CronacaCultura&ArtePRIMO PIANO

“I Volti dell’Anima” a Viggiano (Pz) le meravigliose e monumentali opere del maestro / architetto / ceramista Francesco Carbotti

Condividi

Viggiano(Pz) – Don Paolo D’Ambrosio (©Michele Manisi Photography)

Viggiano (Pz) – Quattro opere monumentali del maestro Francesco Carbotti, il primo maggio scorso hanno fatto il loro esordio, in tutto il loro splendore,  in un contenitore che definirlo uno scrigno prezioso è dire poco, dove sono raccolte preziosità di rara bellezza. Va detto e precisato che  non è un museo, ma è come se lo fosse, si tratta di  una struttura non pubblica,  adiacente al Santuario  della Madonna di Viggiano, appena ristrutturata, dove, al momento, hanno trovato posto i quattro manufatti di Francesco Carbotti «opere che impressionano per la loro monumentalità, per l’incredibile, quasi “maniacale” cura dei dettagli, –   ha esordito don Paolo D’Ambrosio rettore del Santuario che ha aperto, nell’auditorium annesso al Santuario, l’evento dedicato alle sculture di Carbotti  –  opere che sono frutto di migliaia e migliaia di ore di intenso e appassionato lavoro, ma soprattutto per l’afflato spirituale che tutte le pervade e che ne fa non semplicemente delle opere d’arte, ma un manifesto della bellezza di Dio, anzi – diremmo più precisamente – della bellezza che è Dio».

Viggiano (Pz) – Don Antonio Appella (©Michele Manisi Photography)
Viggiano (Pz) – Carbotti – Cicala – Lorefice – De Nicolò (©Michele Manisi Photography)

Con un parterre delle grande occasioni, al tavolo dei relatori l’architetto  Francesco Carbotti insieme al  Sindaco di Viggiano Amedeo Cicala, di seguito  l’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice al suo fianco S. E. Mons. Paolo De Nicolò, Reggente Emerito della Casa Pontificia, responsabile per quasi trent’anni della vita pubblica dei Pontefici Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. (Attualmente è Gran Priore degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia e in tale veste ha presieduto le esequie di S. A. R. Vittorio Emanuele di Savoia). Sempre al tavolo dei relatori  lo stesso don Paolo D’Ambrosio, rettore del Santuario della Madonna del Sacro Monte di Viggiano Regina e Patrona della Lucania e don Antonio Appella che ha relazionato su “Stare sulla soglia”. Arte e Chiesa in relazione.

Uno dei 4 stemmi degli evangelisti della scultura “Madonna del Rosario” (©Michele Manisi Photography)

Nell’accogliente ed affollatissimo Auditorium Giovanni Paolo II, erano presenti autorità civili e militari, tra questi l’Ammiraglio Gigi Binelli Mantelli, già Capo di Stato maggiore della Difesa, l’Ammiraglio Oreste Tombolini, già Comandante del Reggimento San Marco, una bella rappresentanza  della Guardia di Finanza e altri rappresentanti delle Forze dell’ordine. Presente all’evento anche  una nutrita delegazione dell’ANTEAS di Grottaglie, capitanati dal Presidente Cosimo Luccarelli, che  non hanno voluto mancare a questo importante ed unico evento, quello di vedere queste sculture in maiolica e ceramica uniche nella loro monumentalità e preziosità.

Particolare della ruota di cherubini (Madonna del Rosario) –  (©Michele Manisi Photography)
Particolare del fondo in maiolica e oro a coda di pavone (Madonna del Rosario) (©Michele Manisi Photography)

Il pezzo forte, è senza ombra di dubbio,  l’opera raffigurante la Madonna del Rosario tra i 4 Evangelisti, che Carbotti ha iniziato a creare nel 2014 per completerla nel 2022,  un enorme manufatto dalle misure da guinnes dei primati (mt  3,42  x

Il maestro Francesco Carbotti (©Michele Manisi Photography)

