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Covid: la grande truffa delle mascherine e il suo utilizzo fallimentare

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E ancora c’è chi crede alla sua utilità ( i nostalgici delle coercizioni) e continua ad imporla nonostante non sia più obbligatoria da giugno 2024

Che molta gente non stia bene è sotto gli occhi di tutti, ma che chi dovrebbe pensare al benessere delle comunità, in particolare nei luoghi di cura e RSA, dove bisognerebbe lavorare per la serenità degli animi, ci sono dirigenti sanitari che nonostante non sia più obbligatorio indossare le mascherine (Caduto divieto con decreto ministero della salute del 30 giugno2024), continuano a renderla obbligatoria.
Di questa gente non possiamo non pensare, delle due l’una: o che stia poco bene di testa oppure continuano a far gola i troppi interessi che girano sull’utilizzo di questo inutile e dannoso ausilio medico. A nulla stanno servendo i tanti scandali che stanno venendo fuori su questo triste argomento, simbolo di prevaricazione psicologica.
In un articolo del 2023 del quotidiano “L’Indipendente” hanno scritto appunto della grande inutilità delle mascherine venuta fuori da studi scientifici internazionali.

Non vi è alcuna evidenza scientifica sul fatto che indossare le mascherine – i cosiddetti dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie – riduca la diffusione delle malattie virali, incluso il Covid-19. È quanto sostiene uno degli studi comparati più ampi e rigorosi pubblicato il mese scorso e condotto per Cochrane, un’organizzazione no profit britannica considerata il punto di riferimento per eccellenza della revisione dei dati sanitari e degli studi scientifici.

Tom Jefferson, epidemiologo di Oxford e principale autore dello studio, ha dichiarato che «non ci sono prove che [le mascherine] facciano alcuna differenza. Punto». Le conclusioni sono basate su 78 studi controllati randomizzati, sei dei quali condotti durante la pandemia di Covid-19, con un totale di 610.872 partecipanti da diverse nazioni. La versione aggiornata dello studio, pubblicata il mese scorso, conferma che gli Stati che hanno imposto l’obbligo di mascherina non hanno ottenuto risultati migliori, in termini di riduzione dei contagi, rispetto agli Stati che non l’hanno imposto. Questo suggerisce che l’imposizione delle mascherine sia stata inutile se non fallimentare.

Secondo Jefferson, nemmeno il tipo di mascherina impiegata, come N95 o FFP2, risulta determinante per il contenimento dell’infezione: «Non fa alcuna differenza, niente di tutto ciò», ha affermato. Ha inoltre criticato gli studi non randomizzati e osservazionali che hanno inizialmente persuaso i governi a rendere obbligatorio l’uso delle mascherine, definendoli imperfetti. Jefferson ha anche spiegato che Cochrane ha ritardato di sette mesi la pubblicazione dello studio durante la pandemia, intento che egli ritiene mirato a minare il loro lavoro. Jefferson ha insinuato che Cochrane sostenesse l’uso delle mascherine e che lo studio contraddicesse tale narrativa, aggiungendo che quei sette mesi sono stati cruciali, poiché è stato il periodo durante il quale la politica è stata convinta della necessità dell’uso della mascherina.

Jefferson ha concluso che i governi hanno completamente fallito nel richiedere maggiori evidenze scientifiche prima di adottare tali misure. All’inizio della pandemia, alcune voci sostenevano che le mascherine non servissero, ma poi la narrativa è cambiata rapidamente. Questo suggerisce che anche gli studi scientifici possano essere influenzati da interessi di vario genere, con errori gravi nella salute pubblica. Durante la pandemia, le voci disallineate rispetto alla narrazione dominante sono state silenziate e demonizzate, ma ora emergono conferme da studi rigorosi che supportano tesi precedentemente marginalizzate.

Un esempio è l’articolo pubblicato da L’Indipendente nel maggio 2022, che analizzava l’efficacia delle mascherine attraverso studi disponibili. Sebbene alcuni sostenevano la loro utilità, altri presentavano conclusioni differenti. Uno studio pubblicato sulla rivista Medicine, intitolato “Un meccanismo mediante il quale le mascherine contribuiscono al tasso di mortalità Covid-19”, suggeriva che indossare mascherine potrebbe comportare rischi notevoli senza mitigare i tassi di infezione.

Ora, con lo studio Cochrane, si rafforza l’idea che l’obbligo di indossare le mascherine sia stato per lo più inutile, specie all’aperto. Progressivamente, stiamo assistendo allo sgretolamento delle misure che hanno sostenuto l’emergenza Covid, sia dal punto di vista giuridico che sanitario.

Molti studi stanno mettendo in discussione l’efficacia delle mascherine e dei vaccini, richiedendo una rivalutazione più rigorosa dei loro rischi e benefici.


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Redazione Oraquadra

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