Lions Club Grottaglie e Rotary Club Grottaglie per l’arte contemporanea: 11 febbraio al Castello Episcopio Lacava e Vespignani
“Lettura speculare del segno di Vespignani – viaggio all’interno dell’opera Tra due Guerre”. Una mostra/installazione che vede la originale interpretazione attraverso studi a carboncino dell’artista e Socio Lions Pino Lacava delle tele del grande maestro Renzo Vespignani (Roma, 1924-2001) dedicate alle sue visioni della Prima e Seconda guerra mondiale. Vernissage martedì 11 febbraio 2025 ore 11, finissage mercoledì 26 febbraio ore 17

L’inaugurazione/vernissage della mostra sarà martedì 11 febbraio 2025 alle ore 11. C’è la possibilità di aggiudicarsi una o più opere dell’artista grottagliese tramite l’offerta di un contributo che sarà interamente utilizzato per le aree Service Giovani e Cultura.
L’installazione e quindi la visita alla mostra va vissuta come l’esperienza immersiva in un tema attualissimo e d’alto impatto emotivo pensata e realizzata non solo “per non dimenticare”, ma anche per trasmettere alle nuove generazioni il concetto che, in una guerra, non c’è un vincitore, ma solo sconfitti. Infine, il pensiero da trasformare in azione per un mondo senza guerra: un’utopia possibile che parte dal disarmo interiore.
«Le opere di Pino Lacava, che lui ama chiamare cartoni riferendosi alle produzioni su carta degli artisti cinquecenteschi, sono di grande impatto emotivo e determinano nell’osservatore una visione realistica della sofferenza, un disagio indotto dalla presa di consapevolezza delle conseguenze della guerra sull’Uomo e sull’Ambiente. Attraverso i media noi percepiamo le notizie di guerra come fossero un film, nel senso di una costruita finzione, che noi vogliamo credere vera ma che non ci coinvolge più di tanto. Queste immagini, invece, riescono ad entrare davvero nell’anima di ognuno di noi fino a farci percepire la sofferenza e tutto quello che è legato al conflitto. L’Artista, quindi, ci riconsegna un segno puro che fa da ponte dalla realtà alle sue emozioni alle nostre, e ci trasforma da asettici spettatori dietro la barriera degli schermi a protagonisti in prima linea di sensazioni vere, non filtrate, in autentica empatia con mondo.»
Arturo Vicinanza, Presidente Lions Club Grottaglie a.s. 2024-2025

«Sul finire degli anni ’80 Masseria Vaccarella, allora Circolo Ilva di Taranto, fu sede della mostra intitolata “Tra due guerre” del celebre Renzo Vespignani, artista molto stimato da mio padre, con il quale mi apprestai a far visita. Numerose tele, di grandi dimensioni, creavano un rapporto di immedesimazione con l’osservatore, stupefatto. La infinita plasticità, data dalla trasformazione del tratto dell’artista, riportava l’accaduto della guerra, il senso della disperazione, dell’irreparabile, dell’orrore. Il ricordo di quella rassegna espositiva è ancora oggi, per me, testimonianza di come la pittura possa rappresentare ciò che la parola allontana, colpendo tratti della nostra coscienza che mai potrebbero essere raggiunti da una informazione scritta. Oggi la reinterpretazione delle opere di Vespignani, per mano dell’Artista Pino Lacava, consente di creare nuove opere e di spiegare il perché e la necessità del dipingere, anche al fine di non dimenticare pagine drammaticamente buie della storia del nostro Paese, dell’Europa e del mondo.»
Claudio Orazio, Presidente Rotary Club Grottaglie a.s. 2024-2025
«In un appunto dai suoi diari, Paul Klee annota come realizzare il disegno di un soggetto in natura, consigliando di rovesciare a testa in giù il disegno preso dal vero, per completarlo con le proprie sensazioni.
Klee, come altre grandi personalità delle avanguardie storiche, mostra quanto complessa è l’apparente semplicità dei nostri modi di sentire il mondo: non prendendo per vero ciò che appare verosimile, realistico (una lezione su cui non si medita a sufficienza, in un’epoca in cui di frequente gran parte di ciò che si rivela falso si era presentato sotto spoglie molto realistiche).
Pino Lacava, studiando il segno di Vespignani “allo specchio”, segue il consiglio di Klee, rovesciando l’immagine per non farsene invadere, mettendo distanza tra sé e l’opera di Vespignani per non farsene condizionare, cercando di rappresentare il suo rapporto con ciò che vede — realizzando le proprie sensazioni, avrebbe detto Cézanne: la sua verità. Ma svolge anche compiutamente quello che la parola specchio offre: oggetto di meraviglia e identità, che riflette e fa riflettere, dalla medesima radice linguistica dell’osservare con attenzione e dell’indagare, fino a mostrare con chiarezza che disegnare è pensare.»
Mario Neve, Dipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna Campus di Ravenna


