“Eleonora Duse Il mito di una dea” di Autori Vari
L’analisi saggistica di alcuni aspetti inediti e innovativi della vita di Eleonora Duse a cento anni dalla morte della Divina
di Gianluigi Chiaserotti
Eleonora Duse il mito di una Dea, con prefazione e coordinamento scientifico di Stefania Romito (pagg. 166, Collana Nuovo Rinascimento Milano – Passerino Editore, 2024) è un saggio collettaneo di Vari studiosi in occasione del primo centenario della scomparsa di Eleonora Duse (1858-1924).
La pubblicazione fa parte del Progetto Scientifico Internazionale “Duse Centenario”.
Il saggio parte dall’idea che il Lago Maggiore rappresenta “un luogo dell’anima” per Eleonora Duse, che fu ospite illustre a Villa Ada, una dimora edificata nel 1866 e appartenuta alla famiglia Troubetzkoy, ove ella amava rifugiarsi nei momenti in cui era lontana dalle scene.
Dopo un’ampia e articolata introduzione della scrittrice, giornalista, saggista Stefania Romito, in cui si pongono in risalto i nobili motivi della pubblicazione e vengono elencati i saggisti partecipanti, la pubblicazione stessa si articola nei vari aspetti della vita della “Divina”.
Il volume, negli ambiti di ricerca e al fine di indagare la grandezza della Duse, prima e unica vera attrice del teatro moderno, la quale supera l’enfasi ottocentesca, analizza delle prospettive innovative appunto sulla grande attrice.
Ed ecco la relazione affettiva tra la Duse e il filosofo Angelo Conti; la divina osservata dall’occhio drammaturgico del regista Gerardo Guerrieri; l’amore mancato per Luigi Pirandello, quindi i suoi due grandi amori per Arrigo Boito (a cui la Romito ha dedicato un pregevole saggio, Eleonora Duse. Il primo amore, che ho qui recensito) e Gabriele d’Annunzio; l’analisi della particolare arte recitativa dusiana; la poetica della gestualità; l’esclusivo rapporto tra la Divina e la scrittrice Matilde Serao, componente del cosiddetto “Cenacolo dannunziano” ubicato nel Convento, di proprietà del pittore Michetti, sulla soave collina di Francavilla al Mare; il rapporto della Nostra con l’arte pittorica.
Ogni saggio potrebbe essere pubblicato a sé stante per la precisione, la competenza e la passione che ciascun saggista (docenti, artisti, storici e letterati) ha impresso nel suo scritto.
Questo lavoro è un progetto multidisciplinare e internazionale che, partendo dalla calma e dalla quiete del Lago Maggiore, vuole arrivare a creare un obiettivo di un asse culturale tra l’Italia, la Svizzera, l’Albania e, perché no, l’Inghilterra e gli Stati Uniti d’America (la nostra protagonista morì il 21 aprile 1924 a Pittsburgh).
Concludo con le bellissime parole di Stefania Romito, persona unica, poste nell’introduzione:
«Un lavoro composito dedicato a una donna che ha saputo trasformare la propria esistenza in un’opera teatrale interpretando con tragica passionalità i capolavori dei grandi drammaturghi nazionali e internazionali. Per Eleonora Duse il teatro non è soltanto una professione, ma costituisce una sublime ed estatica forma d’amore. La vera essenza della vita stessa».
E il dilemma “Letteratura e vita”, qui c’è?
Credo proprio di sì.

