Audizione Cittadella Carità, Stellato: ” Modifica della norma per uscire dalla crisi”
Taranto – Corsa contro il tempo per salvare la cittadella della carità di Taranto. La via d’uscita per blindare la struttura sanitaria e salvaguardare i livelli occupazionali potrebbe passare da una modifica all’attuale regolamento regionale, per rimuovere i possibili motivi di decadenza della voltura di autorizzazione per la Cittadella.
La proposta è stata avanzata da Massimiliano Stellato, Consigliere regionale di Italia viva, promotore questa mattina di una audizione congiunta delle commissioni Sanità Lavoro, proprio sulla crisi della Cittadella.

Consigliere regionale Italia viva
Alla seduta sono intervenuti tutti gli attori coinvolti: Fondazione, sindacati, Dipartimento Salute, Task force regionale sull’occupazione e l’azienda interessata a subentrare nella gestione della struttura, Soave sanità.
” La Cittadella – ha dichiarato Stellato – nata dal sogno di mons. Motolese, rappresenta una struttura sociosanitaria storica della città di Taranto che garantisce risposte importanti alla domanda di salute del territorio. Un presidio di cura che va tutelato e rilanciato”.
Il nodo da sciogliere subito è quello di garantire la continuità, con la voltura degli accreditamenti, e il superamento di alcune criticità causa di decadenza dell’autorizzazione, (violazione degli obblighi retributivi e contributivi in capo al cessionario). Un passaggio, questo, condizionato all’accoglimento del concordato richiesto dalla Fondazione Cittadella lo scorso sette maggio.
Profonderò ogni sforzo – ha concluso Stellato – per salvare la Cittadella della Carità. Oggi, dopo l’audizione che ho chiesto con urgenza, abbiamo più chiare la cause della crisi economica della Fondazione. Abbiamo chiesto copia di atti e bilanci, per entrare ancora più in profondità. Ora, con uno sforzo di sintesi tra uffici e volontà politica, possiamo provare ad uscire dalle secche in cui la vicenda si è incagliata. E salvare occupazione, retribuzioni e futuro dello storico avamposto sociosanitario della città”.

