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“Verso il 2027: il ruolo dell’Italia nello sviluppo della politica agricola comune” l’intervento del Presidente della BCC di San Marzano Emanuele di Palma

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Al panel  Forum in Masseria di Bruno Vespa a Manduria “𝗩𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟳: il ruolo dell’Italia 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲”ha partecipano il presidente Emanuele Di Palma insieme al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, al Presidente Assoenologi, Riccardo Cotarella, al Presidente e Amministratore Delega Philip Morris Italy, Marco Hannappel, al Presidente Coldiretti, Ettore Prandini, al Direttore Generale Ispra, Maria Siclari.

Manduria (Ta) – Di Palma nel suo primo intervento ha detto che “le BCC nascono dalle Casse rurali e artigiane. Le imprese agricole sono parte della nostra storia. Il mondo del Credito Cooperativo è sempre stato attento alle esigenze ed alle specificità del comparto primario e intende continuare a rivestire tale ruolo, conscio dell’importanza dell’agricoltura quale custode della biodiversità e del territorio che viviamo (in ottica ESG). Basti pensare che la quota di prestiti che le banche italiane concedono alle imprese operanti nell’agricoltura sul totale dei prestiti alle imprese sia attesta intorno al 5%. Nel Credito Cooperativo, il 22,9% del totale dei crediti erogati è destinato all’agricoltura con una presenza diretta e capillare di 222 BCC in oltre 2.500 Comuni italiani e in 740 comuni come unica presenza bancaria. In Puglia in particolare oltre 400 milioni di euro degli impieghi delle BCC sono destinati alle imprese agricole.

Il ministro Lollobrigida con il presidente Di Palma

Modernizzazione e Sostenibilità: le sfide del settore a cui rispondere con una logica di sistema.
È sul fronte della sostenibilità e della modernizzazione che le aziende agricole fronteggiano le sfide più complesse, considerando che il settore si compone prevalentemente di imprese di piccola e piccolissima dimensione. Uno degli aspetti più complessi da gestire è l’effetto che i cambiamenti climatici hanno sulla stabilità delle colture (es. alluvioni e siccità). Tra gli strumenti disponibili figurano le polizze assicurative, purtroppo ancora non sufficientemente diffuse. Oltre alle difficoltà connesse con il rischio fisico il settore deve fronteggiare rischi di transizione, generati dalle politiche di contrasto al cambiamento climatico. In Italia, l’agricoltura contribuisce al 10 per cento del totale delle emissioni lorde di gas a effetto serra. Sebbene si tratti di un valore più basso rispetto alla media europea, il lavoro da fare per la riduzione delle emissioni è importante. L’altro tema riguarda la ricerca e l’innovazione, la digitalizzazione, l’accesso ai mercati esteri, il passaggio generazionale come anche il supporto alle nuove generazioni che avviano nuove attività imprenditoriali in agricoltura. Le istituzioni, gli istituti di credito, le associazioni di categoria insieme alle istituzioni e al sistema bancario possono svolgere un ruolo importante in questo contesto, promuovendo ad esempio progetti d’investimento in tecnologie sostenibili, processi di standardizzazione e di raccolta dati che aiutino le imprese a misurare e ridurre la propria “impronta ambientale”, iniziative che agevolino il dialogo con le banche in primis di formazione e consulenza.”
Al secondo giro  su la Visone e Azione Sistemica ha concluso dicendo : “Con gli agricoltori possiamo salvare il mondo” ha detto Ursula von der Leyen. «Si tratta di sostenere i produttori – ha concluso telegraficamente Di Palma – con una politica di sistema, dove ogni attore (a partire dal settore bancario) deve fare la propria parte, in una logica di rete pubblico/privato con un orientamento di sostegno e di accompagnamento che riconosce pienamente il valore sistemico dell’agricoltura nell’ambito della bioeconomia circolare, il suo potenziale rigenerativo e di catalizzatore del cambiamento.»


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Redazione Oraquadra

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