Il Buongiorno di Pina Colitta. Ricominciare sempre…
“Non è ognuno libero di essere quello che è se non nuoce a nessuno?
Nessuno è quello che è: tutti si adeguano, si uniformano ai vari regimi. La vita è difficile fuori dal gregge.
Il socialismo e la democrazia vanno rafforzati, ma qui quello che urge è la pace. Vivere nelle sabbie mobili è snervante. Il comunismo nella realtà diventa dittatura.
I dittatori ipnotizzano la massa che non pensa, si unisce al più forte, applaude chi fa promesse.
I dittatori sono dei plagiatori, ladri di mente, di sogni, sanno, annusano i desideri della gente e gli dicono ciò che vuole sentirsi dire. Vecchio gioco che si ripete da quando il mondo è mondo. ”
Citazione di Edith Bruck deportata a Dachau
E’ facile ricominciare quando si è travolti da una terribile “burrasca” che ci ha coinvolto e ha sconvolto i ritmi consueti della nostra esistenza?
Ovviamente no…
Eppure c’è sempre un modo per venirne fuori e per ricominciare.
E’ pur vero che ci sono persone maggiormente predisposte ad avere forza d’animo per reagire, sia perché aiutati da alcuni tratti delle personalità, che evidenziano forza e capacità, sia perché “portatori sani” di resilienza.
E quali potrebbero essere gli elementi essenziali per essere resilienti?
Se dovessimo creare una scaletta di attributi per essere resilienti potremmo azzardare di mettere in cima la “Personalità” che può consentire di assumere atteggiamenti positivi, rifiutando l’etichetta di sfortunato e di vittima.
Certamente è lei, la personalità, che contribuisce a vedere la vita come qualcosa dalla quale trarre il meglio per cui qualsiasi evento potrebbe essere considerato un punto di partenza dal quale ricominciare a costruire. Non aiuta forse la tendenza a rivangare il passato e soffermarsi sulle disgrazie; ciò non potrebbe permettere mai un recupero obiettivo del presente e la possibilità di notare i fattori positivi in esso evidenti. E che dire dell’importanza che potrebbe avere l’influenza affettiva di una figura di riferimento? Mi riferisco a quanto ciò possa essere fondamentale per chi, fin da piccolo, ha avuto il sostegno di persone affettivamente importanti come la mamma, una nonna o addirittura una figura educativa; ciò potrebbe portare un individuo ad assimilare nel tempo una forza d’animo sicuramente superiore rispetto a chi, per esempio, è rimasto orfano di madre o padre e non ha trovato sostegno affettivo in altre figure di riferimento ed accade di sovente anche in caso di divorzio.
Altri elementi di forza potrebbero essere, per ipotesi, le attività sportive e gli interessi legati alla musica e alla recitazione; queste attività possono rappresentare una zona franca in cui ritemprarsi e accumulare energie. E, senza escludere le attività scolastiche, proprio interessi di questo tipo possono portare ordine e disciplina in una vita che, per una serie di eventi negativi, si è svolta all’insegna del disordine e casualità.
Infine, sicuramente, le doti intellettuali hanno il loro peso perchè, agevolando una serie di gratificazioni anche a livello scolastico prima e lavorativo poi, consentono di mantenere un buon livello di autostima anche quando le cose non vanno per il verso giusto.
Spesso la solitudine o il sentirsi isolato possono essere dei fattori estremamente negativi per recuperare quella parte di sé che non vuole emergere, per la paura di sentirsi giudicati; aspetto questo molto presente nei ragazzi che a scuola collezionano insuccessi e delusioni spesso nella relazione con i compagni di classe, perché insicuri di ciò che fanno e che dicono.
Purtroppo, in molti casi, da adulti, si costruiscono successi nel lavoro che vivono con serenità solo come scelta ideale e che rifuggono realmente come fatica quotidiana sotto stress, per convincersi che hanno fatto la scelta giusta; infatti socialmente si isolano, limitando le relazioni al minimo necessario. In pratica si convincono che ciò che hanno realizzato li soddisfa, in realtà è solo un modo di limitare il loro agire in una zona confort per proteggersi dai rimpianti e dalle delusioni.
Questa costruzione di sé, se da una parte si esplicita come la convinzione di uno stare bene per scelte consapevoli, dall’altra proprio per essere una delusione, inconsapevolmente soffocata, si manifesta con un malessere fisico e con il rischio di ammalarsi sul serio.
“Senza amore di sé neppure l’amore per gli altri è possibile. L’odio per sé stessi è esattamente identico al flagrante egoismo, e conduce alla fine al medesimo crudele isolamento, alla medesima disperazione.”
Hermann Hesse


