Falanto, mitico fondatore di Taranto ed eroe di due città
Non è un mistero che l’effige di Falanto fondatore della città di Taranto, mentre cavalca il delfino, non si trova solo sulle monete tarantine, ma anche su quelle brindisine. Poco conosciuto è il motivo di tutto ciò. Ora cercheremo di spiegarlo in sintesi. Il rapporto fra Taranto e Brindisi ha radici antichissime che risalgono alla fondazione della città di Taranto. Pompeo Trogo, storico del primo secolo avanti Cristo, riferisce che i Parteni ovvero i tarantini venuti da Sparta avevano occupato la Rocca di Taranto dopo averne scacciato gli antichi abitanti che si erano rifugiati a Brindisi. Ed e’ assodato che presso il promontorio della città vecchia prima della venuta dei Tarantini c’era un presidio brindisino. La nascente città Ionica sotto la guida di Falanto crebbe nel tempo finché per una serie di vicessitudini e, soprattutto, per la volontà di Falanto di imporre una rigida osservanza delle leggi, l’eroe Tarantino decise di abbandonare la città o, comunque, ne venne scacciato e si rifugiò a Brindisi insieme a numerosi malcontenti. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita secondo alcuni meditando di marciare militarmente sulla sua città. La leggenda racconta che quando senti vicino alla morte, ripensando ai suoi trascorsi Tarantini, ci ripensò e chiese che le sue ceneri fossero segretamente sparse nella pubblica piazza di Taranto, così come aveva detto l’oracolo che aveva predetto la grandezza della città jonica se gli Spartani avessero conservato per sempre le sue ceneri. Tutto ciò rassenerò i rapporti con i tarantini, gli vennero tributati onore divini e la sua effige venne inserita nelle monete, così come era avvenuto a Brindisi. Al di là della leggenda che affonda le sue radici nel tempo è indubbio il forte legame fra Taranto e Brindisi e la presenza dell’eroe anche nella citta massapica.

