Riavvio Afo1, Stellato: “Niente enfasi. Obiettivo è la decarbonizzazione”
“Il riavvio dell’altoforno 1 in programma domani pomeriggio ad Acciaierie d’Italia, col ministro Urso, è una priorità per l’azienda ma – in questi termini ed alle attuali condizioni – non lo è per la città
E il Sindaco di Taranto fa bene a non prendere parte a questo tipo di evento.
Comprendiamo le ragioni della produzione, ma l’obiettivo a cui tutti dobbiamo tendere, senza divisioni di sorta, è una fabbrica che non sia più sinonimo di inquinamenti e di rischio sanitario e ambientale. E questo puó avvenire solo con un passaggio: la decarbonizzazione.
E quindi con i forni elettrici e la loro progressiva alimentazione ad idrogeno verde al posto del gas”.
Lo dichiara Massimiliano Stellato, consigliere regionale e comunale di Italia viva.
“Non é sul riavvio dell’altoforno che si deve porre attenzione ed enfasi, ma sulla decarbonizzazione. È qui che serve il massimo impegno industriale, aziendale e istituzionale, oltre che la più ampia vigilanza. Ricordo che forni elettrici, decarbonizzazione e idrogeno verde furono anche le priorità enunciate dall’ex premier Draghi che volle postare un miliardo di euro per l’impianto di preridotto.
Non basta dunque aver inserito nel bando di vendita che la decarbonizzazione è la condizione principe perchè un’offerta di acquisto dell’azienda sia presa in considerazione.
Piuttosto, ora che giungeranno ai commissari le offerte vincolanti dei potenziali investitori, occorrerà verificare che quest’assunto sia tradotto in fatti. In impegni certi ed esigibili.
No ad una decarbonizzazione usata come slogan o, peggio, solo per riempire qualche paragrafo di documento. Serve un progetto serio. Che dia garanzie sul fronte ambientale e della salute, ma che preveda anche le misure in grado di tutelare nel miglior modo possibile i posti di lavoro, diretti e indiretti, affinchè la transizione non abbia un intollerabile costo sociale. Da qui, e solo da qui, si misura la credibilità della svolta. E ricordiamoci che Taranto e i tarantini hanno pagato e atteso sin troppo”.


