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Rinaldo e Giovanni da Taranto, due grandi pittori tarantini del XIV secolo

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Rinaldo e Giovanni da Taranto sono vissuti a cavallo tra XIII e XIV secolo svolgendo la loro attività come pittori nelle regioni meridionali, soprattutto in Campania, Basilicata e in Puglia. Molto rinomati in quel periodo storico e molto richiesti come maestranze pittoriche hanno realizzato molte opere di pregio soprattutto fuori Taranto. Erano gli anni della dominazione angioina, nei quali si ebbe una grande produzione artistica grazie alla magnanimità artistico-devozionale dei signori Del Balzo Orsini. Malgrado fra gli artisti più gettonati del 1400, Giovanni e Rinaldo da Taranto sono poco conosciuti a Taranto e hanno lasciato ben poche notizie certe sulla loro vita. Non si esclude una loro conoscenza, difficilmente una parentela, anche se alcuni li definiscono “fratelli”, sebbene stilisticamente diversi nel loro modo di dipingere soggetti a sfondo religioso. Ed infatti mentre “Ioanni” realizza opere sacre in un stile bizantineggiante molto vicino alla corrente pittorica umbro-marchigiana dell’Italia centrale post Federico, Rinaldus, appare fortemente legato agli schemi bizantini, con alcune influenze napoletane. In comune resta fra loro la città di Taranto, sede del Principato di Taranto, che nel XIII e XIV secolo era una fucina di talenti artistici ben voluti e protetti dai potenti signori Del Balzo Orsini e, chissà, forse, la formazione artistica presso un comune maestro. Dei pittori tarantini Ioanni e Rinaldus ci parlano oggi le loro opere molte delle quali sono nelle principali chiese di Matera e di Brindisi. In alcune chiese addirittura si è osservata la mano inconfondibile sia di Rinaldo che di Giovanni. Fra le opere più grandi di Rinaldo va ricordata quella della Chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi, dove dipinse un vero e proprio capolavoro, il “Giudizio Universale”, probabilmente intorno al 1300. Il dipinto grandissimo si sviluppa su tutta la superficie interna della facciata laterale della chiesa brindisina, sede storica del processo ai cavalieri Templari. La raffigurazione della Vergine con Bambino di Rinaldo da Taranto si ripete perfettamente negli affreschi di Brindisi, in quelli della Madonna della Bruna a Matera, in Santa Lucia alle Malve (sempre a Matera) e nella non lontana Massafra (chiesa rupestre della Buona Nuova)”. Se per Rinaldo è facile risalire all’autore per la firma lasciata dallo stesso più difficile è risalire alle opere eseguite da Giovanni, sia per lo stile più “standardizzato” di quest’ultimo, sia per l’assenza di firme ed opere sovrapponibili presenti in altri luoghi come può essere fatto per Rinaldo. Di Giovanni da Taranto restano pochi documenti. Fra questi un documento angioino datato 1304 e riportato negli scritti dell’archivista napoletano Minieri Riccio che ci racconta un episodio del pittore di Taranto Ioanni che in quel periodo stava lavorando presso la chiesa di San Nicola a Bari. Il documento riferisce di un agguato subito dallo stesso all’altezza del Casale di Santeramo nel trasferimento da Bari a Matera dove fu derubato e picchiato. La vita e la morte dei pittori tarantini Ioanni e Rinaldus resta, comunque, ancora oggi avvolta nel mistero, soprattutto nella città di Taranto dove è pressocchè sconosciuta dai tarantini.

 

 


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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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