3,42), in maiolica robbiana, terracotta invetriata e mosaico bizantino con lustro in metallo in oro zecchino. La scultura è interamente realizzata a mano e in “solitaria” dallo stesso Carbotti, che ha utilizzato varie tecniche artistiche dal bassorilievo all’altorilievo, allo stesso mosaico e per arrivare al fine intarsio a merletto. Sono stati assemblati, con pazienza certosina dall’autore ben  15.424 pezzi,  lavorati ad uno ad uno per ore di lavoro 3.150, con tre fasi di cottura dell’argilla secondaria; a 940° C la fusione e la lucidatura a gran fuoco degli smalti; e a 720°C per il lustro metallico, dove sono stati utilizzati ben 240 grammi di oro 24carati.

Chi come la sottoscritta   ha avuto l’onore di vedere comporre   e crescere questa imponente scultura, sotto le mani del grande Carbotti e averla vista per anni adagiata sul pavimento del suo studio, è stata una vera emozione vederla finalmente  collocata in verticale, ho provato un’emozione unica da sindrome di Stendhal e non credo di essere stata l’unica persona a provare questa sensazione.

In questo stupendo contenitore d’arte, dove queste opere sono in mostra dal 1° maggio,  girando tra preziosità e testimonianze storiche, ci si imbatte nella sala dei preziosi, dove è possibile ammirare la ricca argenteria  settecentesca della Parrocchia (calici, pissidi, ostensori, crocifissi, aspersori…), le corone di oro della Madonna, i suoi pettorali, gli ex-voto più significativi e alcuni vasi sacri che la Parrocchia ha acquistato  e fatto realizzare dalla ditta Ascione di Torre del Greco (Na) per 150° anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata concezione di Maria. Questa sala presto verrà dedicata al munifico mon. Paolo De Nicolò, in quanto oltre a contribuire attivamente all’arricchimento di  questa  collezione, ha sempre dedicato grandissima attenzione a questo ambizioso progetto di don Paolo.

Dopo aver attraversato la sala dei preziosi si giunge alla sala che ospita gli altri due pannelli  scultura di Carbotti,  quelli della “Io sono l’Immacolata Concezione” (Lourdes), iniziati a lavorare nel 2018 e terminati  nel  2022, realizzati in maiolica robbiana, terracotta invetriata, mosaico  persiano, marmi policromi con lustro metallico in oro zecchino e platino. Le dimensioni delle  opere  sono  di mt 2,70 x 2,00. Entrambe realizzate sempre  in “solitaria” dall’architetto ceramista che ha utilizzato varie tecniche artistiche: altorilievo, bassorilievo, mosaico bizantino e intarsi a merletto. Nel primo pannello un Arcangelo Gabriele annunciante, l’intera opera è composta 9.896 pezzi ed è costata ben 2.239 ore di lavoro, impiegati ben 55 g di oro a 24 carati e 25 g di platino, le cornici  sono in marmo rosso di Borgogna e Forrest green.

Nel secondo l’Annunciazione  della Madonna che accoglie l’Arcangelo  Gabriele, stesse dimensioni ma differente il numero dei pezzi che sono 9.422 con ore di lavoro 2.123.  Per il lustro metallico sono stati utilizzati 55 grammi di oro a 24 carati e 25 grammi di platino.

Particolare della Vergine “Io sono l’Immacolata Concezione” (©Michele Manisi Photography)

Infine il quarto  pannello, in cui  è raffigurato San Nicola di Bari, iniziato a modellarlo  nel 2017 e finito nel 2022,  l’opera di  mt 2,42 x 2,42. Anche questa scultura è  realizzata tutta a mano in “solitaria”, anche qui un compendio di varie tecniche artistiche: altorilievo, bassorilievo, questa volta il  mosaico in stile bizantino e intarsio a merletto, il

tutto composto da ben 16.180 pezzi  con tre  fasi di cottura,

Primo piano Arcangelo Gabriele (©Michele Manisi Photography)

rispettivamente:  a 980°C, per la cottura dell’argilla secondaria, a 940°C,  per la fusione e la lucidatura a granfuoco degli smalti, e a 720°C, per la ricopertura con lustro metallico, per la quale sono stati utilizzati 210 g di oro a 24 carati e 25 g di platino, il tutto  ha richiesto ben 3.272 ore di lavoro. Per le cornici è  stato utilizzato marmo lapislazzulo e verde giada.

