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Monumento ai Caduti delle due guerre mondiali, levata di scudi contro la manomissione in atto da parte di un’Amministrazione sempre più sciatta e ignorante

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Grottaglie (Ta) – Come annunciato da mesi, sono partiti i lavori per realizzare della rotatoria per disciplinare la circolazione delle ben 6  vie che confluiscono in zona piazza IV novembre che in orari di punta, questo ingresso principale della Città delle Ceramiche, diventa ingestibile. Possiamo dire che è la partenza  dei lavori è avvenuta con il piede sbagliato: hanno cominciato con lo buttare giù parte della cancellata che incornicia il Monumento ai caduti di tutte le guerre.  Ovviamente subito è partita la levata di scudi sui social, i primi a ribellarsi gli addetti ai lavori come architetti e ingegneri, chi in un modo e chi nell’altro ha fatto i passaggi che la questione richiedeva.

Degno di nota il documento redatto dal decano degli architetti di Grottaglie, l’arch. Antonio Fanigliulo che ha diramato questo documento:

Manomissione del Monumento ai Caduti – fermiamo i vandali

Manomissione del Monumento ai Caduti di piazza IV novembre in Grottaglie, fermiamo i vandali per fermare l’ennesimo scempio, RISPETTO per l’opera scultorea e di architettura, ma soprattutto per il messaggio di cui è portatrice: la Memoria dei Caduti in guerra per consentirci la libertà

MANOMISSIONE DEL MONUMENTO AI CADUTI DI PIAZZA IV NOVEMBRE IN GROTTAGLIE FERMIAMO I VANDALI PER FERMARE L’ENNESIMO SCEMPIO RISPETTO PER L’OPERA SCULTOREA E DI ARCHITETTURA MA SOPRATTUTTO PER IL MESSAGGIO DI CUI È PORTATRICE LA MEMORIA DEI CADUTI IN GUERRA PER CONSENTIRCI LA LIBERTÀ

Vengo raggiunto da alcune telefonate – scrive l’arch. Fanigliulo – che mi informano che stanno demolendo la recinzione in ferro battuto e il coronamento in massello di pietra calcarea, lavorata a scalpello, del basamento che recinge l’area del Monumento ai Caduti in Piazza IV Novembre. Verosimilmente per restringere la stessa che fa da “scenografia” all’Opera d’Arte e iconografica realizzata da oltre 70 anni.

Un vero insulto! Una vera, ingiustificata, gratuita e inutile VIOLENZA, all’Opera scultorea, all’Architettura piacentiniana, ma soprattutto al ricordo, al monito e al messaggio, sempre vivo e attuale che essi trasmettono: LA MEMORIA DEI CADUTI IN GUERRA PER CONSENTIRCI LA LIBERTÀ che evidentemente dimostriamo di non apprezzare, tradiamo e non meritiamo. Anziché avere riguardo dell’esistente, cura di valorizzare l’Opera Artistica e sensibilità di onorare il Sacrificio dei Caduti riconoscendogli un maggiore rispetto areale, planimetrico e ambientale; al contrario, relegandola ad un ruolo marginale, viene compresso riducendogli la “profondità di campo”: insomma svalorizzando la “scenografia Urbana”! Sarebbe stato opportuno, e funzionale, incrementare la superfice di rispetto a tutta l’area del monumento stesso. Sarebbe stato come realizzare, per un quadro di valore, una cornice con un degno passepartout per dargli maggiore importanza, visibilità, luminosità e rilievo.

Al contrario, il contesto viene mortificato, persino ridicolizzato, dall’incongruenza stilistica che nasce dalle linee rette delle Geometrie Auree e Classicheggianti dell’Impianto Architettonico della quinta monumentale, dal suo parallelismo e simmetria, contrapposto con le linee “decostruite” delle rotatorie, inopportunamente collocate proprio davanti al prospetto principale e all’ingresso all’area monumentale. Il tutto sembra fatto apposta per vanificare la scenografia urbana e ridurre la profondità di campo della visione prospettica. Per non parlare poi dell’”inquinamento visivo”, mescolamento di immagini, che le stesse rotatorie provocano alla lettura e alla fruizione dell’Opera d’Arte. Pensare che Michelangelo Buonarroti, “dimostrando di poter concepire anche il disegno urbano come un’opera d’arte”, nel “disegnare” il capolavoro della piccolissima splendida piazzetta del colle capitolino – Piazza del Campidoglio – con grande maestria e un saggio ricamo di linee elicoidali centrali (a volume zero), ottenne l’effetto di far risultare il minuscolo spazio – in cui collocare la statua di Marco Aurelio – una grande piazza! Come anche non rilevare l’importanza che per sistemare il famoso Crocifisso di Cimabue nel Museo di Santa Croce a Firenze, furono incaricati i tre maggiori più importanti ed esperti architetti dell’epoca: Carlo Scarpa, Franco Albini e Giovanni Michelucci.

Peccato che a Grottaglie, proprio gli “addetti ai lavori” sembrano difettare non solo di capacità progettuali, ma soprattutto di un deficit di cultura artistica: dalla Storia dell’Arte a quella delle’Architettura, del Paesaggio, dell’Urbanistica. L’ignoranza mi ha sempre fatto paura! Soprattutto quando è sorretta dalla ciuca arroganza del potere! Grottaglie meriterebbe un ASSESSORATO ALLA CULTURA, ma che sappia garantire e fare Cultura! Non mi dilungo sulla figura e sull’opera di Marcello Piacentini. Per questo già prima di me, e molto meglio di me, è stato fatto da altre sensibili, preparate, attente, responsabili e colti grottagliesi che tengono alto il rispetto e la dignità della loro città. Mi auguro che quanti hanno responsabilità di Governo del Territorio nel Comune di Grottaglie, a qualunque titolo coinvolti, sappiano ravvedersi e – se non sono capaci di migliorarne il rispetto, la scenografia e la fruizione – almeno lasciare in “santa pace” il Monumento ai Caduti con il quale la Città delle Ceramiche orgogliosamente onora la memoria di tutti i CADUTI IN GUERRA 2024.02.21 – MANOMISSIONE DEL MONUMENTO AI CADUTI – FERMIAMO I VANDALI. /23 Avevamo già detto che l’Area di Porta sant’Angelo – piazza IV Novembre è un “SITO STORICO” pertanto è un luogo che andrebbe “CELEBRATO” con un progetto degno e consapevole di “accesso alla Città”. Magari liberandole il più possibile dalla “tirannia delle auto” (Le Corbusier).

Viceversa, quello che si realizza è un intervento contorto e invasivo che non rende onore all’Area dell’all’antica “Porta Sant’Angelo, né merito al Monumento ai Caduti, né alla memoria storica del luogo! Cortesemente invito gli Organi comunali e sovracomunali preposti ad esercitare responsabilmente le loro funzioni! RAVVEDETEVI! rendetevi sapienti, perché la ignoranza, incompetenza, grottesca e spietata arroganza di qualcuno sta distruggendo una delle più belle Città di Puglia e d’Italia!

Se qualcuno ha tempo e voglia andasse a leggersi “Cesare BRANDI – Pellegrino di Puglia – editori Laterza – 1960 e 1977”. Dello stesso autore “Teoria del Restauro – Einaudi 1977”. Sicuramente le risulterà utile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arch. Antonio FANIGLIULO

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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