete locali. Una testimonianza della grandezza di questo artista inghiottito dalla storia e dal tempo.


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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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