Viggiano (Pz)  – Arcangelo Gabriele e Io sono l’Immacolata concezione (Lourdes) – (©Michele Manisi Photography)
Queste opere del Carbotti sono solo affidate temporaneamente  a questa importante Collezione privata d’arte, come ha tenuto a specificare don Paolo, curatore di queste sale private  di proprietà del Santuario. Sale che  possono essere visitate  solo dietro previo accordo con la Direzione dello stesso  Santuario.  Per don Paolo realizzare tutto questo è stato molto complicato in quanto  ha  dovuto affrontare un lungo cammino per arrivare al risultato che il primo maggio  abbiamo visto,  « Sento la necessità di ringraziare, – ha detto lo stesso  don Paolo – oltre al Signore e alla Vergine Santissima, i miei Arcivescovi, da mons Appianesi a mons Superbo, a mons Ligorio, che mi hanno dato  piena fiducia nella gestione delle risorse  economiche, ma anche totale libertà nelle decisioni che di volta in volta ho dovuto prendere»
“Bellezza e carità sono i due binari sui quali mi sono sforzato di condurre la vita del nostro Santuario in questi ormai 30 anni di parrocato” ha proseguito  don Paolo e in chiusura ha parlato del  linguaggio della bellezza che è l’unico linguaggio davvero universale, il più corrispondente alle attese del cuore umano, il più “moderno” di tutti e per questo anche il più “cristiano”.

E ovviamente parlando del linguaggio della bellezza non poteva non soffermarsi sulla bellezza delle opere di Carbotti, “un artista delle nuove generazioni che con le sue opere aiuta a percepire l’infinita  bellezza di Dio, l’affascinante mondo dello spirito, dell’invisibile, di Dio, è questa dunque la funzione dell’arte, il suo “nobile ministero”, ieri come oggi: indirizzare le menti a Dio, richiamare con le figure

Viggiano (Pz) – San Nicola di Francesco Carbotti (©Michele Manisi Photography)

alla verità, con le cose terrene a quelle spirituali”.

“Le opere come quelle  di Carbotti – ha detto ancora  don Paolo – aiutano a pregare, e in ciò realizzano appieno lo scopo dell’arte sacra.”
“Questo mondo nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione” ammonivano i Padri del Concilio vaticano II.
Papa Paolo VI proponeva a tutti gli artisti del mondo di tornare a fare pace con la Chiesa, firmando un patto di alleanza.

Il  1°maggio 2024, il nostro caro concittadino, Francesco Carbotti, è stato ringraziato per aver “controfirmato” questo patto  e aver in tal modo contribuito a riportare l’arte sacra al suo “nobile ministero” con le sue monumentali opere in ceramica  che a nostro parere non resteranno per molto tempo in quel di Viggiano ( non ce ne voglia don Paolo. sic!), come non potevano restare a Grottaglie o nella nostra Puglia,  in quanto meritano ribalte di altissimo lignaggio, come per esempio i Musei vaticani, e questo ci è parso di percepire dalle reazioni degli illustri prelati presenti.

Viggiano (Pz)- I soci Anteas in sala con il presidente Cosimo Luccarelli (©Michele Manisi Photography)
Viggiano (Pz) – Le forme dell’Anima (©Michele Manisi Photography)
Viggiano (PZ) – Visitatori estasiati di fronte alla Madonna del Rosario di Carbotti (©Michele Manisi Photography)
Viggiano (Pz) – Le forme dell’Anima ( ©Michele Manisi Photography)
Viggiano (Pz) – Oreste Tombolini- Francesco Carbotti- Gigi Binelli Mantelli (©Michele Manisi Photography)

Condividi

Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

Lascia un commento