Divampano le fiamme nella provincia di Taranto, le responsabilità, in corso di accertamento, sono verosimilmente dolose
Coinvolte la città nel quartiere di San Vito-Lama, Grottaglie e la Marina di Pulsano, dove un incendio di vaste proporzioni riporta alla mente i ricordi drammatici del giugno 2001
Taranto – Come Segreteria Provinciale esprimiamo piena solidarietà agli abitanti delle aree colpite, certi che questo evento tragico riguardi profondamente tutte e tutti noi, consapevoli che sia un dovere degli
organi di governo, a tutti i livelli politici e amministrativi, attivare strategie concrete che mirino a tutelare il verde urbano ed extra urbano, pubblico e privato, con un’azione capillare non solo di controllo, ma anche di pianificazione strategica ed educazione alla tutela dell’ambiente.
A giugno il Parlamento europeo ha approvato la legge sul ripristino della natura che fisserà, per la prima volta in assoluto, obiettivi vincolanti per ripristinare gli ecosistemi, gli habitat e le specie (comprese le aree agricole e urbane). Il dato emerso dagli studi dell’Agenzia Europea
dell’Ambiente rivela che l’81 % degli ambienti naturali europei mostra uno stato di conservazione inadeguato. Sarà determinante che questi indirizzi vengano acquisiti al più presto dai Paesi dell’UE e che, come territorio, si faccia sempre di più per essere al passo con le linee guida virtuose che l’Europa ci indica.
Il territorio tarantino si distingue negativamente per i dati sul consumo di suolo. In particolare, nella città di Taranto il dato risulta essere tre volte superiore alla media nazionale, cinque volte superiore a quella europea (fonte Ispra), nonostante la crescita dello spopolamento sia costante (fonte Istat). Eppure, gli interessi speculativi di pochi, a discapito dell’interesse della comunità, guardano ancora con bramosia a quelle aree di terreno non edificate (su tutti, per cronaca recente, il Comparto 32 e i lotti interclusi), in una città che si spopola, i cui quartieri invecchiano anagraficamente e strutturalmente, dove il verde e il blu pubblici sono fortemente penalizzati.
Risulta quanto mai urgente pensare a politiche di riqualificazione e riutilizzo piuttosto che di ulteriore consumo di suolo e ad azioni ulteriori di abbattimento dei fattori che concorrono all’incremento del surriscaldamento globale. In un’area geografica come la nostra, che tende alla desertificazione, anche un solo albero, anche un solo fazzoletto di terra, risulterà vitale.
Una pineta che brucia diventa un monito, perché ci obbliga a ragionare su un sistema più complesso, che è il Pianeta che ci ospita, e su come ci stiamo adoperando per tutelarlo.
Possiamo avere a cuore le sorti del pianeta, se non abbiamo a cuore la vita e la sopravvivenza anche di un solo albero?
Francesca Razzato
Resp.le Sviluppo Strategico e Innovazione PD Provinciale Taranto

