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Primati italiani – La corazzata italiana Caio Duilio (1876) ovvero “… la più potente nave da guerra che l’arte navale abbia mai espresso…”

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La corazzata italiana Caio Duilio, varata nel 1876  e completata nel 1880 a Castellammare di Stabia, è stata per molti anni la più potente nave da guerra del Mondo. E non è una opinione personale. Progettata da Benedetto Brin, voluta fortemente dal Ministro della Marina, ammiraglio Saint-Bon, al suo apparire nel Mar Mediterraneo provocò le reazioni di tutte le potenze navali dell’epoca, dalla preoccupazione dei francesi, all’ammirazione degli americani, fino al fastidio degli inglesi. La Marina francese valutò che le due unità gemelle, Duilio e Dandolo, costruita in seguito, costituivano da sole una formazione navale in grado di tenere in scacco l’intera flotta francese del Mediterraneo. Nessuna delle corazzate transalpine, infatti, avrebbe potuto resistere ad una bordata delle due navi, né inseguirle, se queste avessero deciso di rompere il contatto. Un rapporto della camera dei deputati francese sui problemi della marina riconosceva che la Caio Duilio era “… la più potente nave da guerra che l’arte navale abbia mai espresso…”. Per gli americani il Duilio segnò la strada del programma di sviluppo della US Navy nella costruzione delle corazzate. La Gran Bretagna, regina dei mari, rifacendosi al progetto del Duilio, varò in quello stesso 1876, la HMS Inflexible una nave simile, ma meno innovativa.  La Duilio era Lunga 109,2 m e Larga: 19,7 m, aveva un motore a carbone spinto da 8 caldaie ovali e trasportava come fino a 1.000 tonnellate di combustibile (carbone) per una autonomia di 2875 miglia a 13 nodi di velocità. Come armamenti aveva 4 cannoni da 450/20 mm, 3 da 120 mm, 2 da 75 mm, 8 da 57 mm, 22 da 37 mm e 3 tubi lanciasiluri. Lo scafo, costruito in ferro, annoverata a prora uno sperone, interamente sommerso, di oltre 4 metri. La corazzata risultava molto basss sull’acqua, circa 3 metri sopra la linea di galleggiamento e disponeva di un ponte di comando allocato alla base dell’albero maestro, utilizzato per compiti di segnalazione ed osservazione, posto tra i due fumaioli. A poppa si trovavano ubicate le sovrastrutture destinate agli ufficiali, mentre l’equipaggio veniva alloggiato sotto coperta. A poppa della Caio Duilio c’era un compartimento, cui si accedeva a mezzo di una porta stagna azionata a pressione idraulica, per l’alloggiamento della piccola torpediniera Clio imbarcata insieme alle siluranti Locusta e Cicala che, poi, trovarono sistemazione sul ponte di coperta. Ad ogni modo la corazzata Caio Duilio non ebbe mai occasione di misurarsi in battaglia perché erano gli anni della Belle époque e tra le potenze europee si viveva un lungo periodo di pace che si prolungò fino al 1914. Il servizio della corazzata si svolse interamente nel Mediterraneo dove compì anche crociere di visita ai paesi rivieraschi e talvolta venne inviata nel Mediterraneo Orientale in difesa degli interessi nazionali. A causa del mutamento della tecnologia bellica nei primi anni del Novecento, la Caio Duilio divenne obsoleta e superata da navi più moderne. Dopo essere stata posta in disarmo nel 1906, con Regio Decreto del 27.06.1909, la Caio Duilio venne quindi radiata dal quadro del naviglio per essere successivamente iscritta, con Decreto Ministeriale del 15.07.1909, nel ruolo dei galleggianti venendo il suo scafo utilizzato per diversi anni come deposito combustibile. Resta nella memoria il prestigio a livello internazionale, che dette all’Italia e alla sua giovane Regia Marina, quel prestigio ancora oggi riconosciuto alla moderna cantieristica navale italiana.


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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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