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APERTAMENTE di Francesco Russo* – Europa sì, Europa no e Costituzione italiana

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Il clima del dopo Elezioni apparentemente potrebbe conciliarsi con quello leopardiano de “La quiete dopo la tempesta”, in realtà solo apparentemente , perché a guardar bene siamo all’inizio della Tempesta perfetta. In tutta l’Europa il clima astensionistico che ha caratterizzato il momento del voto e il risultato del voto stesso, ha visto avanzare a macchia d’olio il consenso riportato dalle formazioni conservatrici e sovraniste. Quindi nessuna quiete, bensì nuvole nere di tempesta si addensano su questa Unione Europea, navicella al comando di lobby, soprattutto extraeuropee e poteri finanziari ed economici globalisti che nessun beneficio possono apportare alle Nazioni europee e quindi ai cittadini europei. Sia ben chiaro, però che oggi sarebbe da folli pensare ad una fine della Unione Europea e al ripristino totale delle sovranità nazionali, perché ciò sarebbe pregiudizievole, pernicioso ed innaturale nel sistema  Geopolitico mondiale.

Non sarò certamente il primo a dire, in primis perché non ne avrei l’Autorità mediatica e poi perché altri mediaticamente autorevoli, lo hanno già fatto, che l’Italia è l’unico Paese che ha visto premiato, elettoralmente, il suo Governo che da sempre si definisce conservatore e a volte, quando è necessario, sovranista. Ciò significa che la volontà degli italiani che per il 50% ha praticato l’astensione diffidando della utilità di questo voto e un altro 28/29% ha espresso il consenso al Governo conservatore e quando serve sovranista, la volontà degli italiani, dicevo è decisamente contro questa spregiudicata Unione Europea che di tutti fa gli interessi, fuorché dei suoi cittadini, che non sono, che non possono definirsi, perché mai potranno diventarlo: Popolo Europeo!

Non si può, dunque, sic et simpliciter esclamare :”Usciamo dall’Europa” ma si può ragionevolmente dire facciamo un’Europa diversa!

L’Italia ha la possibilità di essere la capofila dei Paesi Europei nella rifondazione della UE, facendola diventare l’Europa delle Nazioni, lasciando così ad ogni Stato componente la UE il proprio DNA, ognuno diverso dagli altri e che non potrebbe mai fondersi con gli altri in un’ammucchiata innaturale ed antistorica. Perché, dunque, l’Italia? Perché la maggioranza del Popolo italiano ha chiaramente dimostrato con il comportamento elettorale, che è stato una sorta di Referendum atipico, di essere contrario, per non dire ostile a quest’Europa! Ebbene  il risultato del voto e l’astensione sono espressione inequivocabile di informale risultato di un Referendum popolare, massima espressione di Democrazia Diretta.

In che modo potrebbe accadere tutto ciò? È molto semplice!

L’Articolo 75, della Costituzione, che regola l’istituto del Referendum, al secondo comma stabilisce:” Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [81], di amnistia e di indulto [79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [80].” Basterebbe, dunque, ai sensi dell’art. 138 della Costituzione, modificare l’articolo in questione nella parte in cui non ammette il Referendum sulle leggi che autorizzano la ratifica di trattati internazionali, restituendo così al Popolo un mezzo di espressione della Democrazia Diretta, da usare quando è necessario preservare la sovranità in materie essenziali per lo sviluppo e la vita stessa del Popolo Italiano, minacciati da leggi contrarie al DNA del Popolo italiano. La intangibilità di alcuni elementi essenziali e precipui necessari alla sopravvivenza del Popolo Italiano verrebbero così salvaguardati dall’aggressione, incontrollata ed incontrollabile di interessi sovranazionali. Naturalmente il problema della modifica dell’Art.75 è un problema de jure condendo, ma è un problema che si può risolvere, se solo certi poteri dello Stato, posti a salvaguardia e a tutela di interessi  estranei all’Italia non mettessero il bastone tra le ruote.

Francesco Russo
*Illustre avvocato del foro di Napoli
oggi in quiescenza

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Redazione Oraquadra

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