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La Direzione nazionale antimafia di Francesco Russo*

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Credo che la “claque politica” che da sempre ha sede sotto il palco dove certa Magistratura esercita il proprio “ministerium” debba, seriamente, chiedersi quale significato abbia il gesto compiuto dal Presidente del Consiglio dei Ministri nel presentare una specifica Denuncia relativa all’intervento della Criminalità Organizzata nella gestione delle immigrazioni autorizzate sul territorio italiano, presso la Sede della DNA a Roma. Sicuramente il gesto della presentazione della denuncia alla Direzione Nazionale Antimafia costituisce il segno di una patologia nella funzione della struttura giudiziaria. Un Presidente del Consiglio che tenta, con la presentazione di una Denuncia, di arginare e metter fine ad un fenomeno così grave, dimostra che la DNA non funziona come dovrebbe funzionare, mentre altre strutture dello Stato rilevano l’esistenza di un fenomeno antigiuridico gravissimo, segnalandolo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Non commento l’attuale fermo, sull’argomento, della giostrina mediatica, che la Politica mette in moto ogni qualvolta le famose “risorse” vengono trattenute a bordo di navi battenti questa o quella bandiera, al grido di “violazione dei diritti umani” ma commento il fatto che Gente accolta, in nome dei Diritti Umani, in Italia perché ufficialmente e certificatamente fugge dalle guerre da ogni disumana privazione, offrendo ad essa lavoro e sistemazione, venga cooptata dalla Camorra nella sua terra d’origine. Il traffico funzionerebbe così: imprenditori italiani (in genere agricoltori), nella fattispecie campani, fanno richiesta di mano d’opera estera, all’estero le Autorità preposte a tanto selezionano gli aventi diritto che vengono condotti in Italia per lavorare. Giunti in Italia costoro non vanno a lavorare, ma scompaiono dopo aver pagato, sembra, 15.000 euro a quella gente che avrebbe dovuto collocarli al lavoro. Il fatto è gravissimo ed è due volte grave perché vuol dire che la Camorra gestisce già all’estero questo turpe mercato.
E dico io: ma c’era bisogno di una Denuncia presentata da un Potere dello Stato ad un altro Potere dello Stato che ha la funzione investigativa , per evitare l’ingresso in Italia, questa volta organizzato, di personaggi che magari si scopriranno terroristi? Quis custodiet custodem? Com’era bello quando il Maresciallo dei CC comandante di una Stazione conosceva vita miracoli e morte di tutti “ i suoi assistiti” e di tutti i fatti che accadevano in Paese!
ANCHE PER QUESTO HO SMESSO DI FARE L’AVVOCATO, MA NON HO SMESSO DI ESSERLO!
Francesco Russo
*Illustre avvocato del foro di Napoli
oggi in quiescenza

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Redazione Oraquadra

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