Bonificare il Mar Piccolo significa consegnare alla Città un patrimonio ambientale ed economico
Taranto – Condividere il quadro conoscitivo con i diversi Enti competenti e portatori di interessi locali e acquisire i possibili contributi informativi integrativi. Con questo obiettivo è partito oggi pomeriggio, martedì 4 giugno, il percorso partecipativo che punta alla bonifica del Mar Piccolo per rivitalizzarlo e consegnarlo alla città in tutto il suo splendore e con tutta la sua forza economica legata alla mitilicoltura e all’acquacoltura per traguardare il progetto più ampio di farne un punto centrale della Blue ecomomy.
A illustrare il percorso che si intende intraprendere alla vastissima platea di associazioni e stakeholder che hanno aderito all’iniziativa è stata la prof.ssa Maria Casola del Dipartimento Jonico di UniBa (partner del progetto Calliope) e delegata Terza Missione. Con lei l’altro referente scientifico, il prof. Nicola Fortunato. Presente anche il commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vito Felice Uricchio, e il direttore del Dipartimento Jonico, prof. Paolo Pardolesi, nonché i rappresentanti di Politecnico di Bari, CNR, CONISMA ed ISA primi sottoscrittori del documento presentato in Prefettura lo scorso 17 maggio.
“Cambiare il paradigma di Taranto città dei veleni e parlare di città proiettata verso la transizione giusta”, ha evidenziato il commissario straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio, riprendendo i temi e gli obiettivi del percorso partecipativo. Percorso che, ha spiegato ancora la prof.ssa Casola, vuole definire “una visione condivisa del Mar Piccolo e un terreno comune anche in relazione agli scenari futuri e disegnare un futuro possibile in base a condizioni, esigenze e opportunità individuando linee strategiche d’intervento, assetti e modalità di gestione sostenibili nel futuro per le quali lavorare già nel presente”.
Saranno quattro i workshop, ognuno con una propria tematica e alla quale interverranno i portatori di interesse e i cittadini proprio perché la partecipazione è aperta a tutti. Un vero e proprio laboratorio che, attraverso l’intervento di facilitatori che affiancheranno i tecnici, andrà a fissare le criticità o le priorità per individuare poi a settembre un documento di intenti e, quindi, una strategia comune per la valorizzazione e la tutela del Mar Piccolo.
Perché il primo incontro sulle bonifiche’. “Perché – ha spiegato ancora la prof.ssa Casola – non si può parlare di pesca, turismo sostenibile, agricoltura senza aver risolto la questione ambientale”. Numerosi gli interventi di quanti intervenuti al primo incontro del percorso partecipativo i quali hanno portato suggerimenti e spunti da valutare nei prossimi workshop.

