Ecco cosa ha perso la Puglia, Taranto, Grottaglie
Francesco Carbotti, l’Arte della Ceramica nelle sue ultime 4 opere da Guinness dei Primati
Grottaglie (Ta) – Quando nel 2014 cominciò a lavorare al primo pannello della “Madonna di Fatima tra i suoi Evangelisti” di sicuro, l’architetto, scultore, ceramista, Francesco Carbotti*,
sapeva che la Madonna nella sua diafana maiolica sarebbe stata al centro del pannello e che man mano, questo capolavoro di arte ceramica, si sarebbe arricchito di particolari preziosi che proviamo a raccontare anche con i numeri, innanzi tutto va scritto che questa opera è un compendio di varie tecniche artistiche: altorilievo, bassorilievo, mosaico bizantino ed intarsio a merletto.

L’idea di realizzare queste opere, decisamente fuori dall’ordinario, parte dalla passione che il Carbotti ha per i Grandi Maestri del Rinascimento e sull’esperienza maturata dai Della Robbia (Luca, Andrea e Giovanni).
“Mi muovo da decenni, – ci racconta l’artista – percorrendo quel percorso fatto di armonia e bellezza che, in un periodo eccelso della nostra storia, il RINASCIMENTO, ha visto figure dall’ingegno e dalle incomparabili capacità artistiche, d’ispirazione quasi divina che, con la loro maestria, hanno pervaso il mondo dell’arte, e non solo, di tanta bellezza. Ho sempre amato le commistioni tra gli stili del passato,– precisa – soprattutto tra la terracotta arabo-bizantina e l’arte della maiolica robbiana.
Dalla zaffera cromatica dell’Arte Musiva Arabo-Normanna siciliana, alle terracotte invetriate dell’Arte Mudéjar di Teruel, in Aragona, alle Azulejo portoghesi di Sintra, al candore e alla morbidezza del bianco di piombo “marzacotto” delle maioliche di Luca della Robbia.
L’arte del lustro metallico, oro e platino, sublima la tavolozza delle vetrine e degli smalti ceramici utilizzati, conferendo, alle mie opere, quella preziosità dei mosaici bizantini e, al contempo, l’armonia e la grazia della maiolica rinascimentale.”
Come già scritto il Carbotti inizia la “Madonna di Fatima tra i suoi Evangelisti” nel 2014 e riesce a completarla in ogni suo particolare a giugno 2021, per le preziose parti in lustro ha usato ben250 grammi di oro 24 carati, per realizzare e mettere in posa i 15.424 pezzi, tutti realizzati a mano, ci sono volute ben 3.126 ore di lavoro.
Le dimensioni di questa opera d’arte in ceramica, di sicuro unica al mondo, sono di 3metri e 42 centimetri per lato, per un’area totale di oltre 11 metri quadrati, per un peso totale 265 kg circa. Il centro dell’opera è un tondo dal diametro di un metro e 76 cm, dove spicca la Vergine in sontuosi abiti impreziositi da lustri in oro zecchino, adagiata su un tondo composto da una miriade di piccoli pezzi ceramici incastonati a coda di pavone, dove angeli posti in cerchio fanno da cornice con il loro diafano splendore all’altrettanto diafana Vergine di Fatima.
A completare l’opera una cornice, larga 40 cm dove ai vertici spiccano i 4 evangelisti (Matteo, Marco, Luca, Giovanni), in altorilievo realizzati in ceramica ricoperta con smalto bianco piombo, tutta l’opera si rifà ai colori tipici delle maioliche rinascimentali robbiane.

Personalmente ho avuto l’onore di conoscere Francesco quando era a metà di questa opera, a dir poco mastodontica e di una preziosità che si fonde con l’armonia delle forme delle sculture interamente modellate a mano dall’artista. Dell’artista Carbotti ne avevo sentito parlare, ma mai ne ero venuta a contatto, l’occasione per incontrarlo mi fu data nella primavera del 2016 quando l’architetto Carbotti stava lavorando al restauro della cupola del Santuario di San Francesco de Geronimo a Grottaglie. Seguire quei lavori della cupola e quelli del pannello della Vergine di Fatima fu un tutt’uno, da quel momento seguire il progredire dell’immenso lavoro in corso è stato come una dipendenza da cui è stato impossibile allontanarsi.

L’arch. Carbotti non pago dell’immenso lavoro in corso d’opera, avvia nel 2018 e li completa a novembre 2021, altre opere in ceramica: l’Annunciazione e l’Arcangelo Gabriele, pannelli ognuno alti 2metri e 70 e larghi due metri, per una superfice di oltre 5metri quadrati, peso di ogni pannello 140 kg. Anche in queste due opere spiccano al centro le due sculture iconografiche in cotto e smaltate bianco piombo, vestiti in stile rinascimentale, racchiusi in due ovali policromi. Entrambi i pannelli sono un compendio di varie tecniche artistiche: altorilievo, bassorilievo, mosaico bizantino ed intarsio a merletto.
Per i lustri sono stati utilizzati oltre 120 g di oro24 carati e 50 grammi di platino. Quasi 20 mila pezzi lavorati e assemblati a mano e a uno a uno con una pazienza certosina dell’artista che non ha mai permesso di aiutarlo e tantomeno toccare i manufatti.
Infine l’ultimo pannello quadrato di 2 metri e 42 cm per lato, pari a una superfice di oltre 5 metri quadrati, interamente ricoperta di mosaici in ceramica, al cui centro troneggia iconico e benedicente un San Nicola, circondato dai vari toni dell’azzurro e dai lustri per i quali sono stati impiegati ben 210 g di oro 24 carati e 25g di platino, il peso dell’opera è di circa 160 kg, sono occorse ben 3.272 ore di lavoro per realizzare ed assemblare 16.180 pezzi in ceramica.
Tutte e quattro le opere sono state realizzate con gli stessi materiali come l’argilla secondaria (caranto), cotta a biscotto a

980°C, ricoperta con smalto bianco di piombo e blu di piombo, colori tipici delle maioliche rinascimentali robbiane. Seconda cottura a 940°C, per la fusione degli smalti e la lucidatura a granfuoco degli stessi. Infine ricopertura con lustro metallico, oro, con ricottura a piccolo fuoco 720°C. La lavorazione è stata tutta per mano dell’artista, dal modellato alla smaltatura, a cui vanno aggiunte le varie tecniche di assemblaggio, come quella a “coda di pavone a mosaico” della Vergine di Fatima.

Ad impreziosire i tre pannelli le cornici in marmi pregiatissimi, per San Nicola è stato utilizzato il marmo blu di Lapislazzulo e Verde Giada, mentre per l’Annunciazione Arcangelo Gabriele e per l’Annunciazione Madonna i marmi Forest green e Rosso di Borgogna.
Queste opere ormai ultimate sono in attesa di una collocazione importante, sono tantissime le offerte che stanno giungendo all’arch. Francesco Carbotti, il quale non è propenso alla vendita ma spera in una collocazione museale e quindi messe a disposizione del grande pubblico.
Nelle foto è possibile vedere la simulazione che Michele Manisi photographer ha realizzato in foto rendering.


