Una serata da incorniciare, quella dedicata a Walter Chiari e al prete-brigante Ciro Annicchiarico
Altamura (Ba) – Nell’ambito del progetto “Grandi anniversari” si è svolto ieri sera, 11 luglio, nell’indomita città “leonessa di Puglia”, l’ottavo appuntamento promosso dal “Club Federiciano” di Altamura. Lo storico grottagliese Rosario Quaranta ha subito catturato l’attenzione del numeroso pubblico presente al Cine Village “Mangiatordi”, ripercorrendo le tappe principali della vita del grande attore e del suo celebre antenato. A fare gli onori di casa la nota scrittrice Bianca Tragni, già docente di Storia e Filosofia e dirigente scolastica nei licei, giornalista, autrice di numerosi servizi e reportage sulla Puglia e sul Meridione.
La preside Tragni, che è anche presidente del “Club Federiciano”, ha ammaliato il pubblico presente con la forza esplosiva e coinvolgente della sua dialettica. Così ha esordito il professor Quaranta, anche lui ex dirigente scolastico: «Come è noto ricorre quest’anno il centenario della nascita dell’indimenticabile Walter Chiari (Verona 1924-Milano 1991) e diverse manifestazioni si svolgono in tutta Italia per commemorarlo. Suo padre Carmelo nacque a Grottaglie; fece parte delle Forze dell’Ordine e si trasferì al Nord con la moglie Vincenza Tedesco, originaria di Andria e maestra elementare.
A Walter Chiari, attore e comico straordinario, protagonista di una vita movimentata, ho voluto accostare l’altrettanto famoso brigante preunitario don Ciro Annicchiarico, un’altra figura emblematica, discussa e avventurosa». Il professor Quaranta ha ricordato l’amore e l’attaccamento di Walter Chiari per la terra dei suoi avi e, in particolare, l’umile e nobile gesto pubblicamente manifestato nello spettacolo che si svolse a Grottaglie il 30 agosto del 1991, pochi mesi prima della sua morte. «Superando talune diffidenze e incomprensioni, Chiari (all’anagrafe Walter Michele Armando Annicchiarico) professò “coram populo” sul palco il suo sentimento di amore vero nei confronti di Grottaglie. Si tolse le scarpe, toccando così la sua terra natìa, in segno di rispetto e di riconoscenza».
Il professor Quaranta, accompagnato ad Altamura dalla moglie Rosaria e dai figli Francesco Paolo e Annamaria, ha raccontato diversi aneddoti e anche di aver scambiato quattro chiacchiere, in quel lontano 1991, con il celebre attore. «Era seduto, solo e meditabondo, su alcuni gradini, nel “Quartiere delle ceramiche”. Gradì molto il dono che gli feci del mio primo volume sul “Prete Brigante”, al punto che i suoi occhi si inumidirono. Mi confidò che suo padre Carmelo spesso gli aveva parlato del leggendario e mitico brigante». Nel 2005 il professor Quaranta ha pubblicato una seconda monografia dal titolo “La vera storia del Prete Brigante don Ciro Annicchiarico (1775-1818)”, Edizioni del Grifo, Lecce, un corposo volume presentato il 16 febbraio del 2006 al teatro “Monticello” di Grottaglie, alla presenza dell’allora sindaco Raffaele Bagnardi, dello scrittore Raffaele Nigro e del professore Mario Spedicato dell’Università di Lecce, direttore della rivista «L’Idomeneo».
Al termine dell’intervento del professor Quaranta è stato proiettato il film “Giovedì” (1963, regia di Dino Risi), un’amara commedia nella quale Chiari interpreta un papà un po’ scavezzacollo che si riconcilia con il suo figlioletto. Ricordiamo a Chiari l’Amministrazione comunale di Grottaglie (Delibera di Giunta n. 45 del 2 febbraio del 2006, con relazione dell’allora vicesindaco Francesco Donatelli), ha dedicato un largo nella zona “Piana degli Ulivi” (167/sud). L’iniziativa fu fortemente voluta dall’attore e regista grottagliese Alfredo Traversa e vide la presenza del figlio di Chiari, Simone Annicchiarico.
Il 6 e 7 agosto, nel centro storico di Grottaglie, nell’ambito della kermesse enogastronomica “Orecchiette nelle ‘nchiosce”, Alfredo Traversa farà un omaggio a Chiari, proponendo alcuni degli sketch più belli del comico, come ad esempio quello del “Sarchiapone”, l’animale immaginario che ha pure trovato forma in un manufatto dei ceramisti Francesco Annicchiarico e Stefano Monteforte.
Francesco Occhibianco

