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M5S Taranto: Riavvio dell’AFO1? Una ripartenza mortale!

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Taranto – Ma davvero ci si può entusiasmare per l’accensione di un altoforno che, in una città come Taranto, definita dall’ ONU “Terra di sacrificio”, contribuirà, inevitabilmente, ad aggravare le già pessime condizioni di salute di un’intera Comunità a causa delle emissioni inquinanti derivanti dalla produzione a carbone?
Lo chiediamo al ministro Adolfo Urso che, annunciando il suo arrivo nello stabilimento siderurgico il prossimo 15 ottobre, mostra quasi una sorta di fierezza nel compiere un gesto, a nostro avviso abominevole: sarà infatti lui personalmente a dare il via, almeno simbolicamente, al riavvio della produzione dell’altoforno 1, che segue quella dell’AFO 4. Una ripartenza mortale, per le donne, gli uomini e i bambini di questa Città. E invece, paradossalmente, sembra l’annuncio in pompa magna di una festa, una cerimonia che, in realtà, prevede sì un banchetto, quello che rappresenta il profitto sconsiderato e gli interessi di quanti sotto il ricatto occupazionali saranno costretti a partecipare.  Un altare sacrificale, sul quale ancora una volta vengono immolate le vite dei Tarantini! Tutto questo in barba alle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, violando la condanna ufficiale inflitta allo Stato Italiano da parte della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) e contro ogni sacrosanto diritto sancito dalla nostra Carta Costituzionale, a tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro dignitoso.
Proprio nelle ultime ore, il MoVimento 5 Stelle attraverso un’interrogazione alla Commissione Europea, ha rivolto un appello al Governo affinché rispetti la sentenza della Corte di Giustizia Europea in merito alle procedure per il rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), che non può essere ignorata. È opportuno e quanto mai necessario monitorare con attenzione su procedure di questo tipo, assolutamente inaccettabili, come un progetto che continua a puntare ancora sul fossile, in netto contrasto con i principi del Green Deal.
Appena la scorsa settimana, abbiamo depositato un’interrogazione allo stesso Ministro Urso, in merito alla notizia  del possibile insediamento di una nave rigassificatrice nelle acque del porto di Taranto, ipotesi scellerata che contribuirebbe a maltrattare senza sosta le condizioni ambientali e di salute pubblica di una città già fortemente provata in tal senso e notoriamente martoriata dalla concentrazione di più fonti di rischio per la salute dei suoi abitanti (ex-Ilva, Eni, Base Navale Nato, ecc). Questo si chiama accanimento! Non ci sorprende, ormai, il silenzio-assenso delle altre forze politiche del territorio che, invece, dovrebbero battersi per il benessere della propria gente al di là delle appartenenze di bandiera, ma noi continueremo a restare dalla Parte Giusta e non arretreremo di un passo, lottando con tutti i mezzi a nostra disposizione per far arrivare ovunque l’urlo di dolore dei Tarantini, che ancora in troppi non vogliono ascoltare. Uniamoci per dire No alla riaccensione degli altiforni e per un Sì alla riconversione del territorio.

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Redazione Oraquadra

Oraquadra è una testata giornalistica on-line, fondata dalla giornalista Lilli D'Amicis (Arcangela Chimenti D'Amicis), con autorizzazione n.808 del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.Oraquadra.info è ospitato sui server di VHosting.itForo competente: TarantoEditore: Arcangela Chimenti D'AmicisDirettore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'AmicisLegal Advisor: avv. Michela TomboliniFVproductions (Mario Perrone)Redazione: oraquadraredazione@libero.itWhatsApp 3348331312

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