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 Puglia: Poste Italiane – L’Altra Faccia della Medaglia 

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Puglia – Nonostante le ripetute denunce dell’UGL Comunicazioni di Puglia, la situazione all’interno dei centri PCL (Poste Logistica Comunicazione) e CS (Centro Smistamento) di Poste Italiane continua a deteriorarsi in modo allarmante. Da tempo, i Responsabili di RAM 1 e 2 (Recapito Area Manager) minacciano il personale e i sindacalisti non allineati. 

Alcune RSU sul territorio di Taranto manipolano i responsabili dei Centri Logistici per ottenere vantaggi personali, creando gravi problemi al morale e alla produttività dei lavoratori. Le segnalazioni dei dipendenti riguardano pratiche di favoritismo e discriminazione: alcuni ricevono trattamenti preferenziali ingiustificati, mentre altri, con limitazioni fisiche, sono assegnati a mansioni pesanti in palese violazione delle prescrizioni mediche del Medico Competente. 

Inoltre, si segnala che alcuni rappresentanti sindacali lavorano nei centri senza indossare scarpe antinfortunistiche, contrariamente agli obblighi per gli altri dipendenti. I portalettere sono costretti a svolgere le proprie attività oltre l’orario stabilito dagli accordi sindacali/aziendali, soffrendo per lo stress da lavoro correlato e subendo sanzioni disciplinari discutibili. Contemporaneamente, alcuni sindacalisti entrano ed escono dai locali aziendali al di fuori degli orari di lavoro, presentando giustificativi senza effettuare le necessarie timbrature. 

I lavoratori iscritti ad alcuni sindacati vengono sistematicamente esclusi da determinati ruoli. Tuttavia, una volta cambiata la loro affiliazione sindacale, ottengono rapidamente promozioni in posizioni diverse, grazie alla raccomandazione di una specifica organizzazione sindacale. 

È imperativo adottare provvedimenti urgenti per affrontare queste gravi situazioni. L’atteggiamento divisivo e demotivante richiede l’intervento degli organi competenti per verificare eventuali reati commessi. È cruciale agire immediatamente per garantire un ambiente di lavoro equo e sicuro per tutti i dipendenti, a tutela della propria immagine sindacale e del ruolo che si rappresenta. 


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Redazione Oraquadra

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