Le ceneri fumanti, maleodoranti e inquinanti della Foc’ra sono una vera tortura ambientale per i residenti della 167 bis
Ogni anno la solita storia: passata la festa restano le macerie incendiate che immettono fumi non certo salubri, gli abitanti della zona pronti a fare una segnalazione all’ARPA Puglia/Ta

Grottaglie (Ta) – “Ogni anno siamo alle solite, anzi se vogliamo è sempre peggio, noi residenti della 167 bis (definita una volta Piana degli ulivi) – ci dice al telefono un esasperato residente, uno dei 5 mila incavolati neri del quartiere – siamo costretti a respirare per mesi i fumi, maleodoranti e sicuramente altamente inquinanti, che si sprigionano dai resti di quello che rimane della Foc’cra dei “primati”. Tutto il materiale di risulta incendiato e in buona parte in cenere resta li fino ad ottobre inoltrato, ovvero fino quando ricominciano le “danze” della costruzione della nuova foc’cra piramidale. Tutti a inneggiare ai “maestri” che sono capaci di tirare su questa enorme catasta che dovrebbe essere fatta di fascine di ulivi, di pota delle viti e da altro materiale risultante dalle potature che vengono fatte in campagna in inverno. Invece noi che abitiamo a pochi passi, vediamo con i nostri occhi che vengono usati anche vecchi mobili, e pallet per imballaggio che com’è noto sono irrorati da sostanze chimiche e per i quali è previsto lo smaltimento come rifiuto speciale che non può essere assolutamente incendiato.”
Insomma quest’anno questi grottagliesi non ci stanno più a subire ancora una volta questo sopruso ambientale, e come ogni anno si sono rivolti, inascoltati, al Sindaco e agli Amici della foc’cra affinché si provveda al più presto alla bonifica della zona, perché sono stufi di non poter aprire le finestre in quanto si respira solo aria malsana e quando c’è vento volano ovunque anche le ceneri. Quindi, ormai ogni anno, ovvero da quando si fa la foc’cra in via Pasolini, sono costretti a stare sigillati in casa. Inoltre particolare di non poca importanza, anzi, nelle immediate vicinanze ci sono un nido, scuole materne e scuole elementari, ovviamente brulicanti ogni giorno di teneri bimbetti con teneri polmoni.
Quest’anno un gruppo di cittadini residenti del quartiere hanno preso la decisione di rivolgersi all’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) affinché faccia un sopralluogo e imponga, a chi lascia quello sfracello, la bonifica del sito.

