Accade in PugliaAssociazionismoCinemaCronacaCultura&ArtePRIMO PIANOQuiArteSpettacoloTaranto & ProvinciaTeatro

“Bbell’amori”, un film di Gaspare Mastro

Condividi

 Alla fine, come sempre, prevale l’amore, nella sua essenza e nelle sue molteplici forme. «Omnia vincit amor», si legge nelle “Bucoliche” di Virgilio

Grottaglie (Ta) –E così accade anche nel film Bbell’amoridi Gaspare Mastro, artista poliedrico e versatile, originario di Grottaglie: la pellicola sarà proiettata in anteprima il prossimo 25 settembre nella sala teatro del Carmine.

All’“avant-première” ci sarà, come ospite d’onore, l’arcivescovo metropolita di Taranto monsignor Ciro Miniero, accompagnato dal parroco don Ciro Santopietro. È l’occasione propizia per il presule originario di Napoli di conoscere e apprezzare la realtà dinamica di una parrocchia che ha tanta volontà e voglia di fare “gruppo”.

«Il ricavato del film, che sarà proiettato secondo un calendario fitto di appuntamenti (il 4,5,6 ottobre e ancora l’11,12 e 13 ottobre. I biglietti sono disponibili presso la cartoleria “Gretel”, in via Calò), andrà in beneficenza», afferma il regista: decoratore ceramico, ma soprattutto pittore, autore degli scorci di Grottaglie visti e vissuti a partire dagli anni Sessanta, Gaspare Mastro, classe 1956, può essere considerato un epigono di Ciro Fanigliulo (1881-1968) e di Annibale Arces (1912-1994). Con quest’ultimo, in particolare, ha avuto la fortuna di uscire insieme “en plein air”, come racconta in una bella testimonianza pubblicata sul catalogo “Pittori del XX secolo. La scuola di Grottaglie: Annibale Arces” (a cura di Daniela De Vincentis, 2004, pp. 67-68). «Sono innamorato del “vedutismo” romano, della “Scuola di Posillipo” e del barlettano Giuseppe De Nittis». Il suo sguardo si fa nostalgico e si posa sulla Grottaglie di un tempo, sulle scene quotidiane di vita domestica e su quelle campestri del lavoro negli uliveti e nei vigneti; una pennellata tutta sua, inconfondibile, che riempie le tele di ricordi e di poesia.

Ma oltre a dipingere, l’artista (che ha curato le illustrazioni di diversi volumi sulle tradizioni popolari) scrive commedie in vernacolo grottagliese: «Lo scorso mese di maggio abbiamo presentato “L’amanti ti maritima”». E proprio quest’ultima fatica teatrale (come quella dal titolo L’uecchi ti luci del 2019, poi diventata un film) ha ispirato il lungometraggio (della durata di un’ora e cinque minuti)Bbell’amori, un altro tributo alla sua città. «Ogni storia», spiega, «è una toccata e fuga e mi piace prendere gli attori anche dalla strada». Mastro adotta il “metodo Stanislavskij”: personaggi e interpreti finiscono per fondersi, per riconoscersi, per completarsi.

«Le vicende che ruotano e si intrecciano sono state tutte girate nel centro storico. Grottaglie è la città del mio cuore. In una poesia scrivo: “Intra nnà nchioscia ti via Lupoli sò natu/e ddà l’infanzia mea agghiù passatu/Dopu l’arcu, nna tecina ti famigli javitavunu,/ e quasi tutti a llù stessu livellu sociali stavunu/Ognet’unu lu pareti sua si ncascinava/e la strata a ccì s’acchiava la pulizzava”. Per Grottaglie, ormai lo sanno tutti, provo un profondo sentimento filiale; sono un inguaribile romantico. Per questo non l’ho mai lasciata, non l’ho mai “tradita”, anche se ho avuto delle allettanti proposte lavorative “extra moenia”. Persino quando faccio una mostra lontano da Grottaglie, non vedo l’ora di ritornare a casa. Se vivessi in un’altra città», ammette Mastro, «ne soffrirei tantissimo, come ho scritto in una poesia. Nel componimento che ho citato in precedenza», aggiunge Mastro, «ricordavo quando ci si sedeva davanti all’uscio e gli anziani si trasformavano in cantastorie. Con il vicinato si condivideva davvero tutto, si vivevano insieme le gioie e i dolori: “Li bbelli mumienti inziemi vinevunu vissuti/ma puri nziemi li tuluri vinevunu chianciuti”. Era, insomma, una famiglia allargata (“Comu l’acqua sali, cà llu stessu piattu si manciava/ e tra nui nisciunu si schifava”). Mi anima il desiderio di far rivivere sul cavalletto (e anche sul grande schermo) quei frammenti di felicità perduta, ma certamente non dimenticata, che nessuno potrà mai portarmi via, perché sono rimasti scolpiti nella mia mente, li conservo tutti nel mio cuore. C’è il santuario di san Francesco de Geronimo; ci sono le stradine e i vicoli (‘nchiosce) del borgo antico: uno dei miei obiettivi è quello valorizzare il centro storico e di farlo conoscere alle nuove generazioni, che possono e devono, se lo vogliono, appassionarsi alla propria terra, anche se vivono altrove. L’altro scopo è quello di far emergere nelle mie storie la bontà, la nobiltà d’animo, l’umanità».

