Taranto – Il Presidente di Kyma Ambiente cerca di sviare l’attenzione dalla pessima gestione del tema rifiuti, soffermandosi sul fatto che il prestito ponte di 2,5 milioni di euro, approvato dal Consiglio comunale nella primavera del 2023, sia stato restituito. Gli ricordiamo che è stato restituito grazie alle trattenute operate sulla quota che il Comune versa mensilmente all’azienda per il servizio.
La pseudomaggioranza scarica le responsabilità addirittura sui cittadini, affermando che dovrebbero essere richiamati alla “necessità di rispettare il decoro e le regole”, come se la colpa della scarsa igiene urbana fosse dei tarantini. I cittadini devono collaborare, ma chi ha ruoli di responsabilità non può scaricare le proprie inadeguatezze sui cittadini. Se la città è sporca, non è certo colpa dei cittadini.Rinaldo Melucci Sindaco del Comune di Taranto e Presidente della Provincia di Taranto
Restano tutte le criticità che abbiamo evidenziato e che, per chiarezza, riepiloghiamo:
1. L’azienda versa ancora in condizioni economico-finanziarie critiche, al punto che il Durc parrebbe non disponibile.
2. I lavoratori dovrebbero ricevere lo stipendio in ritardo e solo per il potenziale intervento del Comune di Taranto.
3. Il nuovo contratto di servizio non c’è ancora.
4. La raccolta differenziata porta a porta in tutta la città non è ancora partita.
5. I tarantini, a breve, potrebbero pagare una Tari più salata a causa dei tassi di conferimento dell’indifferenziato. Tassazione più alta, quindi, a fronte di un servizio scadente.
6. Lo spazzamento meccanizzato è ancora sospeso in larga parte della città, data la mancanza del contratto di servizio.
7. Il continuo ricorso al sostegno economico del Comune evidenzia una criticità finanziaria persistente. Se non si è in grado di produrre una soluzione credibile alla crisi, il rischio è la privatizzazione.
Su questi aspetti, come sulle sorti dell’azienda partecipata, rinnoviamo la richiesta di chiarezza al Sindaco e al Presidente di Kyma Ambiente.
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