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‘COMPARTO 32’-  Confcommercio  chiede di conoscere con chiarezza la posizione  dell’Amministrazione comunale e del Sindaco Melucci

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Taranto ore 20.00: strade deserte,  insegne  spente  e serrande già abbassate. La crisi del  commercio al dettaglio nelle strade della città,  si avverte a pelle

Taranto – Le nuove aperture non ce la fanno a compensare le chiusure (rispetto all’anno precedente, al terzo trimestre 2023: + 309 chiusure a fronte di – 122 aperture); chiudono  soprattutto le attività tradizionali del commercio di vicinato  – abbigliamento,  giocattoli, libri,  oggettistica-  che sino a qualche tempo fa costituivano la ricchezza e la varietà dell’offerta commerciale del capoluogo e soprattutto del Borgo.  Sopravvivono, gli alimentari, i  servizi (telefonia e informatica) ed i pubblici  esercizi, ma lentamente chiudono  molte delle attività attorno alle quali si animava la vita del commercio tarantino  nelle principali aree commerciali e  che rappresentavano posti di lavoro, luoghi di socialità.

In alcune zone del  Borgo di Taranto,   i  locali, ormai sfitti e da tempo lasciati al degrado,  contribuiscono all’abbandono di  strade che sino a non molti anni fa pullulavano di vita. La sicurezza urbana,  in alcune zone più periferiche e degradate del Borgo,   non è più una certezza. Molte giovani famiglie negli ultimi anni sono migrate nelle periferie cittadine,  se non addirittura nei comuni limitrofi, semmai meno attrattivi, ma più serviti e vivibili .

Una situazione che ha contribuito non poco a deteriorare  i rapporti con la  Amministrazione Melucci che, malgrado le reiterate sollecitazioni e richieste di aiuto, non ha definito  un piano  di contrasto  al fenomeno della desertificazione commerciale.

«Che il Borgo si svuoti e che pezzi della  città diventino sempre più marginali rispetto alla vita cittadina,  sembra un non problema per la politica locale e per Palazzo di Città, dove  è evidente che – afferma il vice presidente vicario di Confcommercio Taranto, Giuseppe Spadafino, coordinatore delle delegazioni tarantine del commercio-  sono ben altri i problemi attorno ai quali profondere energie e impegno».

Il tema è al centro di incontri diuturni tra i presidenti delle delegazioni cittadine di Confcommercio che raccolgono le istanze quotidiane dei commercianti sempre più sfiduciati e arresi all’idea di non avere referenti istituzionali che lavorino per il bene comune.

«Sono anni che Confcommercio – incalza Spadafino-  va ripetendo che occorrono: servizi, parcheggi, decoro, raccolta differenziata, attrattori, chiusura dei grandi cantieri come Palazzo degli Uffici, o l’addirittura l’avvio come Palazzo Frisini.

Manca una visione di città, un progetto di rilancio del Borgo e di Città Vecchia,    e di contrasto alla periferizzazione, all’allungamento del tessuto urbano verso aree di pregio naturalistico,  che dovrebbero avere tutt’altra funzione e che dovrebbero anzi essere tutelate  per il loro valore intrinseco e costituire il polmone verde della città».


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Redazione Oraquadra

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