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Glicerio De Persona, l’eroe dimenticato, signore del territorio di Martina Franca e Mottola.

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Glicerio De Persona è un personaggio storico importante che, come tutti i vinti, ha subito l’onta della dimenticanza. Appartenente alla potentissima famiglia dei De Persona, signori della Specchia Tarantina e del Monte Fellone (in sintesi del territorio di Martina Franca), ma anche di Mottola, Matino, Soleto, Tuglie e Galatina, è stato come il padre Gervasio, uno dei maggiori dignitari della corte di Federico II di Svevia e del suo successore Manfredi di Sicilia, dopo la morte di Federico II. Fu il grande ed unico campione della resistenza Sveva contro la conquista angioina, una sorta di Braveheart, restando fedele ai successori di Federico, Manfredi di Sicilia e Corradino di Svevia, durante le guerre Svevo angioine. Dopo la triste sconfitta del giovanissimo Corradino nella battaglia di Tagliacozzo alla quale partecipò in prima persona, guidò eroicamente la resistenza degli Svevi insieme a pochi Baroni rimasti fedeli agli  Hoenstaufen, arroccato nel castello di Gallipoli fino ad aprile del 1269, quando la città cadde in mani francesi. La vendetta di Carlo d’Angiò fu terribile: 33 Baroni svevi vennero immediatamente impiccati nella piazza d’arme del Castello, altri inviati nei loro feudi in Calabria e Sicilia e impiccati davanti ai propri  sudditi, Glicerio, invece, che era il capo della rivolta venne condotto in carcere nel castello di Brindisi dove per ordine di Carlo d’Angiò fu ucciso il 22 aprile del 1269, legato ad un cavallo, trascinato per la città e poi impiccato. Il re Angioino non risparmiò niente e nessuno. Gallipoli stessa fu rasa al suolo e disabitata per decenni fino alla nuova ricostruzione degli angioini. Il padre di Glicerio, Gervasio, e la sua famiglia furono risparmiati solo per l’intercessione della regina d’Ungheria, ma tutti i grandi possedimenti della casata tra cui il monte Fellone e il vasto territorio di Martina Franca e Mottola furono venduti alla potentissima famiglia napoletana dei Caracciolo. Niente ricorda oggi Glicerio malgrado il suo eroismo nella rivolta dei feudatari ai dominatori angioini. Vae victis disse qualcuno parlando degli sconfitti, spesso ingiustamente dimenticati malgrado il loro gesta.


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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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