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Nella Taranto spartana il candelabro più bello del mondo antico

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Della Taranto spartana non resta granché oltre il ricordo lasciato dai più grandi scrittori del mondo antico. Dai resoconti di questi possiamo dedurre che doveva essere una delle più belle città del mondo conosciuto, grazie ad una posizione geografica meravigliosa, ma ancor di più per i suoi monumenti. Tutti abbiamo sentito parlare delle due statue colossali che c erano a Taranto: il colosso di Zeus (o di Helios) di ben 18 metri e quello di Ercole, di ben nove metri, entrambe realizzate da Lisippo, ma pochi conoscono un altra grande opera presente in città: il candelabro del Pritaneo.

Ma andiamo con ordine. Cos’è il Pritaneo? Il Pritaneo era l’edificio delle città in cui si custodiva il fuoco sacro che i tarantini avevano portato da Sparta e si facevano i sacrifici comuni: vi erano accolti a banchetto gli ambasciatori e anche, a vita, i cittadini ritenuti particolarmente meritevoli. Era un edificio pieno di statue dedicate ai cittadini più illustri. A Taranto Cicerone ricordava fra queste la statua di Europa e il toro di Pitagora di Reggio e quella di un satiro. Ma la vera attrazione del Pritaneo, l opera più maestosa ci è stata descritta da Euforione, nei suoi commenti storici ed era il candelabro. EUFORIONE vissuto nel IV sec. a.c racconta che Dionisio il Giovane, il tiranno di Siracusa, regalò ai Tarantini questo candelabro capace di sostenere tante fiaccole quanti sono i giorni in un anno, quindi ben 365. Non sappiamo esattamente come era questa meraviglia del mondo antico in bronzo, ma doveva essere un opera straordinaria e unica nel suo genere. Sappiamo di certo che i romani la portarono via dopo la conquista nel 272 a.C., quando Milone, lasciato da Pirro a controllare la città, la consegnò al console romano Lucio Papirio Cursore che fece smantellare le mura, sottrasse tutte le armi e tutte le navi e porto’ a Roma innumerevoli oggetti d’arte, oltre a persone di grande cultura.

Resa a noi oggi la memoria di questo candelabro, testimonianza della grandezza e dei forti legami della Taranto magno greca con le altre città del meridione.


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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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