Totila, l’ immortale re dei Goti che fortifico’ Taranto e vi nascose il suo tesoro
La guerra greco gotica è uno degli eventi meno conosciuti e meno studiati nelle scuole italiane, ritenuta da molti un fatto quasi secondario. Eppure essa fu terribile per l Italia intera. Nel corso di questa sanguinosa guerra l Italia fu ridotta in un cumulo di macerie e soprattutto spopolata da terribili stragi. Protagonisti in negativo di questa guerra furono i Goti, barbari originari della Scandinavia, capeggiati da un guerriero straordinario e non meno di loro i bizantini guidati dal generale Narsete, decisi a ricostituire quello che era l Impero Romano. Anche Taranto venne coinvolta nella guerra greco gotica essendo un importate porto sul quale i bizantini contavano per far sbarcare le loro truppe. Secondo quanto racconta lo storico bizantino Procopio di Cesarea, Taranto, snodo cruciale e testa di ponte per la riconquista bizantina venne conquistata da Totila, re dei Goti, nel 549 deciso a fermare l avanzata dei nuovi nemici. Totila che aveva portato distruzione in Italia ovunque, paradossalmente non danneggio’, anzi cinse Taranto «di valide mura e di grandiosi edifizii, tra’ quali ampliò le due antiche torri del Cane e del Gallo tuttora esistenti» (D. L. De Vincentiis, Storia di Taranto, Taranto 1878, p. 130). Ma chi era Totila, il re dei Goti, uno dei grandi protagonisti di questa guerra? Occorre premettere che Totila in realtà non si chiamava così. Il vero nome di questo re barbaro era Baduilla, ma i suoi guerrieri lo avevano soprannominato Totila che nella loro lingua significa l’immortale. Un nome che dice tutto sul valore e la fama di questo. Totila in Italia ha lasciato ovunque un brutto ricordo e uno strascico di morte. Basti pensare che ridusse Roma un cumulo di macerie lasciando vive dal suo massacro solo 500 persone, trafugando tesori e opere che porto’ con sé. E chissà se questi non furono nascosti proprio a Taranto, città in cui pose le sue insegne reali dopo averla fortificata. Degna di memoria è, a tal proposito, la Torre del Gallo chiamata così per la presenza di galli incisi sulle mura a simbolo di vigilanza, dove secondo una antica tradizione popolare nascose il suo tesoro per custodirlo dai suoi nemici. Ed è più di una ipotesi visto che il Merodio ci racconta che il re goto occupò la Puglia e fece di Taranto la più importante roccaforte gotica d Italia al punto di soggiornarvi per molto tempo, colpito dalla fertilità del suolo, dalla mitezza del clima, dal porto grande e sicuro. Non sapremo mai se Totila ha veramente nascosto il suo tesoro nella torre o se lo ha portato con sé quando fu costretto ad abbandonare la città. Quello che sappiamo di certo è che la guerra greco – gotica dopo aver stremato la popolazione porto’ vantaggi ai Longobardi, terzi incomodi che guidati da Alboino scesero in Italia conquistandone i territori contesi. Come dire che fra i due litiganti… .E Totila? Morì nella battaglia di Gualdo Tadino, sconfitto dal genio militare di Narsete, generale bizantino eunuco di 60 anni. Ad ogni modo non sapremo mai che fine ha fatto il grande tesoro accumulato da Totila. Nessuno lo ha mai trovato. Ci piace pensare che sia ancora lì nascosto in quella antica torre nel centro della città vecchia…la Torre del Gallo, a fianco della postierla S. Cosimo, in via di Mezzo a Taranto.

