Massima solidarietà alla dottoressa Anna De Florio, presidente Melucci dimettiti!
Taranto – Fa male leggere le parole espresse dalla dottoressa Anna De Florio, Garante dei disabili in Provincia di Taranto, nella sua lettera chiara e puntuale indirizzata al Presidente della Provincia Rinaldo Melucci. Quest’ultimo, alla luce di quanto raccontato e denunciato con garbo ed educazione l’ormai ex Garante, nella sua nota di risposta avrebbe dovuto usare toni più sereni e rispettosi, così come avviene nelle società civili. Melucci, piuttosto che scusarsi, tira in ballo fantasiose orchestrazioni di oppositori politici, intorbida le acque e non fa un mea culpa. Stando a quanto si legge nella lettera con cui la dottoressa De Florio comunica le sue dimissioni, l’Amministrazione provinciale ha mostrato scarsa attenzione verso coloro che vivono in condizioni di fragilità e che nella loro quotidianità devono affrontare ostacoli insormontabili, insieme alle loro famiglie che fanno mille sacrifici per sostenerli, sacrificando la loro stessa vita.
Si dovrebbero creare le condizioni affinché queste persone non si sentano trattate come individui di categoria B: che vuoi che sia un parco giochi che non consente ai bambini con disabilità di giocare!
Non funziona così, caro presidente, la disabilità non è diversità, significa avere altre abilità, significa capire quanto siamo fortunati, capire quanta forza ti dà la vita in certe situazioni, ma significa anche intercettare tutti i fondi che le leggi, soprattutto quelle europee oltre che nazionali, ci consentono di utilizzare passando dall’ascolto dei destinatari e delle loro famiglie. Non si può ridurre tutto al mettere in campo appalti senza avere un disegno di insieme, senza avere attenzione anche nella costruzione di un parco giochi, senza sentire i diretti interessati, come ha tentato di fare la dottoressa De Florio. “Nessuno deve rimanere indietro” non deve e non doveva essere solo uno slogan politico per raccogliere voti in più, ma si deve concretizzare in una politica dei fatti, ciò che manca sia a livello comunale che a livello provinciale .
Caro presidente, una società civile si può dire tale quando crea le condizioni giuste per vivere una vita dignitosa e questo al di là del colore politico, significa ascoltare le famiglie che vivono la disabilità di un proprio congiunto ogni giorno, che si affannano per cercare tutte le risorse, che rinunciano alla loro vita proprio a causa della disabilità. Non dare spazio a queste persone e soprattutto a coloro che le rappresentano, non dare spazio a coloro che gratuitamente intercettano bisogni e creano momenti di riflessione e cercano di affrontare i problemi significa non avere ben chiaro il senso del proprio impegno politico ed istituzionale e, dunque, non saper amministrare.
Vanno rispettati i diritti di tutti e si ricordi, presidente, che non ci sono diritti di serie A e di serie B né ci si può mettere soltanto stellette e gradi per aver fatto qualcosa che poi non giova a nessuno, se poi le opere appaltate non rispondono alle reali esigenze di coloro che ne sono i destinatari. Ho conosciuto la dottoressa De Florio – durante il brevissimo periodo in cui ho rivestito il ruolo di assessore ai Servizi sociali bruscamente interrotto per assecondare gli appetiti politici di altri consiglieri -, comprendo la sua amarezza, ma le chiedo di ritirare le dimissioni perché ha dimostrato sempre grande attenzione e sensibilità al tema. Potrà continuare a fare bene solo se le verrà consentito, caro presidente. Altrimenti meglio le dimissioni , ma le sue, presidente: se non si ha la sensibilità giusta per difendere le persone con disabilità e le loro famiglie.
Avv. Luana Riso
Segreteria provinciale PD

