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APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – Primo Maggio: Lavoro, Dignità e Ipocrisie – Focus di una Giornalista Libera

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All’indomani della Festa dei Lavoratori, per me legata solo a San Giuseppe lavoratore, l’umile padre putativo di Gesù, riconosciuto anche dai cattolici poco praticanti come la sottoscritta,  “oso” riflettere  su cosa significhi davvero lavorare con dignità.

La Spezia primavera del 1991- avevo appena girato un auto servizio sul Vespucci per l’emittente locale UNO TV , dove per un anno ho ricoperto il ruolo di caposervizio nel tg. locale, ovviamente retribuita.

Da anni posso dire, senza paura di smentita, di essere una giornalista libera, senza padroni che mi pagano, senza vincoli imposti da interessi esterni. È un lusso che posso permettermi grazie alla mia posizione sociale, un privilegio che pochi hanno la fortuna di poter vantare. Tuttavia, questa indipendenza ha avuto un prezzo: se al Nord le porte del giornalismo si aprivano facilmente, in Puglia ho dovuto fare i conti con un ambiente dove, senza sponsor o raccomandazioni, le opportunità si riducevano a collaborazioni sottopagate e ruoli marginali.

Ma ho fatto una scelta chiara: lavorare solo con compensi dignitosi, perché il giornalismo è un mestiere serio e non si svende per poche lire. Nel Sud, purtroppo, ciò è raro. Per questo sorrido amaramente quando vedo colleghi esibirsi in selfie entusiasti il Primo Maggio—dovrebbero essere i primi a denunciare i compensi da fame che ricevono, invece di celebrare una professione che troppo spesso sfrutta la passione e la vocazione di chi, pur non avendo le giuste “amicizie”, sceglie di lavorare con integrità.

La mia battaglia per un giornalismo libero inizia oltre 25 anni fa, quando ho fondato Zoom Grottaglie, un’esperienza terminata bruscamente a causa di un atto criminale contro la nostra redazione. Non mi sono fermata: ho continuato, attraversando altre avventure editoriali, fino a tornare alla mia vera essenza, al giornalismo autentico. Così, 14 anni fa, ho fondato Oraquadra.info, un giornale online che resiste tra difficoltà e sacrifici, mantenendo un’unica certezza: se devo lavorare gratis, lo faccio per un mio progetto, con la dignità di chi porta avanti un’opera di volontariato per il bene della comunità.

Il Primo Maggio dovrebbe essere una giornata di lotta per la dignità del lavoro, non un teatro di propaganda politica. Basta con le faziosità che accecano il vero problema: servono misure concrete per migliorare il mondo del lavoro, garantire salari equi e stroncare le morti sul lavoro. La retorica stanca, le accuse generiche non bastano: bisogna colpire i veri responsabili, quelli che continuano a ignorare la sicurezza dei lavoratori, fingendo che tutto si risolva con slogan vuoti.

E poi, un’ultima riflessione per chi si indigna solo quando conviene. Strillare contro il governo di turno è facile, ma dov’erano le grida di denuncia durante gli anni più bui dellapsicopandemia“? Dove sono le voci che dovrebbero pretendere giustizia per le morti improvvise e i danni subiti? Troppo silenzio, troppa ipocrisia. E a Riondino, che ama definirsi coerente, chiedo: perché non mollare i progetti finanziati dal Governo Meloni, in attesa che tornino i suoi amici al potere? Almeno fino a quando la sinistra deciderà, finalmente, di schierarsi dalla parte del Popolo Italiano.

E, se vogliamo dirla tutta, cantare “Bella Ciao” non risolve nulla—anzi, ha stuccato/stufato. Ormai è diventata una colonna sonora ripetitiva che non porta soluzioni, e forse, se si ascoltasse davvero il sentimento della gente, si capirebbe che perfino molti di sinistra iniziano ad esserne annoiati.

Questa è la mia visione da giornalista libera, una voce che non si piega agli interessi e che, ogni giorno, lotta per mantenere viva la passione per un mestiere che troppo spesso viene soffocato da logiche di potere e compromessi.

 


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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