APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – “Festeggiamenti di San Ciro: un successo tra le critiche”
I solenni festeggiamenti in onore di San Ciro si sono conclusi tra apprezzamenti e polemiche

Grottaglie (Ta) – Oggi la bellissima statua di San Ciro farà ritorno al convento dei “Paolotti” con partenza dalla Collegiata, un giro per un diverso percorso in cui farà la solita sosta all’ospedale “San Marco” per permettere agli ammalati di rivolgere un’ultima preghiera al Santo d’Egitto che san Francesco de Geronimo, nostro Santo concittadino, colpito dalla santità del medico, eremita e martire, volle proporre il suo culto e la venerazione alla Città di Grottaglie, facendolo diventare patrono del paese delle ceramiche.
Infatti una reliquia del Santo Ciro è custodita nel medaglione che è incastonato nella statua che viene portata in processione. Inoltre quest’anno sono raddoppiati i maxi schermi pubblicitari in piazza Regina Margherita, ma qui c’è stata la scelta di non collocare il maxi schermo sulla facciata della Collegiata, cosa dalla sottoscritta aspramente criticata si dall’inizio, come l’uso dell’immagine di san Ciro sui volantini del programma della festa, pieni zeppi di loghi pubblicitari degli sponsor, che donano cifre al comitato, di cui mai, ovvero da sempre, non sono stati pubblicati i resoconto degli incassi. È sempre stato un mistero, mai è trapelato quanto abbia reso, in termini monetari, questa festa religiosa, assimilabile alla storia biblica del Vitello d’oro, solo che in questi casi il Signore è distratto da circa duemila anni, e non solo su Grottaglie.

Questa edizione 2025 ha visto, anche quest’anno, la pira nella zona 167 bis come protagonista, in prossimità di piazzetta Fago e via Pasolini (sito da cui si sposterà perché li, presto, sorgeranno palazzine, come si è potuto vedere sull’enorme cartellone che spiccava davanti alla “Foc’cra), con l’accensione trasmessa in diretta da due emittenti televisive regionali. Gli “Amici della fo’cra” hanno curato ogni dettaglio, con mesi di lavoro, hanno fatto realizzare anche quest’anno un video promozionale con colonna sonora eseguita, come l’anno scorso, dalla violinista Claudia Capriglia.

L’Assessore comunale alla “Promozione delle tradizioni” Giulio De Carolis ha espresso soddisfazione, sottolineando l’importanza della pira come uno dei principali “rituali del fuoco” in Puglia. L’evento ha attratto migliaia di visitatori, generando visibilità e turismo religioso per Grottaglie. De Carolis ha evidenziato come i maestri paratori continuino a tramandare la tradizione alle nuove generazioni, celebrando una vittoria di squadra con visitatori da Campania, Sicilia e Calabria. A proposito del fuoco va anche accennato un particolare di non poco conto, quello dell’impatto ambientale e quindi questa gara a chi fa più alta la catasta di legna è inopportuna e anacronistica, più si brucia e più si inquina, ed è quasi un controsenso foraggiare con contributi regionali i “rituali del fuoco” quando poi si sta lottando contro l’inquinamento. Delle due l’una!


Tuttavia, sui social non si sono risparmiate le critiche. L’Amministrazione comunale è stata contestata per la sfilata dei sindaci attorno al primo cittadino Ciro D’Alò, un’eccessiva parata di Sindaci ( tra l’altro ridotti a semplici figuranti, neanche ringraziati da parte del padrone di casa per la loro presenza sul palco), personaggi vari e anche del Vescovo di Taranto, tutti a fare infatti i figuranti a questa auto celebrativa parata che molti hanno letto come apertura di campagna elettorale e non venerazione per il Santo che è stata solo il pretesto. Gli organizzatori sono stati accusati di favoritismi legati ai pass d’accesso all’area della pira ( gente che usciva dal “regal” recinto vips con un mazzetto di pass, per poi far entrare altri amici degli amici), criticate anche le manifestazioni folcloristiche di tamburelli e pizzica. Stigmatizzati i contributi alle tv locali e ai canali social, che per onestà intellettuale va riconosciuto l’ottimo lavoro svolto, dirette molto apprezzate da chi vive lontano da Grottaglie, dai malati e dai disabili gravi che da casa hanno potuto seguire tutte le fasi di questa festa cittadina al calduccio di casa.
La maestosità del falò e dello spettacolo piromusicale è stata considerata da alcuni eccessiva e inappropriata rispetto alla sobrietà e all’evocazione tragica dell’evento religioso. La festa, ogni anno di più assume connotati da businnes, marketing turistico, perdendo sempre più la sua connotazione spirituale, almeno alla vigilia. Sarebbe opportuno staccare di netto la festa religiosa dalla festa civile (foc’ra). Ovviamente con la grande processione del 31 gennaio 2025 la religiosità è stata fatta salva, con migliaia di penitenti, tra cui quelli scalzi che seguono il simulacro del Santo Ciro attraverso un lungo percorso per le vie di Grottaglie. Percorso che sarà diverso oggi pomeriggio, dove il Santo farà ritorno alla sua umile e silenziosa nicchia nella bellissima chiesa dei Frati Minimi “San Francesco da Paola” dove è possibile, in un silenzio quasi celestiale, venerare tutto l’anno il nostro amato co-patrono.
In sintesi, i festeggiamenti di San Ciro hanno avuto un riscontro positivo per l’organizzazione e la partecipazione del pubblico, ma hanno anche suscitato polemiche sulla gestione e la percezione dell’evento. È necessario trovare un equilibrio tra tradizione, spettacolo e rispetto della dimensione religiosa per mantenere l’autenticità e il significato di queste celebrazioni. La rappresentanza religiosa dovrebbe curare meglio le sue partecipazioni, ricordando che in passato la benedizione della pira era affidata solo all’arciprete della Collegiata grottagliese, mentre l’Arcivescovo di Taranto celebrava solo la messa solenne del 31 gennaio.
Trovare un equilibrio tra la valorizzazione delle tradizioni locali e la tutela dell’ambiente è cruciale per il futuro di queste celebrazioni.

