“I Volti dell’Anima” a Viggiano (Pz) le meravigliose e monumentali opere del maestro / architetto / ceramista Francesco Carbotti

Viggiano (Pz) – Quattro opere monumentali del maestro Francesco Carbotti, il primo maggio scorso hanno fatto il loro esordio, in tutto il
loro splendore, in un contenitore che definirlo uno scrigno prezioso è dire poco, dove sono raccolte preziosità di rara bellezza. Va detto e precisato che non è un museo, ma è come se lo fosse, si tratta di una struttura non pubblica, adiacente al Santuario della Madonna di Viggiano, appena ristrutturata, dove, al momento, hanno trovato posto i quattro manufatti di Francesco Carbotti «opere che impressionano per la loro monumentalità, per l’incredibile, quasi “maniacale” cura dei dettagli, – ha esordito don Paolo D’Ambrosio rettore del Santuario che ha aperto, nell’auditorium annesso al Santuario, l’evento dedicato alle sculture di Carbotti – opere che sono frutto di migliaia e migliaia di ore di intenso e appassionato lavoro, ma soprattutto per l’afflato spirituale che tutte le pervade e che ne fa non semplicemente delle opere d’arte, ma un manifesto della bellezza di Dio, anzi – diremmo più precisamente – della bellezza che è Dio».


Con un parterre delle grande occasioni, al tavolo dei relatori l’architetto Francesco Carbotti insieme al Sindaco di Viggiano Amedeo Cicala, di seguito l’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice al suo fianco S. E. Mons. Paolo De Nicolò, Reggente Emerito della Casa Pontificia, responsabile per quasi trent’anni della vita pubblica dei Pontefici Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. (Attualmente è Gran Priore degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia e in tale veste ha presieduto le esequie di S. A. R. Vittorio Emanuele di Savoia). Sempre al tavolo dei relatori lo stesso don Paolo D’Ambrosio, rettore del Santuario della Madonna del Sacro Monte di Viggiano Regina e Patrona della Lucania e don Antonio Appella che ha relazionato su “Stare sulla soglia”. Arte e Chiesa in relazione.

Nell’accogliente ed affollatissimo Auditorium Giovanni Paolo II, erano presenti autorità civili e militari, tra questi l’Ammiraglio Gigi Binelli Mantelli, già Capo di Stato maggiore della Difesa, l’Ammiraglio Oreste Tombolini, già Comandante del Reggimento San Marco, una bella rappresentanza della Guardia di Finanza e altri rappresentanti delle Forze dell’ordine. Presente all’evento anche una nutrita delegazione dell’ANTEAS di Grottaglie, capitanati dal Presidente Cosimo Luccarelli, che non hanno voluto mancare a questo importante ed unico evento, quello di vedere queste sculture in maiolica e ceramica uniche nella loro monumentalità e preziosità.


Il pezzo forte, è senza ombra di dubbio, l’opera raffigurante la Madonna del Rosario tra i 4 Evangelisti, che Carbotti ha iniziato a creare nel 2014 per completerla nel 2022, un enorme manufatto dalle misure da guinnes dei primati (mt 3,42 x

3,42), in maiolica robbiana, terracotta invetriata e mosaico bizantino con lustro in metallo in oro zecchino. La scultura è interamente realizzata a mano e in “solitaria” dallo stesso Carbotti, che ha utilizzato varie tecniche artistiche dal bassorilievo all’altorilievo, allo stesso mosaico e per arrivare al fine intarsio a merletto. Sono stati assemblati, con pazienza certosina dall’autore ben 15.424 pezzi, lavorati ad uno ad uno per ore di lavoro 3.150, con tre fasi di cottura dell’argilla secondaria; a 940° C la fusione e la lucidatura a gran fuoco degli smalti; e a 720°C per il lustro metallico, dove sono stati utilizzati ben 240 grammi di oro 24carati.
In questo stupendo contenitore d’arte, dove queste opere sono in mostra dal 1° maggio, girando tra preziosità e testimonianze storiche, ci si imbatte nella sala dei preziosi, dove è possibile ammirare la ricca argenteria settecentesca della Parrocchia (calici, pissidi, ostensori, crocifissi, aspersori…), le corone di oro della Madonna, i suoi pettorali, gli ex-voto più significativi e alcuni vasi sacri che la Parrocchia ha acquistato e fatto realizzare dalla ditta Ascione di Torre del Greco (Na) per 150° anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata concezione di Maria. Questa sala presto verrà dedicata al munifico mon. Paolo De Nicolò, in quanto oltre a contribuire attivamente all’arricchimento di questa collezione, ha sempre dedicato grandissima attenzione a questo ambizioso progetto di don Paolo.
Nel secondo l’Annunciazione della Madonna che accoglie l’Arcangelo Gabriele, stesse dimensioni ma differente il numero dei pezzi che sono 9.422 con ore di lavoro 2.123. Per il lustro metallico sono stati utilizzati 55 grammi di oro a 24 carati e 25 grammi di platino.

Infine il quarto pannello, in cui è raffigurato San Nicola di Bari, iniziato a modellarlo nel 2017 e finito nel 2022, l’opera di mt 2,42 x 2,42. Anche questa scultura è realizzata tutta a mano in “solitaria”, anche qui un compendio di varie tecniche artistiche: altorilievo, bassorilievo, questa volta il mosaico in stile bizantino e intarsio a merletto, il
tutto composto da ben 16.180 pezzi con tre fasi di cottura,

rispettivamente: a 980°C, per la cottura dell’argilla secondaria, a 940°C, per la fusione e la lucidatura a granfuoco degli smalti, e a 720°C, per la ricopertura con lustro metallico, per la quale sono stati utilizzati 210 g di oro a 24 carati e 25 g di platino, il tutto ha richiesto ben 3.272 ore di lavoro. Per le cornici è stato utilizzato marmo lapislazzulo e verde giada.

E ovviamente parlando del linguaggio della bellezza non poteva non soffermarsi sulla bellezza delle opere di Carbotti, “un artista delle nuove generazioni che con le sue opere aiuta a percepire l’infinita bellezza di Dio, l’affascinante mondo dello spirito, dell’invisibile, di Dio, è questa dunque la funzione dell’arte, il suo “nobile ministero”, ieri come oggi: indirizzare le menti a Dio, richiamare con le figure

alla verità, con le cose terrene a quelle spirituali”.
Il 1°maggio 2024, il nostro caro concittadino, Francesco Carbotti, è stato ringraziato per aver “controfirmato” questo patto e aver in tal modo contribuito a riportare l’arte sacra al suo “nobile ministero” con le sue monumentali opere in ceramica che a nostro parere non resteranno per molto tempo in quel di Viggiano ( non ce ne voglia don Paolo. sic!), come non potevano restare a Grottaglie o nella nostra Puglia, in quanto meritano ribalte di altissimo lignaggio, come per esempio i Musei vaticani, e questo ci è parso di percepire dalle reazioni degli illustri prelati presenti.






