APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – L’Uva Noscia! ma di chi?
Grottaglie (Ta) – La due giorni della festa dell’uva è andata alla grande, piazza Regina Margherita stracolma di gente per partecipare all’evento che stando al titolo doveva promuovere l’uva locale, le produzioni dei coltivatori grottagliesi, non a caso l’evento, al suo secondo appuntamento si titolava “L’Uva Noscia – la Festa dell’uva di Grottaglie”.
Ovviamente organizzazione ad ok, la gente si è divertita tantissimo, ha ballato, ha imparato a fare le orecchiette, ha potuto prendere dalle circa 7 postazioni il cestino con circa 300 grammi di uva, divisa in racioppi. Tutti hanno plaudito alla riuscita dell’evento e ora ci si prepara alla kermesse gastronomica della più collaudata “Orecchiette nelle ‘nchiosce”. Ma a costo di essere la solita mente libera, l’avvocato del diavolo che ragiona sui fatti e cerca di trarne una lezione, prima di tutto per me stessa, una cosa la devo scrivere perché mi sta in punta di tastiera, anche a costo di perdere il piccolo contributo promesso a questo giornale per lo spazio dedicato con la pubblicità di banner relativi all’evento UVA NOSCIA.
Lo so benissimo che questo mio voler dire con schiettezza la verità attraverso analisi oneste della realtà, mi rende “inaffidabile”, tant’è vero che quando hanno bisogno di giornalisti per coordinare le serate o presentare libri, non vengono, giustamente (lo riconosco sic!) mai a chiamare la sottoscritta, “tristemente” nota per la mancanza di peli sulla lingua e perché anche mai leccasuole di chi la potrebbe portare in auge, non fa parte del mio stile, governato da sempre da un’onestà intellettuale che mi ha contraddistinto in 40 anni di professione di giornalista libera ed indipendente.
Ma veniamo all’appunto che mi sta, come già scritto, in punta di tastiera: da decenni Grottaglie ha il primato di produttrice di uva da tavola, dove però l’hanno sempre fatta da padrone i soliti baresi e i napoletani (questi ultimi dagli assegni spesso risultati cabriolet), ma se cercate il nome di Grottaglie sulla cassette e cestelli che contengono i bellissimi grappoli d’uva resterete delusi, Grottaglie non compare e quindi anche nella kermesse dedicata a questo dolce frutto, il grande assente è il marchio “Uva da tavola di Grottaglie”, nemmeno uno dei produttori del nostro territorio era presente alla manifestazione UVA NOSCIA, i padroni sono stati due imprenditori baresi, stramilionari che comprano la nostra uva a 90 centesimi quando va bene!, per poi rivenderla sui mercati nazionali ed internazionali a peso d’oro.
E noi a Grottaglie che facciamo? prendiamo in giro la gente con la festa dell’ UVA NOSCIA, ma che non risulta da nessuna parte come marchio d’origine. Infatti in piazza regina Margherita nei due giorni di festa campeggiavano roll up e striscioni
di Giuliano e Giacovelli srl, con buona pace dei tantissimi produttori grottagliesi che ormai allo stremo, molti stanno cedendo i loro vigneti a questi imprenditori che pagano spesso a prezzi stracciati l’uva (90centesimi al kg quella senza semi, l’altra con i semi a molto meno ), un prezzo che a malapena li fa rientrare nelle spese per poi alla fine molti di costoro stanno cedendo vendonsi “i tendoni”/ gli ettari di vigneti di uva da tavola.
Quindi concludendo: l’UVA NOSCIA di chi? Il Centro per l’agricoltura che doveva dare slancio al settore dell’uva da tavola, renderla competitiva sui mercati nazionali ed internazionali, sappiamo che fine ha fatto, grazie a politici che ormai l’abbiamo capito, brillano per incapacità e pronti a vendersi al migliore offerente. Il tutto con buona pace della nostra economia locale, dove il mercato dell’uva da tavola aveva una bella fetta di PIL cittadino.
Toc toc!!! politica sana al servizio della collettività e dello sviluppo locale dove sei?
PS: ovviamente io sono solo una semplice giornalista, con il dono prezioso del dubbio, sicuramente gente del “mestiere”, coltivatore diretto di uva da tavola, potrà raccontare meglio di me questa storia triste, io sono a disposizione con tutta la redazione.


