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Gli Spartani Tarantini, maestri nella danza della guerra

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Tutti conosciamo la haka la danza di guerra dei guerrieri maori eseguita dai giocatori di Rugby della Nuova Zelanda con le sue movenze evocative della Battaglia. Ebbene gli antichi spartani Tarantini non erano molto diversi da loro nello stile. Anzi forse lo erano ancora di più considerato che per loro un grande danzatore era anche un grande guerriero. I guerrieri spartani erano introdotti alla danza di guerra chiamata “pirrica” sin da piccoli. E non era un divertimento, ma un vero e proprio esercizio. Si trattava infatti di un ballo svolto con le armi imitando i movimenti di attacco e di difesa che si svolgevano in battaglia accompagnati dal suono del flauto, da canti e urla. Lo storico Plutarco racconta che gli Spartani entravano in battaglia con una marcia che sembrava appunto una danza battendo ritmicamente i piedi a terra e le lance sugli scudi a conferma che questa non era solo praticata come esercizio, ma anche prima della Battaglia. Platone afferma che la pirrica, cosiddetta danza rossa, era stata creata dalla dea Atena. Gli spartani come tutti i greci ebbero come maestri della danza i Cretesi considerati i migliori danzatori della loro epoca e i più grandi artisti in ogni genere di ballo. E la pirica gli Spartani dal appresero proprio da loro trasformandola poi in danza di guerra. Perché si chiamasse pirrica ci sono diverse teorie. La più accreditata è quella sul colore degli abiti e forse per i pigmenti rossi spalmati su tutto il corpo. E noto che gli Spartani durante questa danza si vestivano e coloravano di rosso il colore del sangue lo stesso colore che usavano in battaglia per coprire il sangue dalle ferite davanti al nemico. Secondo il filosofo Tarantino Aristosseno il nome pirrico invece ricordava il nome dell’inventore della danza un certo Pirrico. Aristotele invece la ricollegava ai funerali di Patroclo preparati da Achille e ricordava la pira dove venne bruciato il corpo. Interessante sapere che la danza pirrica non era una danza riservata a soli uomini e di queste ne abbiamo la conferma da Senofonte nell’Anabasi che riporta appunto l’episodio di una ballerina di pirrica. La danza pirrica era quindi un insieme di tante cose: esercizio per il corpo  e per la mente,  strumento di comunicazione verso l’esterno, ma anche strumento di socializzazione con gli altri guerrieri spartani.


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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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