Il “Gruppo teatro Carmine” è stato fondato nel 1996 e nel corso degli anni è stato incoraggiato dai sacerdoti che si sono avvicendati alla guida alla parrocchia: don Cosimo Occhibianco, don Pinuccio Cagnazzo, don Pasquale Laporta e don Ciro Santopietro. Entrare nell’atelier del pittore Mastro, in via Giacomo Pignatelli, 2 (vicino alla chiesa del Carmine), è come fare un tuffo nel passato; alle pareti i dipinti sono tanti tasselli che ricostruiscono la nostra memoria, ci regalano un “piccolo mondo antico” fatto di semplicità, di genuinità, di nessuna pretesa, di semplici corone di pomodori appese, del braciere (la cosiddetta “fracera”) acceso, dei lavori a maglia, delle oleografie dei santi (in particolare sant’Antonio da Padova) che si appendevano nelle stanze.

Nel 2023 il pittore ha donato al Comune 16 dipinti a olio su tavola (esposti nelle sale museali del castello episcopio “Giacomo D’Atri”) che raffigurano l’antico ciclo di produzione della ceramica, che avveniva nelle fornaci delle botteghe ubicate nel pittoresco e suggestivo “Quartiere” di via Crispi.

Francesco Occhibianco

LE COMMEDIE DI GASPARE MASTRO: 1. “Natali allu spizziu” (cinema Vittoria, 18 dicembre 1996); 2. “A casa di don Pascali” (cinema Vittoria, 25 marzo 1998); 3. “Bbelli tiempi” (teatro Monticello, 6 marzo 1999); 4. “Ci vué criti criti” (auditorium Liceo Artistico, 3 giugno 2000); 5. “Tutti a casa mea” (sala teatro Carmine, 14 marzo 2001); 6. “La bbona strata” (auditorium liceo Artistico, 15 marzo 2003); 7. “Lu spizziu”(teatro Monticello, 11 dicembre 2005); 8. “Cc’è cafeu” (teatro Monticello, 3 giugno 2007); 9. “Bbelli tiempi” (teatro Monticello, 24 aprile 2009); 10. “La sacristia” (teatro Monticello, 13 novembre 2010); 11. “La capu è nnu spuegghiu ti cipodda” (teatro Monticello, 23 marzo 2012); 12. “Tutti a mare” (teatro Monticello, 4 aprile 2013); 13. “La miticina ggiusta” (teatro Monticello, 4 aprile 2014); 14. “Lu condominiu” (teatro Monticello, 13 marzo 2015); 15. “Senza nisciunu ‘ntaressi” (teatro Monticello, 15 aprile 2016); 16. “Non c’eti comu a nui” (teatro Monticello, 28 aprile 2017); 17. “La chiazza cuperta” (teatro Monticello, 14 dicembre 2018); 18. “L’uecchi ti luci” (teatro Monticello, 22 novembre 2019); 19. “La scatla parlanti” (teatro Monticello, 22 aprile 2023); 20 “L’amanti di maritima” (teatro Monticello, 20 aprile 2024).

I LIBRI ILLUSTRATI DA GASPARE MASTRO: 1. “Grottaglie di una volta. Grottaglie di sempre”, testi di Rosario Quaranta, 1990; 2. “Un prete brigante” di Rosario Quaranta, 1991 (la copertina del testo); 3. “Per le strade di Grottaglie” (Ppi li strati tli Vurtagghj), con Pietro Pierri, 1996; 4. “La vera storia del Prete Brigante Don Ciro Annicchiarico (1775-1818)”, di Rosario Quaranta, 2005 (la copertina del testo); 5. “Antichi mestieri nella Puglia della prima metà del ‘900” di Antonio Provveduto, 2006; 6. “Grottaglie, profili di vita e poesie del passato”, testi di Cosimo Luccarelli, 2007; 7. “L’arte del fare” nel ricordo degli antichi mestieri (pi lli strati e lli nchiosci tli Vurtagghji)”, testi di Cosimo Luccarelli, 2009; 8. “C’era una volta”. Racconti, ricordi e suggestioni…nella memoria del cuore”, tavole e filastrocche di Gaspare Mastro; testi di Cosimo Luccarelli, 2012; 9. “Li schiechi ti nna vota”, testo di don Cosimo Occhibianco (con illustrazioni di Gaspare Mastro, Gennaro Orazio e Pasquale Urso), 2012; 10. “Simboli e suoni del sacro”. La devozione popolare nelle processioni “a lli Vurtagghji”, testi di Cosimo Luccarelli (presentazione di S.E. Monsignor Salvatore Ligorio), 2013; 11. “Poesie sul cavalletto”, 2014; 12. “Lo scrigno dei ricordi” di Lucio Tilli; 13. “Radici. La ceramica di Grottaglie nel viaggio di Gaspare Mastro”, 2022.

Francesco Occhibianco

 


Condividi

Lascia un commento