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Il Buongiorno di Pina Colitta. Mi accetto e accetto

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Essere accettati porta inevitabilmente ad accettare per cui diventa una nostra identità avere la capacità di accogliere il prossimo, di usare “affettività” verso gli altri.

E da questo si parte per accettare il mondo culturale, per accettare il modo di essere nella cultura a cui apparteniamo, con pregi e difetti. Questa identità consente la conoscenza di sé nel profondo; in una parte profonda che è data conoscere solo a noi personalmente. Questa parte di noi se è nostra nessuno può toglierla o violarla; è sacra e si chiama “spirito” che è l’espressione di massima libertà e indipendenza. L’uomo di spirito è colui che accetta la situazione, anche la più banale e colui che, fede a parte, riesce ad entrare dentro se stesso e riesce a riconoscere se stesso nell’altro.

E sapete chi vive questa parte di se “spirito”?Inevitabilmente chi ha incontrato la sofferenza! !

Tutto ciò può nascere a volte proprio da un profondo disagio espresso nel quotidiano.

Ed infratti come si vive il quotidiano l’adulto di oggi?

Certamente un quotidiano fatto di incertezze, di cambiamenti continui, di precarietà, di elementi che vanno a contaminare le stabilità e le certezze di un tempo. Ed è proprio questa instabilità quotidiana che poi si trasforma in instabilità emotiva quando con la mente non riesce a trovare le soluzioni giuste e a reagire con un operato appropriato a ciò che la vita, spesso complessa, richiede.

Da tempi lontani sappiamo che l’ansia, la paura, la collera e il senso di colpa provocano dei cambiamenti fisiologici che solo persone perspicaci possono cogliere come le macchine della verità. Anche i medici dovrebbero poter leggere cambiamenti fisiologici e dovrebbero poter capire quanto quelle quattro emozioni possano provocare conseguenze diverse, danneggiando parti del corpo che portano a malattie croniche o addirittura mortali. Queste quattro emozioni, dunque, non solo possono provocare malattie fisiche ma anche spesso sono alla base delle dieci principali nevrosi, come pure alla base di tanta instabilità emotiva.

“La grande colpa dell’uomo non sono le sue cadute. La grande colpa dell’uomo è che può ricominciare in ogni momento e non lo fa”.
(Martin Buber)


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