Pitagora di Reggio, Taranto e il Mito di Europa e il toro
Tutti conoscono Pitagora di Samo, il grande filosofo e matematico, pochi (quasi nessuno direi ) conosce Pitagora di Reggio.
Eppure la fama di quest ultimo non era inferiore a quella del suo omonimo e la sua opera richiesta in tutto il Mediterraneo. Ma chi era Pitagora di Reggio e cosa c’entra con Taranto? Pitagora di Reggio è stato un grande scultore greco antico attivo tra il 480 e il 450 a.C circa, nel Peloponneso e in Magna Grecia. Plinio il vecchio inserisce il suo nome insieme ai cinque migliori bronzisti greci. Addirittura nella graduatoria a Pitagora Plinio il vecchio assegna il quarto posto, dopo Fidia, Policleto e Mirone grazie alla sua incredibile capacità di riprodurre nelle statue in bronzo i più piccoli particolari dell anatomia umana “dai tendini, alle vene, fino ai singoli capelli. Detto questo, cosa c entra Pitagora di Reggio con Taranto? Molto direi, visto che una delle sue opere più belle era proprio nella città jonica, esattamente nel Pritaneo, il tempio più importante della città dove ardeva per sempre il fuoco sacro che i tarantini avevano portato fin da Sparta sulle loro navi.
L ‘opera maestosa, a grandezza naturale, raffigurava il mito di Europa e il toro, un mito emblematico per i tarantini. Una statua di straordinaria bellezza commissionata dalla città al maestro reggino per impreziosire quello che era il luogo più importante della citta’ e ricordare attraverso essa la migrazione da Sparta. Un mito che rappresentava proprio la migrazione da Oriente ad Occidente, attraverso l’immagine di Europa, figlia di Agenore, sul dorso del toro, (in realtà Zeus trasformatosi in toro per rapirla) in procinto di attraversare il mare proprio come i coloni spartani. Un opera a grandezza naturale di cui parla anche Cicerone che afferma che in quel tempio c’ era anche una bellissima statua di un satiro. Purtroppo di questa statua e di tante altre a Taranto non resta niente perché i romani la portarono via a Roma dopo la conquista.
Possiamo farcene una idea ammirando le tante copie su monete antiche e ancor di più osservando la moneta di 2 euro fatta coniare dalla Grecia dove è riprodotto il mito di Europa che cavalca Zeus nelle sembianze di toro.


