La nostra vita è sempre più digitale, in Puglia come nel resto d’Italia
Stavolta non ci sono differenze tra nord e sud o almeno non ce ne sono di grandi. Stavolta siamo veramente tutti sulla stessa barca. E forse dovremmo preoccuparci o quanto meno iniziare a guardare la realtà in un’altra prospettiva. La nostra vita è infatti sempre più online, sempre più digitale, interconnessa. E i rischi nascosti sono veramente tanti.
Partiamo dai dati, però, come quelli dell’Apulian Innovation Overview, aggiornati a gennaio 2025: la percentuale di persone in Puglia di età pari o superiore a 6 anni che hanno utilizzato Internet negli ultimi tre mesi è aumentata dal 72,7% nel 2022 al 75,3% nel 2023. Un dato leggermente superiore alla media del Sud Italia, che nel 2023 si attesta al 74,6%, ma rimane inferiore alla media nazionale italiana del 79,5% nello stesso anno. E per cosa si usa internet? Per svago e intrattenimento, ma anche per lavoro, per socializzazione, per informazione. Se prima per fare tutto questo si era costretti a uscire, incontrare persone, innescare relazioni, adesso è tutto digitale, chiuso se volete.
Oggi l’iperconnessione sta plasmando le nuove generazioni in modi potenzialmente dannosi. Come evidenziato da Gaming Report, il tempo medio trascorso online è raddoppiato, mentre la regolamentazione del settore è rimasta pressoché invariata. A pagare le conseguenze di questa crescita incontrollata sono soprattutto i giovani tra i 12 e i 16 anni, il 22% dei quali risulta essere praticamente sempre connesso. Un’accelerazione alimentata in gran parte dalla pandemia, con dati preoccupanti soprattutto per quanto riguarda la capacità di attenzione. A innescare l’accelerazione di questi anni è stata ovviamente la pandemia, con dati preoccupanti soprattutto per quanto riguarda la capacità di attenzione. Oggi infatti i nostri ragazzi riescono a mantenere la concentrazione per pochi secondi, raramente per minuti. È questo il frutto di una bulimia di contenuti veloci, rapidi, istantanei che ha eroso capacità e competenze che sembravano indissolubili.
Poi ci sono anche altri rischi: il 15% dei giovani ha vissuto esperienze spiacevoli online come il cyberbullismo, il revenge porn, gli adescamenti. Pericoli che non si possono correre solo sui social (dove ormai l’ascesa di TikTok mette in seria difficoltà anche il primato di Instagram e Whatsapp) ma anche su piattaforme di gaming e di gambling. E non bisogna pensare che siano cose che non ci riguardano da vicino. In Puglia, il 15,7% dei giovani ha subito episodi di cyberbullismo, evidenziando una crescente preoccupazione riguardo ai comportamenti pericolosi online tra i ragazzi. Il 65% dei bambini e ragazzi pugliesi trascorre infatti troppo tempo davanti agli schermi, mentre il 4,6% dei nostri bambini è esposto a internet per oltre 3 ore al giorno. La Puglia, stando ai dati dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, “Tempi Digitali”, diffusa di recente da Save The Children, è la quarta regione italiana.
Cosa comporta tutto questo? Ansia sociale e depressione, impulsività e comportamenti violenti, qualità del sonno sempre peggiore e rendimento scolastico scarso. È così che si manifesta la dipendenza tecnologica, che si lega anche ad altri problemi, come quelli legati all’obesità. In Puglia infatti il 26% degli adolescenti è in sovrappeso, terzo dato più alto insieme alla Campania e alla Sicilia. Ecco, qui tornano invece le differenze tra nord e sud. Differenze di opportunità, di stili di vita, di cultura. Per questo occorre intervenire in fretta. A livello nazionale e poi territoriale, per aiutare i ragazzi e scardinare questa bulimia digitale che rischia di divorare tutto. E che rischia di cambiare per sempre, in peggio, le nostre vite.

