La Puglia non è una regione per giovani, troppe carenze
L’indagine del Sole24Ore sulla qualità della vita nelle 107 province italiane offre una panoramica complessa della Puglia, evidenziando una “doppia faccia” tra eccellenze e criticità. La regione si distingue positivamente per la qualità della vita dei bambini (0-14 anni), grazie a parametri come aree verdi, spese sociali per i minori, progetti PNRR per l’istruzione, edifici scolastici con mensa e palestra, pediatri e servizi per l’infanzia. Lecce guida la classifica regionale, posizionandosi al 40° posto nazionale e al quarto nel Mezzogiorno. Seguono Bari (62°), BAT (81°), Brindisi (83°), Taranto (87°) e Foggia (88°). A livello nazionale, Lecco è al primo posto, mentre Caltanissetta chiude la classifica.
Tuttavia, la situazione cambia drasticamente per i giovani (18-35 anni). Tutte le province pugliesi si trovano nelle ultime 20 posizioni nazionali, con Bari al 85° posto, Lecce al 88°, Foggia al 92°, Brindisi al 97°, BAT al 99° e Taranto al 105°, terzultima in Italia. Gli indicatori considerati includono laureati, imprenditorialità giovanile, contratti lavorativi, soddisfazione al lavoro, attività sportive, eventi culturali, tassi di disoccupazione e percezione di insicurezza. Questo quadro denuncia una grave carenza di opportunità e servizi per i giovani, favorendo la fuga verso il Nord e lo spopolamento post-maturità.
Per gli anziani (over 65), la Puglia mostra segnali positivi. Foggia emerge come la prima provincia del Sud peninsulare, al 45° posto nazionale, preceduta solo da Nuoro. Seguono Bari (62°), BAT (65°), Brindisi (80°), Taranto (82°) e Lecce (88°). Gli indicatori includono condizioni di vita, presenza di farmacie, malattie croniche, spesa sociale, inquinamento acustico, orti urbani, solitudine e speranza di vita.

